Si Salviamo l'Italia

Basta con i giochi demenziali della finanza germano diretta, basta degrado! Facciamo crescere le nostre imprese, le opportunità e il reddito per i giovani e i lavoratori, con meno tasse, più liquidità nei territori, tagliando drasticamente la corruzione, le mafie e i privilegi.  

La UE & BCE germano dirette ci stanno impoverendo attraverso l’Euro. Le politiche monetarie e fiscali, imposte dalla UE/BCE, hanno tolto la liquidità alle imprese e ai cittadini, impoverendoli e così bloccando l’economia. Contestualmente una massa di immigrati, incolti ed affamati, alcuni portatori di malattie e terrorismo, arrivano sulle nostre coste ed i nostri governanti li accolgono, scaricandoli nelle nostre città, mantenendoli con le nostre tasse. L’Italia è considerata il Paese cuscinetto e pattumiera d’Europa? Il nostro Paese ha perso molti dei gioielli industriali, in parte venduti o svenduti allo straniero per stanchezza e disaffezione imprenditoriale dovuta a troppe tasse ed angherie. In un prossimo futuro lo Stato italiano potrebbe, come sta accadendo in Grecia, esser costretto a vendere i gioielli di famiglia, il nostro patrimonio archeologico ed artistico, relegandoci ad un futuro di sudditanza in miseria e povertà?

Che futuro può avere un Paese che distrugge, con tasse e burocrazia, le proprie imprese, e quindi il lavoro, i creatori di PIL e della ricchezza dei cittadini, distruggendo così demenzialmente il 90% delle proprie entrate? (le imprese generano per lo stato tasse dirette, indirette, contributi ed IVA)

Che futuro può avere un paese che demagogicamente, ogni giorno attraverso le proprie scuole ed istituzioni, i propri governanti, con i propri media, con la guardia di finanza, con Equitalia, con una burocrazia e sindacato asfissiante svilisce il lavoro di milioni di imprenditori talentuosi e capaci, accumunando il loro operato a quel 5% di imprenditori disonesti e collusi che intrallazzano con funzionari spesso corrotti?

Sono 20 anni che l’economia non cresce, addirittura da otto anni decresce (-10% nel PIL, -25% di capacità produttiva).

Un debito pubblico che invece cresce, vergognosamente, per spesare privilegi, corruzioni e benefits assurdi; debito che ci sovrasta ed impedisce una spesa in infrastrutture, indispensabile a mantenere competitivo il paese, indispensabile per recuperare le gravi perdite di produzione, reddito e competitività.

Una politica monetaria, Euro germano diretta, che ha portato, negli ultimi 8 anni in tasca alla Germania un +25% di crescita produttiva, con casse strapiene di valuta, penalizzando soprattutto noi, l’Italia, che abbiamo accumulato nello stesso periodo un -25% di capacità produttiva: uno sfacelo e disfatta incredibile ed inconcepibile, assecondato dai nostri governanti, in un’Europa che vorrebbe denominarsi Comunità, ma che sarebbe più giusto chiamarla Europa disparitaria e non comunitaria.

Una moneta unica, l’Euro, che fa pagare al paese più forte un tasso di interesse decennale dell’uno percento, forzando, portando via ai paesi deboli, attraverso tasse sulla pelle dei cittadini, fino a 10 volte di più, pur avendo l’Italia un debito complessivo, pubblico + privato, addirittura inferiore alla Germania; e con questa logica, della Troika (che io denominerei Troiata) o furbata Germano diretta noi abbiamo accumulato, solo di interessi, 2.000 miliardi, quasi l’intero debito pubblico.

Se i nostri governanti avessero gli attributi, equilibrerebbero per prima cosa la spesa pubblica tagliando le assurde disparità e privilegi, pretendendo contestualmente però dalla BCE, una stampa di moneta sufficiente ad estinguere questa enorme ingiustizia, che io denominerei rapina, nei nostri confronti.

Ripeto utilizzando la stessa moneta e valuta non è ammissibile che i poveri paghino 10 volte tanto i ricchi, ed il collasso della Grecia ne è la prima lampante evidenza; se siamo una comunità non possiamo accettare queste disparità, ingiustizie e sfruttamento dei forti sui deboli; quantomeno il totale debito dovrebbe essere assunto, come prestito, dalla BCE a zero tasso per 30 anni con 10 di pre-ammortamento così da lasciarci in cassa la disponibilità a rilanciare le infrastrutture e quindi l’economia.

Se l’Europa e la BCE vogliono il bene del Paese Italia e dei cittadini dovrebbero non solo imporre il pareggio di bilancio o gli indici di debito/PIL ma, per tutelare i cittadini, dovrebbero fissare un limite di spesa pubblica e soprattutto uno stop a privilegi, pensioni assurde e corruzione dilagante: non può essere il cittadino europeo a subire la tosatura delle tasse perpetrata da governanti spendaccioni e spesso corrotti. Se esiste una comunità deve intendersi di cittadini e non di burocrati, ricconi, banchieri o peggio speculatori. l’Europa se esiste come comunità di cittadini deve rappresentarli e fissare un livello massimo di spesa pubblica e quindi di tasse sul reddito!  

Come si esce da una economia asfittica, depressa nei consumi, nella creazione di imprese e di posti di lavoro? Questo effetto domino “demenziale” che sovrasta tutti.

Le imprese per troppe tasse, troppa burocrazia e mancanza di mercato falliscono, quindi si riducono i posti di lavoro e il reddito spendibile dei cittadini, le banche accumulano insolvenze e si trovano con 300-400 miliardi di crediti in sofferenza ed incagli, tutte le attività professionali, dei servizi e commerciali subiscono lo stesso trend. Lo Stato si trova con meno entrate e quindi aumenta tasse dirette e indirette, costringendo così altre imprese a chiudere in un ciclo demenziale e suicida; lo stato sta suicidando se stesso soffocando con demenziali tasse e burocrazia le imprese, i lavoratori e tutti i cittadini che lavorano.

Per contro la deflazione e decrescita che ci attanaglia oramai da oltre 8 anni impoverisce le classi lavoratrici ma arricchisce le classi statali, parastatali, pensionati e privilegiati che si trovano con gli stessi redditi garantiti con una possibilità di spesa maggiore creata dalla crisi e quindi dai prezzi che diminuiscono.

Lo Stato, i nostri governanti, abituati a spendere in spesa pubblica il 50% in più della Germania e ben il 300% in più dell’Australia in spese pensionistiche ed assistenziali, continuano allegramente e vergognosamente in questa demenziale logica che sta conducendo il Paese, anno dopo anno, alla povertà e miseria, privilegiando i parassiti sui veri produttori: lavoratori ed imprese.

L’Europa se ne infischia della massa migratoria di disperati che approdano nelle nostre coste, hanno definito l’Italia paese cuscinetto, io direi pattumiera delle disperazioni, delle immigrazioni, dell’islamismo e terrorismo che con questi arrivano e, a dimostrazione di questo, stiamo assistendo ad una progressiva chiusura delle frontiere.

Il progressivo degrado economico e sociale è evidente e sempre più palpabile nelle classi più povere, fra i giovani e lavoratori, ai quali questa bieca e demenziale politica, perpetrata negli ultimi 10-20 anni, sta togliendo loro ogni sogno e speranza, relegandoli ai margini e caricando in loro la pericolosa molla delle proteste e delle ribellioni.

Un cambio di rotta è necessario ed urgente, non più rinviabile, se non vogliamo vedere il paese degradare irreparabilmente e così precipitare nel caos!  

 

Geronimo

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