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Coffee Break – LA7 – 14 novembre 2013
William Beozzo, portavoce ConfAPRI e vicepresidente Apindustria Vicenza, ospite...
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Giulia Innocenzi, giornalista di Servizio Pubblico, con i lavoratori...
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1.169 thoughts on “Commenti

  1. leggiamo e riprendiamo dal web “Blasting News – Economia del 13/12/2017):

    L’Italia è il Paese più povero d’Europa, sconvolgenti i dati Eurostat
    Video
    Aumentano i poveri in Italia. Secondo i dati Eurostat crescono anche i nuovi poveri assoluti.
    Maria Cannavacciuolo Lupoalato Autore dalla news
    (Curata da M. Ribechini)

    Oltre 10,5 milioni di cittadini italiani vivono sotto la soglia di povertà. A Roma, capitale italiana, esiste il numero più alto di poveri assoluti. Le persone indigenti che non si possono permettere una vita dignitosa sono triplicate negli ultimi 10 anni. Nessuna possibilità di riuscire a sostenere nemmeno i bisogni primari come riuscire a pagare l’affitto di casa oppure avere due pasti al giorno. Preoccupanti i dati lanciati dall’Eurostat che mettono in evidenza il problema povertà.

    L’Italia su oltre 60 milioni di abitanti, ha oltre 10 milioni di poveri, i quali hanno difficoltà a sostenere qualsiasi spesa primaria. La maggior parte è concentrata a Roma dove si ha un tasso di circa il 14% della popolazione indigente.

    Poveri assoluti

    I dati ufficiali, dell’Eurostat, erano stati anticipati dai dati Istat che hanno classificato la voce “povero assoluto”, cioè colui che non ha nemmeno la possibilità di permettersi un pasto ogni due giorni. Nel 2006, la percentuale stimata, era molto inferiore e il dato è triplicato negli ultimi anni. Secondo il rappresentante dell’Istat, che ha messo in evidenza il problema, si teme per il futuro. I dati mettono in evidenza anche l’età delle persone indigenti che varia dai 30 ai 50 anni. La fuga dei giovanissimi italiani verso le nazioni estere è divenuto un problema che rende palese la difficoltà di trovare lavoro in Italia. L’Europa valuta lo stato di “deprivazione” che l’Italia ha portato ai suoi cittadini. Vi sarebbero anche troppe tasse che tendono a privare, anche le famiglie con bambini e anziani, dei beni di prima necessità e questo ha portato un aumento dei poveri notevole.

    Crisi finanziaria oppure tasse esagerate?

    Il dato della povertà triplicata in dieci anni è aumentata, in modo esponenziale, durante e dopo la crisi finanziaria, globale, che ha colpito nel 2007 e 2008. I poveri relativi sono aumentati e l’incremento, attualmente in aumento, dei posti di lavoro liberi non vanno a mirare sulla classe di poveri aumentata. Le misure prese, per cercare di eliminare il problema, si concentra su persone al di sotto dei 30 anni, ma per coloro di un’età dai 30 ai 50 non sono state prese misure adatte da parte del Governo.

    Il nuovo reddito di inclusione, cioè l’assegno variabile tra i 187 ai 485 euro diretto ai nuclei in difficoltà, [VIDEO] ha riscontrato un boom di richieste mettendo in evidenza che i poveri assoluti sono troppi. I finanziamenti attualmente stabiliti potrebbero non essere sufficienti e quindi la domanda è: cosa si farà nel 2018 per diminuire il numero di persone che appartengono a questo tipo di nuova classe sociale? #povertà #reddito di inclusione #Lavoro giovani

  2. I PRESTITI E LE SOFFERENZE, O PERDITE, DELLE BANCHE. leggiamo dai giornali……Sorgenia di Carlo De Benedetti aveva debiti per quasi due miliardi con le banche. Con la sola banca Monte dei Paschi di Siena precisamente 665 milioni. Nel 2013 la Cir di De Benedetti ha cominciato ad uscire dalla società e la banca Monte dei Pacchi di Siena è ancora lì che aspetta di ricevere indietro i soldi. Nel frattempo il Tesoro cioè Pier Carlo Padoan, con i soldi pubblici di tutti noi, ha ripianato le perdite ….. CERTO CHE DI PUFFI IN GIRO CE NE SONO MOLTI

    • LEGGETE IN QUESTO BLOG “perchè la banche falliscono” … oltre ai prestiti, o rapine agli amici degli amci, ci sono una serie di VIZI nei governanti ed organi di controllo che permettono a questi farabutti di rubare e di arrichirsi
      MA IL POPOLO QUANDO E’ CHE SI SVEGLIERA’

  3. dopo la Brexit SUBIREMO IL DOMINIO SENZA CUORE DELLA GERMANIA

    “La Brexit ha ristabilito l’ordine naturale delle cose. La Gran Bretagna è un Paese transatlantico, non ha niente a che vedere con l’Europa”. Secondo il professor Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università degli Studi di Milano, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea apre scenari preoccupanti non tanto per la perdita di un membro tra i più importanti dell’Ue, ma per come, adesso, sarà gestito il ribilanciamento dei rapporti interni tra i Paesi membri. “Adesso – dice a Ilfattoquotidiano.it – subiremo il dominio senza cuore della Germania”.

  4. L’ITALIA SVENDUTA E DEPREDATA, ma quando si accorgeranno gli italiani che sono quotidianamente spogliati e venduti per pochi euro????

    Le maggiori società italiane sono state arraffate da Francia e Germania, la politica deviata ed imposta ha gettato il nostro Paese nella miseria , politiche sc………….. di soggetti mai scelti nè votati ci hanno fatto invadere ad esempio il territorio, ……………….. Chi ci risarcisce? Chi ne risponde? Non si tratta solo di reati ma di responsabilità gravi politiche di cui i responsabili devono essere chiamati personalmente ed economicamente a rispondere.

  5. Prof in Francia: “Scappate dall’Italia, dove i politici hanno distrutto tre generazioni di giovani”

    Cervelli in fuga, dal Fatto Quotidiano di Elisa Murgese | 10 dicembre 2017

    Nel 2012 Battista Liserre è partito da Cosenza per fare un dottorato a Marsiglia e non è più tornato. E adesso insegna civilizzazione italiana al campus dell’Essca e all’università di Aix-Marseille. “In Italia a 30 anni sei considerato un ragazzino. Qui, a quell’età, si ricoprono ruoli di grande responsabilità”

    “Non è facile lasciare tutto e ricominciare. Purtroppo non abbiamo deciso noi di partire, ma è l’Italia a non fare nulla per trattenerci

  6. COMMENTO DA LEGGERE, secondo me (meditate gente meditate!)
    Antonio Socci: le dodici balle spacciate dai cretini della sinistra

    Da Libero web del10 Dicembre 2017

    I media, in gran parte Giornale Unico del conformismo nazionale, sintonizzati sulle frequenze del Pd, hanno creduto e hanno fatto credere (per dirne solo alcune degli ultimi anni): che l’ euro sarebbe stato il migliore dei mondi possibili e che – rinunciando alla sovranità monetaria – saremmo vissuti in un’ Europa dove scorre latte e miele; che era doveroso andare a fare la guerra in Libia e il caos lì scatenato – da Francia, Inghilterra e Stati Uniti – sarebbe stato salutare; che lo spread del 2011 era di colpo salito alle stelle a causa del bunga bunga; che Monti e la Fornero hanno salvato l’ Italia; che con i nostri soldi (tanti) hanno salvato la Grecia (ma chissà perché a gioire sono state le banche tedesche e francesi) e che la Grecia ora scoppia di salute; che l’ eurocrazia di Bruxelles pretende il nostro dissanguamento, ma lo fa per il nostro bene, per farci diventare più civili; che la Germania la fa da padrona in Europa e ci mette i piedi in testa, ma solo perché loro sono nobili e generosi europeisti; che l’ Italia è oggi in piena ripresa economica anche se non ce ne accorgiamo e anche se la povertà sta aumentando; che per colpa di Trump moriremo tutti di caldo a causa del riscaldamento globale per cause umane, anche se quest’ anno la neve è arrivata a novembre e da decenni la temperatura media è stabile.

    E poi, ancora, hanno creduto (e fatto credere): che sbaraccare le frontiere per far entrare centinaia di migliaia di migranti è una botta di vita e di salute per l’ Italia e che è razzista chi si oppone; che è giustissimo spendere circa 4,6 miliardi di euro (nostri) per accogliere migliaia di stranieri nello stesso anno in cui si tocca il fondo delle nascite in Italia, arrivando al dato minimo da 500 anni a questa parte, perché i nostri giovani non hanno lavoro e soldi per mettere su famiglia (e il governo riduce al lumicino il bonus bebè)

    E ancora media e politici del “pensiero unico” hanno creduto e fatto credere che lo spezzettamento secessionistico dei paesi dell’ Est era democratico, mentre l’ uscita della Gran Bretagna dalla Ue era un pericoloso rigurgito di nazionalismo; che la Brexit sarebbe stata bocciata nel referendum; che altrimenti la Gran Bretagna sarebbe sprofondata nel Terzo Mondo; che alle presidenziali americane avrebbe vinto la Clinton; che gli Stati Uniti – se mai avesse vinto Trump – sarebbero implosi il giorno dopo; che la Clinton era la candidata della sinistra e della pace; che la Merkel e Macron sono progressisti di sinistra; che se avesse vinto il no al referendum renziano del 4 dicembre 2016 lo spread sarebbe esploso, ci sarebbe stata una fuga di capitali, il Pil sarebbe sprofondato, si sarebbero persi migliaia di posti di lavoro, un mare di investimenti e – forse – saremmo stati commissariati dalla Troika.

    E poi hanno creduto (e fatto credere): che se Trump ha vinto la Casa Bianca, se la Brexit è passata e la riforma costituzionale di Renzi è stata bocciata, è tutta colpa dei post dei “figli di Putin” su Facebook (ma chi li ha visti?), da cui gli elettori allocchi si sarebbero fatti abbindolare nonostante che la quasi totalità dei media fosse schierata accanitamente contro Trump, contro la Brexit e a favore delle riforme renziane

    In particolare per l’ Italia tutti, per la verità, ricordavamo le pesantissime ed esplicite interferenze nella campagna referendaria del 4 dicembre 2016 dell’ amministrazione Obama, della Ue e della stampa internazionale, ma il fatto che nessuno invece si sia accorto delle diaboliche interferenze della Spectre russa è considerato un segno della loro pericolosa insidia

    IL TERRORE Infine, negli ultimissimi giorni, credono (e fanno credere) che sia in corso un pericolosissimo attacco fascista che sta seminando il terrore in tutta Italia, tanto che ieri Repubblica titolava in prima pagina: «Fascisti, un italiano su due ha paura». È un’ emergenza davvero eccezionale: se andate al supermercato o alla fermata del tram la gente non parla d’ altro che della minaccia fascista. Prendi la metropolitana e vedi tutti guardinghi e tesi, pronti a scappare per sottrarsi al pericolo nero. Va pure detto che in questo caso la «paura» (sdoganata dal titolo di Repubblica) è diventata di colpo un sentimento positivo, democratico, europeista e politically correct. Nel caso invece in cui la «paura» sia verso i tanti immigrati che sono arrivati fra noi e – in diversi casi – delinquono, allora no, è xenofobia e razzismo (infatti pure Bergoglio per l’ Immacolata ha fustigato tale «paura dello straniero»).

    Dopo aver creduto e fatto credere tutto ciò (e anche altro su cui qui, per mancanza di spazio, sorvoliamo) questi stessi media (e politici) ci avvertono, allarmatissimi, che c’ è il terribile pericolo delle fake news, ovvero della balle (quali?) da cui gli italiani si farebbero raggirare. Balle da cui, però, ci difendono loro con la loro occhiuta vigilanza antifascista ed europeista.
    Balle da cui le autorità devono proteggerci imbavagliando la rete, quindi limitando la nostra libertà, ma sempre per il nostro bene, ovviamente. Balle che una qualche famigerata Spectre sotterranea sta diffondendo per danneggiare il Pd e il governo. Cosa peraltro del tutto inutile, soldi sprecati (se eventualmente qualcuno li spende) perché il Pd e il governo riescono benissimo a danneggiarsi da soli. Basta lasciarli lavorare

    Ma anche in questo caso c’ è un contrordine compagni: fino a ieri la paranoia complottista era fustigata come demenziale (le scie chimiche eccetera) e «di destra», oggi è sdoganata come democratica, europeista e antifascista. Oggi si può e anzi si deve credere al grande complotto putiniano per avvantaggiare Grillini e Lega e danneggiare l’ Europa, Renzi e il Pd. «Gomblotto! Gomblotto!». Peccato che sia difficile trovare tracce del «gomblottone». Ieri, per esempio, sui social – il luogo delle pericolose interferenze putiniane – dilagavano le polemiche e le ironie sul brutto albero di Natale che l’ amministrazione della Raggi ha allestito a Roma davanti all’ Altare della patria. Volendo credere ai complotti verrebbe da pensare che qualcuno parla tanto di «Spelacchio» (così è stato soprannominato l’ abete sfigato) come arma di distrazione di massa, cioè per deviare l’ attenzione dai dati sulla povertà in Italia, che vanno sempre peggio (è un «successo» piddino). O per non parlare delle brutte figure internazionali che il nostro governo rimedia. Ma allora non è Putin che manovra i social. Come si spiega?

    GUERRA SUI SOCIAL – Se davvero le forze oscure del putinismo dominano i social ci si deve aspettare che corrano subito in soccorso della Raggi, spedendo, dalla Siberia, un immenso abete alto 50 metri. Ma per ora nulla di nulla. Neanche una bottiglia di vodka o un colbacco

    Tuttavia bisogna stare in guardia. A leggere i giornali Mosca sobilla, trama e fomenta con messaggi diabolici contro il governo e l’ Europa. Tutte le cattiverie che si dicono sul conto del governo e dell’ Europa sono «fake news» sospette di putinismo
    Certo, poi c’ è pure chi manda al diavolo queste baggianate, spernacchia le presunte fake news e continua a criticare. Anche a sinistra. Come il sindacalista Giorgio Cremaschi che ieri su Twitter commentava: «La Gran Bretagna pagherà circa 50 miliardi rateizzati in molti anni per uscire dalla Ue e Fiscal Compact; l’ Italia pagherà 50 miliardi l’ anno per restarci e continuare il massacro sociale». Una fake news o piuttosto una delle news che non vengono fatte circolare? La risposta giusta è la seconda

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