Si Salviamo l'Italia

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1.535 thoughts on “Commenti

  1. Governi di centrodestra, di centrosinistra e di sinistra negli ultimi due lustri ci hanno visto fallire il 30 per cento delle aziende. L’economia, nonostante la flebile risalita negli ultimi 12 mesi, non decolla.

  2. Non vanno tassate le nuove imprese che assumono giovani. Negli altri Paesi si procede gradualmente: tre, cinque o sette anni senza tasse. In Australia, Canada, Regno Unito e a Singapore un giovane che avvia una ditta gode della tax holiday parecchi anni.

    • 6 milioni di italiani hanno smesso di cercare un lavoro perchè sono convinti che non ci sia più! Occorre mettere gli imprenditori nella condizione di assumere

  3. COME SI RISANANO I CONTI DEL NOSTRO PAESE

    Come in tutte le aziende da ristrutturare, occorre agire su due leve: incrementare le entrate e razionalizzare le uscite. Quindi rivedere i costi, che oggi sono fuori controllo. La tassazione e la burocrazia sulle imprese è elevatissima e ne sta sfiancando il ruolo, la germinazione e la sopravvivenza. In Italia i balzelli sulle attività produttive sono di circa il 20 per cento più alti che nei migliori Paesi dell’Ocse e del 10 per cento più alti della media europea. La tassazione è elevatissima poiché la spesa pubblica è smisurata e viene caricata in larga parte sulle spalle delle Apri (attività produttive italiane, ndr). L’imposizione fiscale sulle imprese supera il 50 per cento, spesso arriva al 67, e in parte viene applicata persino quando le ditte sono in perdita. Perciò, per rivitalizzare un’azienda, devi prima toglierle il gravame della burocrazia e delle tasse che la asfissiano. Serve la flat tax».
    Questa l’ho già sentita.
    «Indispensabile per far ripartire l’economia. Aliquota unica del 25 per cento sui produttori. Oppure tre scaglioni, 15, 25 e 35 per cento, partendo dai 10.000 euro l’anno. Ma bisogna andare oltre: creare una no tax area per le imprese che nascono, per le start up. Altrimenti le nuove generazioni continueranno a scappare all’estero. Sa che cosa significano, in termini economici, 100.000 giovani neolaureati o comunque formati per una professione che ogni anno lasciano l’Italia, dei quali ben 10.000 partono dalla mia regione? Sono quasi 50 miliardi di euro che vanno in fumo. I parametri assunti sono quelli del governo degli Stati Uniti, il quale ha stimato che la preparazione di un giovane di 23 anni viene a costare alla collettività 700.000 dollari, cioè circa mezzo milione di euro».

    • Sono tutte idee stupende, che però difficilmente verranno mai attualizzate. C’è da ricordarsi che in Italia non comanderemo mai noi se resteremo nell’Euro.

  4. DEI GOVERNANTI CHE HANNO AFFAMATO I CITTADINI e portato allo sfacelo la nostra povera Italia

    Governi di centrodestra, di centrosinistra e di sinistra negli ultimi due lustri hanno visto fallire il 30 per cento delle aziende. Il reddito reale spendibile oggi è del 20 per cento inferiore a 10 anni fa. L’economia, nonostante la flebile risalita negli ultimi 12 mesi, non decolla. Le banche sono in sofferenza hanno oltre 300 miliardi di Npl (crediti incagliati). Lo Stato è sempre più indebitato, il debito pubblico in miliardi di euro era di 1.897 nel 2011; con Monti è salito a 1.990; con Enrico Letta a 2.070; con Renzi a 2.251 e con Gentiloni a 2.280 in 7 anni si è incrementato del 20% del 3% all’anno al netto dell’inflazione. Ho voluto sperare che una scelta di rottura portasse a una moralizzazione e a una maggiore attenzione verso chi produce, cioè imprenditori e lavoratori, e verso chi risparmia. Queste tre categorie di cittadini rappresentano i due terzi della popolazione, 40 milioni di persone. Andrebbero valorizzate, come prescrivono gli articoli 1 e 47 della Costituzione, e non mantenute succubi della grande finanza, della Casta, di una burocrazia opprimente. ReteSI, nata per tenere insieme produttori e risparmiatori, va dicendo queste cose da lungo tempo. Solo partiti fuori dagli schemi, giovani, coraggiosi possono rivoluzionare l’Italia. È per questo sogno ed ho affiancato a partire dal 2013 il Movimento 5 stelle, mantenendo però aperto il dialogo su questi temi con i partiti che ci ascoltavano. Se alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno vinto il M5s e il Centrodestra è perché le nostre giuste richieste sono state, almeno in parte, rappresentate da questi due schieramenti. E chi ha saputo comunicarle meglio è stato premiato dai votanti

  5. LA NUOVA EUROPA SOTTO IL SEGNO DELLA COMPETIZIONE, DEL LIBERO MERCATO E DELLA CONVERGENZA

    Europa a trazione franco-tedesca confonde la stabilità con il dormire in piedi paurosi di tutto ciò che è esterno e vero. Stabilità è e deve essere al contrario il presupposto ed il terreno fertile della crescita. Non arretramento ed ostilità per partito preso alle istanze reali dei cittadini e della società, delle società europee. Le persone più capaci hanno il compito di guardare lontano, comprendendo in anticipo ciò che accade e sta per accadere nella realtà più e meno vicina, anticipandola e dando vita a progetti e soluzioni di ampio respiro, possibili. Il prossimo Consiglio d’Europa, cioè l’incontro tra i capi di Stato e di governo, si appresta ad essere l’ennesima dormita in piedi europea, con, all’ordine del giorno, la “novità” dell’invasione immigratizia, l’intesa a voler rendere il più difficile ed ostica possibile l’uscita – per fuga – del Regno Unito dall’Unione e come contrastare l’ottimo lavoro di Trump in favore di tutti noi cittadini europei. Sotto la voce “migliorare le politiche sociali”, si nasconde l’anima gattopardesca del malefico asse franco -tedesco che non ha la minima idea e possibilità di dare e darci lo sviluppo necessario. Tante strette di mano , nessuno sviluppo, alcuna crescita. L’Europa tedesca così come è, si spaccherà ancora prima di finire. A fronte della crisi finanziaria di è proceduto con l’immissione di liquidità da parte della Banca centrale europea, operazione non convenzionale. Appena diraderà e terminerà , quali prospettive si prevedono? I governi degli Stati membri chiedono il rispetto delle regole democratiche e crescita e redditi da lavoro effettivamente prestato. Ad oggi sono invece state fatte solo politiche redistributive ed assistenziali che ci hanno immiserito tutti, facendo salire oltremodo la pressione tributaria che oggi è quasi la metà del Pil ed il debito che oggi è il doppio degli accordi europei. Nell’Europa franco-tedesca ancora si intende redistribuire, immiserendoci oltre la miseria attuale. Tutte queste politiche redistributive immiserenti hanno avuto ed hanno tuttora ,quale presupposto, il mercato viziato, non vero nè libero , per cui l’intero “gioco” attuale europeo è corrotto e viziato, è sbagliato. L’idea originaria dell’Europa unita era di incrementare la competizione , cosa che ha funzionato solo per gli scambi delle merci, restando fuori il lavoro ed i capitali e meno ancora è valso per la tassazione che ha invece operato forsennatamente , o meglio è stata fatta forsennatamente ed insensatamente fatta operare contro la libera competizione. Il Consiglio si appresta oggi a parlare di diversità e divari di produttività , innanzitutto italiana, quando il problema è in realtà la mancata possibilità di procedere con le infrastrutture che mancano e che l’Italia non si può dare perché la nostra politica stessa economica italiana è bloccata dall’Europa medesima. Il bilancio pubblico italiano, così come quello europeo, non consente cioè di incidere sulle singole politiche economiche avendole escluse, mentre in compenso si chiede il rispetto del rapporto debito/pil e politiche dannose deflazionistiche che peggiorano la situazione. Non solo non si pensa immagina nè si offre una possibile soluzione per non infierire nel peggio, ma questa Europa franco-tedesca offre la disgrazia e la rovina tipo quella rifilata alla Grecia, contro perdita di sovranità statale , o meglio perdita di quel poco che ancora non è stato dato in contropartita. Bisogna ridisegnare la nuova Europa sulla base della convenienza che implica la competizione ed il libero mercato, rispettare le regole dei solo Trattati europei che prevedono progressiva convergenza, non coatta, degli Stati membri e non rigidità e obbligatorietà, rigidità di vincoli europei. Crescita che deve essere tendenziale e basata sulle politiche economiche autonome di ciascuno degli Stati membri. Nessuna cessione di sovranità, fare l’interesse ciascuno del proprio Stato membro europeo. Per ribilanciare il rapporto italiano in Europa è necessario ricondurre alla democrazia ed alla politica democratica di ciascuno, al lavoro , alla autonomia di ciascuno Stato membro europeo nella convergenza . La Bce, ricondotta sotto l’alveo della politica, ha gli strumenti per intervenire sul debito e , con la riforma dell’Eurozona, può essere dotata di poteri di intervento sul cambio un modo da modulare l’euro , anche nei confronti delle altre valute.

  6. ITALIA: NUOVO GOVERNO, NUOVA STRATEGIA IN EUROPA

    “ Se si fanno accuse, si portano prove, rivolgetevi a Poirot. Se si fosse trattato del gas nervino nostro sarebbero morti all’istante, quello è un prodotto inglese” . Questa è la genialata di Putin dalla Russia al Regno Unito. Putin è stato rieletto in stile Erdogan, fatte le debite differenze, non per questo è meno utile nella lotta all’Isis. I due, Putin ed Erdogan, uno è uno zar l’altro un sultano, hanno le loro gatte da pelare, dentro e fuori i loro confini. La Siria è il loro campo di battaglia. L’Italia sta con Trump, non ultimo perché vige la democrazia, c’è ricambio nelle elezioni, il sistema è quello occidentale, congeniale a noi tutti. E Trump ha anche lui molte politiche utili da portare avanti, per le quali sa che sarebbe opportuno avere un proprio braccio in Europa e dentro l’Unione europea. Quel braccio dobbiamo essere noi, deve essere l’Italia. C’è una certa urgenza in realtà di disporre del governo eletto. Centrodestra, Lega, Meloni e gli imprenditori del Movimento 5 stelle , che pur esistono dentro la stragrande maggioranza di disoccupati ora ex, trovino la quadra di un governo e mandino il ministro degli esteri prontamente a dare fiducia, stima, appoggio a Donald Trump, ringraziandolo anche per ciò che sta facendo anche per noi, nel nostro interesse, in Europa. Il caso della presa a mo’ di depredamento da parte francese delle acque territoriali italiani la dice lunga infatti su quale considerazione, rispetto e stima provi e mostri la Francia nei nostri confronti. L’accordo Macron/Merkel è stato già siglato e, per quello che riguarda il nostro Paese, significa ed ha quale unico obiettivo della Francia la spoliazione progressiva, a proprio vantaggio, dell’Italia. Un po’ di imprese rilevantissime, un po’ di terra/acqua ricchissima non solo perché pescosa ma soprattutto perché ricolma di possibili giacimenti petroliferi. E’ già da tempo che la Francia depreda l’Italia con l’aiuto di Gentiloni, così come dei governi precedenti di sinistra mai eletti dagli italiani Monti, Letta, Renzi (quest’ultimo ha dato ai francesi le acque italiane). A conferma di ciò, anche la riprova giunta dopo anni degli affari pro elettorali per sé di Sarkozy con e poi contro la Libia. Sempre contro gli interessi dell’Italia. Per fortuna che c’è Trump. Che è entrato in scena Trum il quale con due o tre passaggi strategici ha per ora messo lo stop alle sfacciate prevaricazioni economiche della Germania contro ogni altro Stato membro , incluso e per primo il nostro, e che, per il solo fatto di esistere, fa da “sentinella” contro gli squilibri più pesanti, come ad esempio quelli francesi contro l’Italia. L’Italia deve correre a fare scudo ai propri interessi economici ancora prima che sociali ed istituzionali, verso l’Europa e nel mondo. Il Regno Unito è uscito dal consesso europeo ed è impegnato a riaversi e soprattutto a darsi un sistema nuovo di prosperità negli accordi economici. La Germania è ferma ma il surplus commerciale lucrato va che è una bellezza, in automatico, e va annullato. La Francia ruggisce senza avere un leone, si riempie la pancia più che può. L’Italia, con le recenti votazioni, sta cambiando verso, e deve sbrigarsi a considerare l’Europa ciò che è già per tutti gli altri e cioè un qualcosa da posporre ai propri interessi economici nazionali, senza cederle alcun tipo di sovranità, in assenza di qualsivoglia manifesta rottura. Bisogna attrezzarsi per esistere e non farsi spennare da Francia e Germania, contrastare l’andazzo esistente, fare perno per fare ciò sulla forza e sulla capacità di Trump.

    • Siamo proprio il terreno di caccia dell’Europa, e quando non siamo terreno di caccia siamo terra di confine fatta per accogliere chiunque e indiscriminatamente. Ci usano come pezze da piedi, ci depredano e poi ci lasciano nudi come vermi. Ci stanno lentamente distruggendo e purtroppo a volte ce lo meritiamo. Le ultime elezioni lo dimostrano: i partiti eletti sono lo specchio di un mal di pancia che però, forse ad eccezione della Lega (ma dico FORSE) sono ben visti da chi comanda in Europa e nel mondo. Non cambierà nulla se continuiamo a fare il gioco di certi burattinai. Purtroppo.

  7. INTERESSANTE ARTICOLO SU “LO STATO SOCIAL”

    Vincono Di Maio e Salvini: i social lo avevano capito prima delle elezioni
    «Lo Stato Social» (on demand su Sky Atlantic) spiega come Movimento 5 Stelle e Lega, a differenza dei partiti «analogici», abbiano saputo sfruttare la forza di Facebook & Co. di Renato Franco sul Corriere.it del 19 marzo 2018

    La democrazia dell’algoritmo nasce già come paradosso e ossimoro, lo stesso effetto di un camaleonte esibizionista. Se in democrazia ogni voto pesa uno, per l’algoritmo ogni like non vale uno, ma varia di peso a seconda di quanti altri se ne porta dietro. Più like uguale più visibilità. Le elezioni del 4 marzo sono state le prime in cui si sono affacciati alle urne i nativi digitali, i nati del 2000, una generazione cresciuta in un ecosistema dei media completamente nuovo. E che ha avuto effetti concreti sul risultato finale — questa la tesi del docu-film Lo Stato Social – Le elezioni come non le avete mai viste, prodotto da LadyBug Entertainment e on demand su Sky Atlantic.

    Trasformare i like in voti

    Tesi forse troppo drastica, in un docu-film ricco comunque di spunti e analisi su cui prendere appunti. Per toccare tutti i lati di un perimetro complesso si può dire che l’esito del voto ha dato un risultato tripolare; e allo stesso tempo è tripolare il sistema dei media che lo ha influenzato: web, televisione e radio — che troppo spesso sfugge alle osservazioni degli analisti pur avendo una capacità di penetrazione e persuasione tanto notevole quanto sfuggente. Una riflessione che aggiunge un suggerimento al dibattito, ma non incrina l’impianto e la capacità di approfondimento del docu-film che racconta, anche con numeri alla mano, il panorama digitale che ci circonda, dove la nuova frontiera è trasformare i like in voti (o i like in acquisti, ma questo è un altro marketing). In questo contesto il cellulare diventa una «nuova televisione», con la differenza che è sempre a portata di mano, sempre pronto a notificare qualcosa, sempre disponibile a spacciare post e video. Così se i partiti tradizionali non si sono adattati ai social network e sono rimasti analogici (Pd e Forza Italia, ma anche +Europa di Emma Bonino), Movimento 5 Stelle e Lega (ma anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni) hanno saputo usare a proprio vantaggio la forza di Facebook, Twitter e Instagram.
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    Berlusconi non ha nemmeno lo smartphone

    Due istantanee: Berlusconi non ha nemmeno uno smartphone e ha uno staff che si preoccupa di postare per lui; Salvini invece ha saputo sfruttare anche gli hater a suo favore per creare dibattito su di lui. Alessandro Di Battista ha colto consapevolmente lo spirito dei tempi: ognuno ha la sua emittente personale perché «con i social network ho una piccola televisione per difendermi». Non è un caso che Di Maio sia ricorso spesso alle dirette su Facebook, che di fatto hanno se non sostituito, perlomeno affiancato la sua presenza nei talk mentre Renzi è rimasto ancorato a post (sempre su Facebook) che secondo molti osservatori erano eccessivamente lunghi: il risultato era una minore immediatezza e una minore capacità di engagement, come dicono quelli che parlano così. Una lezione che i partiti devono imparare per il futuro è che stare sui social ha senso se sfrutti i trend giornalieri (Salvini sempre pronto), mentre sei poco efficace se vai «fuori tema» (Bonino e Boldrini molto spesso). Il risultato? La battaglia social ha visto primeggiare due contendenti: Di Maio e Salvini; la battaglia elettorale ha avuto lo stesso risultato.

  8. ADESSO SI GOVERNA
    COME FARE A GOVERNARE ADESSO

    > Adesso si fa il governo di chi ha vinto le elezioni. Io faccio parte di chi li ha, con la maggioranza degli italiani, votati e scelti. Perché facciano, insieme a noi tutti, l’interesse del nostro Paese.
    > I vincitori devono andare al governo e ivi rimanere per l’intera legislatura stabilita. Come. Marciando divisi ma colpendo ovvero governando uniti, come si spiega ne “L’arte della guerra”. Gli italiani hanno votato in maggioranza Salvini, Di Maio, Meloni perché li vogliono e vadano al governo del Paese. Dunque bisogna trovare il modo per riuscire nell’intento e dare soddisfazione alla maggioranza degli italiani. Bisogna procedere artatamente, senza troppo dire, accettare, per dare inizio al governo voluto dagli italiani, la moral suasion di Sergio Mattarella – (manifestamente contro gli eletti e favorevole al contrario a rifilare agli italiani un governo di vecchi suonati a propria immagine con gli ultra ottantenni Cassese, Tesauro, Amato. Sarebbe una iattura per l’Italia) – ed accettare un governo di salute pubblica. Mi raccomando , non si deve accettare il premier consigliato da Mattarella, si deve scegliere un personaggio che vi e ci rappresenti in grado di implementare i programmi di governo che vogliamo e abbiamo votato. Questo passaggio serve ad eliminare e sbarazzarsi (sbarazzarci tutti ) di possibili iatture politiche come quella preferita da Mattarella/Napolitano e cioè cinque stelle con pd suonato, Leu degli e altre porcherie assortite.
    > Al momento del voto per i presidenti di Camera e Senato , assolutamente, non si molla, e si insediano solo ed unicamente i nomi concordati tra voi soli. Le due presidenze spettano di diritto. A seguire si accetta la cosiddetta qualunque , tanto per scena, a condizione che si scelga il premier e i contenuti ed i tempi di azione. In pratica tutto. In quel momento pioverá addosso e contro di tutto ma si deve stare ben fermi, come si dice, con calma e gesso. Tutti gli altri sono morti politici che camminano, li terrorizza, ed a ragione , non solo l’idea di andare a nuove elezioni ma soprattutto la propria scomparsa prossima ed imminente. Per questo accetteranno di tutto, cioè quello che si dirà e tutto quello che si farà, per noi tutti. Mattarella se ne farà una ragione. Bisognerà manifestamente vessare e mal……… la vergogna dei renziani mai scelti da nessuno degli italiani; nelle votazioni in Parlamento , tanto, saranno laidamente con la maggioranza, per salvare il posto che non avranno mai più. (Così come non avrebbero dovuto averlo oggi).
    > Ecco qui, fatta, la maggioranza al potere. I programmi dei vincitori delle elezioni sono coincidenti con le due Italie che li hanno votati, entrambe disperate, ma compatibili in quanto hanno, quale denominatore comune, il lavoro, declinato in tutte le sue salse, forme e possibilità. Lavoro come profitto, lavoro come aiuto, lavoro come pensione, lavoro come migranti, lavoro come economia, lavoro come famiglia. Lavoro , lavoro, lavoro. Il programma politico che si deve mettere a punto, deve essere fatto in segreto e convergere in seguito nei singoli atti e provvedimenti, leggi, che si redigeranno, via via che la legislatura si dispieghi. La legge elettorale ha dato la maggioranza , si può armonizzare in senso maggioritario la attuale legge elettorale , togliendo la possibilità per gli esclusi dagli italiani di rientrare fraudolentemente dalla finestra. Il voto deve essere diretto, la rappresentanza coincidente con i rappresentati.
    > I parlamentari della legislatura che si deve insediare avranno il terrore di andare a nuove elezioni , quindi voteranno come e con la maggioranza presente in Parlamento. Se qualcosa non andrà nella attuazione dei programmi, la colpa sarà della minoranza non eletta, che ha estorto agli italiani il seggio su cui poggia ignobilmente il deretano (pagata da noi tutti con i nostri soldi pubblici).
    > Solo quel punto, chi chiederà nuove elezioni, non avendo nessuna chance per averle, non le avrà . Sarà abbandonato al suo destino, alla giusta definitiva dipartita dalla politica. La maggioranza rimarrà al governo del Paese nell’interesse del Paese, per l’intera legislatura e nel rispetto della Costituzione italiana.
    > Il governo degli italiani sarà finalmente il governo che vogliono (vogliamo) gli italiani. Ad majora.

  9. ABBIAMO PERSO IL 9% DI PIL, DI CRESCITA, RISPETTO ALLA FRANCIA E GERMANIA DAL 2010 A OGGI: VOGLIAMO ANCORA ASCOLTARE CHI CI SPOGLIA E CI IMPOVERISCE; BRAVI LEGA E M5S, NON FATEVI INTIMORIRE E PENSATE PRIMA AGLI ITALIANI.

    “”DAL SOLE24ORE: Un paese nel quale, è vero, la crescita economica nel 2017 ha fatto registrare finalmente un +1,5 per cento, il miglior risultato dal 2010, superato solo tre volte dal 2000. Sbaglierebbe però chi volutamente ignorasse che lo sviluppo italiano (tuttora legato in via prevalente al polmone bancario per il suo finanziamento) sia di costituzione più fragile rispetto a quello dei suoi partner. Dal 2010 ad oggi il divario cumulato di crescita tra l’Italia e i suoi vicini di casa francesi e tedeschi è stato pari a quasi 9 punti percentuali. Davvero si vuol fare a meno di queste “lezioni della crisi”? “”””

  10. CHIAMATE LA NEURO! – SIAMO ALLE COMICHE !!! GRILLO: LAVORARE NON SERVE. ORA C’E’ IL REDDITO DI NASCITA – L’ULTIMA DEL COMICO: “UNA SOCIETÀ EVOLUTA È QUELLA CHE GARANTISCE A TUTTI LO STESSO LIVELLO DI PARTENZA. L’OCCUPAZIONE RETRIBUITA E’ OGGI INUTILE”

  11. C’E’ UNA FONDAMENTALE DIFFERENZA FRA LA RELIGIONE, FONDATA SULL’AUTORITA’ E LA SCIENZA, FONDATA SULL’OSSERVAZIONE ED IL RAGIONAMENTO; ALLA FINE LA SCIENZA VINCERA’ PERCHE’ FUNZIONA

    Stephen Hawking (è mancato oggi… un grande!)

  12. INIZIA LA DECRESCITA DELL’ECONOMIA DALLE PROPOSTE DEI 5S

    Ridurre le ore lavorate a parità di salario per contrastare i “mali” della robotizzazione. È una delle proposte che Pasquale Tridico, economista dell’Università di Roma Tre indicato da Luigi di Maio come ministro del Welfare della sua ipotetica futura squadra di governo, ha fatto ieri sul blog del Movimento 5 Stelle, indicando i cinque punti chiave su cui il suo ministero si focalizzerebbe se gli venisse affidato l’incarico.

    • Praticamente lavorare sempre meno…ma che Repubblica vogliono costruire questi qua? Redditi di qua e di là senza senso…altro che cultura del produrre!!! Ma dove andremo a finire

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