Si Salviamo l'Italia

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1.500 thoughts on “Commenti

  1. CHE SCHIFO I VECCHI GOVERNANTI, rancorosi, come bestie ferite, stanno dando gli ultimi colpi di coda … denigrando il NUOVO GOVERNO SCELTO DEMOCRATICAMENTE DAGLI ITALIANI

    Ora vomitano FIELE dalle poltrone televisive ancora occupate da questa amuffita e vecchia nomenclatura

    si alleano con il deficiente di MACR…. che vomita tutta l’arroganza francese

    stranamente ora i tribunali si muovono contro Lega e Movimento … che strane coincidenze

    CHE SCHIFO ITALIANI… ma non ho dubbi che il BENE TRIONFERA’

  2. Tutti contro Salvini per i 629 clandestini respinti dai porti italiani ed ora dirottati in Spagna. Perché?
    1
    A) Lo stato italiano eroga 35 euro/clandestino di cui solo 2 euro vanno al presunto profugo.
    Gli altri 33 euro a chi lo accudisce.

    B) 629 clandestini x 33 = 20.757 euro/giorno.

    C) 20.757 x 365 giorni = 7.576.305 euro/anno.

    D) Come minimo per ottenere la risposta dello status di profugo ci vogliono 3 anni.
    Quindi 7.576.305 x 3=
    22.728.915 euro.

    E) 22.728.915 di mancato incasso per le associazioni di volontariato legate al PD, ai sindacati CGIL-CISL-UIL, Cartitas, associazioni legate al Vaticano, ecc.

    Ci credo che Gino Strada, Emma Bonino, Laura Boldrini e tutta la sinistra è contro Salvini e questo Governo.
    Si poteva respingere prima, ma non l’hanno appositamente fatto, per fare arricchite i loro amici ed amici degli amici…????
    I precedenti governi ci hanno venduto????????????????????

    • VERISSIMO, oltretutto questo insolente di Macron, probabilmente finanziato dai grandi speculatori e finanzieri, vuole fare il saccente dopo che ha lasciato morire decine di immigrati, dopo che il suo paese di m… che rappresenta ha massacrato la LIBIA solo per invidia contro gli italiani, e dopo che hanno fatto un COLONIANISMO IN AFRICA CHE CONTINUA TUTT’OGGI !!!!!

  3. Da ADN KRONOS

    Massimo Colomban, ex assessore alle Partecipate di Roma Capitale, si dice “sorpreso” per la misura cautelare disposta nei confronti del presidente Acea Luca Lanzalone, accusato di far parte, insieme ad altre otto persone, di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione nell’ambito del progetto per il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Lanzalone, che ora si trova ai domiciliari, aveva seguito come consulente per la giunta Raggi il dossier sull’impianto.

    “Al di là di questo incarico – dice all’Adnkronos Colomban – ho conosciuto Lanzalone molto poco, era un consulente chiamato dal sindaco. Per quello che so, mi è sembrato professionale ma sulla sua trasparenza e correttezza ne risponderà, qualora avesse compiuto atti non corretti”. Ad ogni modo, sottolinea l’imprenditore veneto, “stento a credere che Lanzalone sia stato partecipe di un piano di corruttele o conflitti di interesse”.

    “Lascio ai giudici procedere, io sono sempre stato per una legislazione estremamente ferrea verso corrotti o conflitti di interesse, sopratutto per chi opera nel pubblico. Il daspo ai corrotti suggerito dalla ReteSI (associazione fondata fra gli altri dallo stesso Colomban, ndr) spero ora trovi un percorso di attuazione veloce”, osserva Colomban, che invita il governo ad approvare una legge “che escluda dall’operare nel pubblico per decine d’anni o anche per l’intera vita persone o aziende colpevoli di reati di corruzione o anche semplicemente di conflitti di interesse”.

    “Credo che ancora di più si dimostri la necessità di una legge forte moralizzatrice per chi lavora, opera o agisce nel pubblico o nelle partecipate”, rimarca l’ex assessore, che, sul comportamento del sindaco M5S Virginia Raggi, commenta: “Non credo che lei sia parte di questa ipotesi di conflitto di interesse. Non lo posso credere, perché altrimenti sarebbe un fatto non grave ma gravissimo”.

  4. Il NOBEL VA A TRUMP

    Donald Trump sta riuscendo brillantemente dove nessuno finora era riuscito. Su più fronti. Grazie a un gioco politico combinato a tratti brutale e con moto a yo yo, cioè a tira e molla, sta riuscendo a contrastare la corsa al nucleare del folle Pyongyang. Sta frenando, a vantaggio dell’intero l’Occidente, la crescita impetuosa e lo strapotere della Cina di Xi Jinping. È riuscito , forte del rapporto con il principe arabo Bin Salman, a operare un’apertura dell’Arabia verso Israele, una sorta di rivoluzione in Medio Oriente. Per non parlare di quanto sta riuscendo a fare in Europa. Una strategia politica – economica impossibile anche solo da immaginare fino a poco tempo fa durante l’era di Barack Obama. Un’Europa sbilanciata e fondamentalmente ingiusta prima, ed un’Europa, quella di Trump, che deve ricalibrarsi nel segno della maggiore equità tra gli Stati membri .
    > Si pensi all’operazione di “spariglio” operata al G7 (quasi 8 con la desiderata Russia, che pur declinó ) per smascherare e mostrare all’Europa e al mondo intero il bluff di Merkel, Juncker e Macron riguardo ai dazi e alle tariffe. Insomma ma perché le automobili statunitensi devono pagare il 15 per cento per arrivare in Europa mentre le tedesche il 2,5 per cento per arrivare in Usa? Anche la debacle di Deutsche Bank ha a che fare con lo spirito e l’animosità trumpesca in chiare europea. Dall’economia alla politica internazionale mondiale , gli Stati Uniti di Donald Trump le stanno azzeccando tutte. E anche con l’Italia , ove, ad eccezione del fatto che noi tutti italiani sappiamo che Giuseppe Conte non è stato eletto in quanto nemmeno candidato con alcuno degli schieramenti politici usciti vincenti dal voto e dalle elezioni del 4 marzo scorso, Donald Trump sta facendo dell’Italia, con ciò che gli è arrivato insomma e senza badare troppo per il sottile, il suo punto di appoggio ed alleato forte e stabile nell’Unione. Dentro l’Unione e a favore dell’Unione europea. Trump si muove come un bulldozer , cioè con grande determinazione verso ciò che vede e che vuole per i cittadini europei, cioè una nuova Europa. Riguardo alla Corea del Nord, si tenga presente che nè Trump nè il cinese Xi Jinping possono volere eccessivamente una pace sicura e definita della questione essendo ambedue interessati più a un processo di pace lento e progressivo. Gli Usa devono cioè volere fare rimanere ben impiantati i propri presidi militari in chiave anticinese e antirussa sul territorio della Corea del Sud. Lo stesso la Cina ha interesse ad una Corea non unita dato che si tratta di un mercato interno di settanta milioni di persone oltre che di una capacità nucleare pronta all’utilizzo contro la Cina. Dunque sia gli Usa che la Cina hanno il reciproco interesse a mantenere divise le due Coree e denuclearizzata quella del nord. Anche la Russia peraltro ha interesse ad utilizzare il potenziale nucleare della Corea del Nord contro la Cina, gli Usa e il Giappone , strategicamente parlando. Tanto da aiutare celatamente la tecnologia del folle Kim. A causa di ciò, la Cina non vuole che il Giappone si nuclearizzi. E gli Usa vogliono lo stesso per non perdere il controllo sul Giappone. In tale contesto Trump sta riscrivendo il trattato con la Corea del Nord offrendo aiuti economici in cambio dell’abbandono delle capacità nucleari , ma lentamente cioè condizionando il tutto al rispetto di quanto verrà perfezionato. La Cina rimarrà a guardare per ammorbidire i dazi e per sabotarli nel caso in cui l’accordo prenda altre direzioni. Trump è strategicamente un autentico Nobel.

  5. PAOLO SAVONA FA L’INTERESSE DELL’ITALIA IN EUROPA

    La Costituzione italiana è chiara. Non sono ammessi nè diktat di Di Maio /Salvini, nè veti di Mattarella. L’uomo che meglio rappresenta in termini di politica economica e di filosofia europeista il sentimento degli elettori italiani è senza ombra di dubbio Paolo Savona. Il Professore è al momento la punta di diamante dello scontro , risalente nel tempo, tra l’ortodossia economica oligarchica e la ribellione dei cittadini europei che devono pagare il prezzo delle direttive e decisioni di quei pochi contro cui gli italiani si sono espressi democraticamente in modo definitivo nelle urne del 4 marzo 2018. Mattarella e Savona comunichino tra loro. Noi tutti, cittadini italiani ed europei , diamoci una calmata. La Storia non è finisce oggi, è lunga, anzi è perenne ed eterna. L’Italia e gli italiani oggi hanno paura riguardo ad un ennesimo inutile provvedimento di rigidità e “austerità” contro i loro e nostri risparmi. Gli italiani temono a ragione una patrimoniale, l’imposta sulla ricchezza. Non sono tuttavia Salvini e Di Maio a coltivarne l’idea. Non sono cioè quei senza Europa dei leader dei 5 stelle e Lega a volere stangare gli italiani, quanto piuttosto è la stessa Europa delle facce inquietanti di Jean Claude Juncker, di Angela Merkel, facce del passato che tra meno di un anno verranno dismesse, a spingere perché un altro governo italiano metta la patrimoniale. L’alternativa cioè non è affatto tra un governo 5stelle/lega che mette la tassa ed un’Europa che ci salva dallo Stato assaltatore dei nostri risparmi. Semmai l’alternativa è l’esatto contrario . È l’attuale Unione europea a volere la patrimoniale e , con lei , auspicata dal Fondo monetario internazionale . Di Maio e Salvini hanno una sola chance e una sola speranza, sanno che verrebbero linciati ove venisse meno il loro impegno a non mettere mai le mani in tasca agli italiani. In questo l’economista Paolo Savona sarà determinante. Proprio perchè vada a svolgere il ruolo di controllo e di vigilante, prima, e di ricostruttore dopo, perchè esista un’ Europa benigna e non matrigna a mo’ di camicia di forza quale è oggi a danno dei Paesi membri e del nostro specificamente. Utile è infatti rammentare che seguendo le ricette dell’Europa, negli ultimi sette anni, abbiamo accumulato in Italia trecento miliardi di debiti in più, un macigno che adesso va preso per le corna , e va gestito. In nostro favore. Altrimenti ci si schianta contro, e ci schiaccerà, nostri risparmi inclusi. Il Professor Paolo Savona è un uomo normale, equilibrato e dotato di buon senso. Le sue valutazioni e considerazioni riguardanti l’Europa non sono incendiarie, non eretiche tantomeno rivoluzionarie. Ricalca le analisi dei premi Nobel, è perfettamente brillantemente allineato con la migliore scienza economica mondiale degli ultimi dieci anni. Ha analizzato i limiti dell’eurozona stigmatizzando come l’euro penalizzi, così come stanno le cose oggi, i Paesi deboli e premi al contrario i forti, che si sono fatti forti e che diventano sempre più forti (ed i Paesi deboli sempre più deboli). Tutto qui. Questo non significa che il Professor Paolo Savona voglia uscire o portare l’Italia fuori dall’euro, ma che l’euro va rimodulato, perché così come siamo, ci andiamo tutti a schiantare. Lo si ripete, non si esce dall’euro, lo si ricalibra , lo si rimodula, rendendolo funzionale agli interessi di tutti noi Paesi dell’eurozona, deboli e forti. Oggi, sostiene Savona da illo tempore, i Paesi forti non hanno nessun interesse a sanare la situazione. La Germania si tiene stretto ad esempio il surplus lucrato contro gli altri Stati membri e mai rimesso in circolazione, nonostante sia stato più volte suggerito e detto sia dal Presidente Barack Obama che dall’attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Paolo Savona propone quale soluzione la messa in comune dei debiti (soluzione ad oggi osteggiata dalla Germania stessa) stante il divario dei tassi di interesse – lo spread – che riflette il diverso giudizio del mercato in merito al rischio ed alla capacità delle banche di ciascun Paese di erogare credito alle imprese nazionali. Rimanendo le cose così come sono cioè, le economie più povere dovranno pagare tassi di interesse più elevati e lo stesso varrà per le imprese dei Paesi deboli (l’Italia), soprattutto a causa dell’intreccio tra banche e governi nell’attuale struttura dell’eurozona. Paolo Savona suggerisce quindi la soluzione del sistema comune di assicurazione dei depositi per tutte le banche dell’eurozona. Verranno così meno gli incentivi che provocano il deflusso di denaro dai Paesi deboli verso i forti. La Germania vuole fare da sola, dopo essere stata aiutata con i soldi di tutti gli altri Paesi a riprendersi e ricostruirsi, intende e impone di continuare a lucrare da sola a detrimento ed a svantaggio di noi altri, da quegli stessi Paesi da cui è stata aiutata. Paolo Savona suggerisce di rimettere la palla al centro e di ricominciare a “giocare” seguendo le regole. Quelle la cui validità discende dai Trattati europei valevoli erga omnes, mentre vanno annullati quelli autoproclamatisi trattati ma che non lo sono, come il fiscal compact. Ll’interesse dell’Italia è l’interesse di Paolo Savona. Solo facendo ciò che sostiene Savona per l’Italia in Europa e nell’Unione si potrà e potremo riacquistare competitività senza continuare a macinare deflazione , l’Italia, con i relativi problemi sul debito, mentre la Germania macina vantaggi competitivi senza deflazionare. La Francia di Macron sta chiamando oggi l’Italia per lavorare insieme per la nuova Europa.

  6. IL PROGRAMMA LEGA/5STELLE E’ L’INIZIO DELLE RIFORME UTILI PER L’ITALIA

    Lavoro, immigrazione e sicurezza, abbassamento delle tasse per la crescita. Quale italiano non vuole lavoro, controllo dell’immigrazione e sicurezza per sè e la propria famiglia, per la propria casa? Chi non vuole il necessario abbassamento della esosa tassazione controproducente in Italia? Che problema c’è allora nell’accettare ció per cui la maggioranza degli italiani ha votato? Cos’è questa arlìa contro gli italiani e il loro legittimo voto democratico? Gli italiani hanno votato e scelto in maggioranza questo che si riporta qui succintamente e che i votati cercheranno di attuare. Si ricordi che c’è un Parlamento che voterà una a una le proposte del governo. Perché, diversamente dai precedenti governi non eletti, non si deve procedere a forza di decreti “forzati” ed in vilipendio costante della democrazia parlamentare , ma secondo Costituzione ovvero con la sottoposizione al voto parlamentare. Premesso che il comitato di conciliazione volto a dirimere le eventuali controversie tra i vincitori delle elezioni è sullo stesso piano del comitato dei saggi di Napolitano, cioè un organismo che non ha nessun potere costituzionale o istituzionale di sorta, ecco i punti fondanti di un programma cui è davvero difficile dire di

    no. 1. Il vincolo di mandato, per bloccare in nuce il trasformismo. Nel contratto di governo Salvini-Di Maio si prevede la perdita del seggio nel caso di cambio di casacca; è anche prevista una regola che impedisce la proliferazione dei gruppi parlamentari. Dunque stop ai voltagabbana. Sono stati cinquecento nell’ultima legislatura mai votata dagli italiani i cambi di casacca. Abolendo la pratica scorretta si tutela il nostro voto, il voto di ciascuno e di tutti gli italiani

    2. Nel contratto è prevista la revisione del sistema di elezione dei giudici , stop a spartizioni e correnti , stop alle porte girevoli per cui i giudici fanno carriera politica e poi tornano a fare il giudice o più precisamente usano il posto pubblico di giudice come trampolino di lancio per occupare posti pubblici meglio retribuiti in politica. I giudici non devono potere andare e venire dalle aule dei tribunali o delle Corti a quelle parlamentari e viceversa.

    3. Riforma ed estensione della legittima difesa domiciliare; per i reati che prevedono l’ergastolo sarà proibito il rito abbreviato con sconto di pena. Inasprimento delle pene per violenza sessuale e previsione di un equo indennizzo. I delinquenti in galera senza poterla fare franca. Stop allo svuota carceri e nuove prigioni . Reimpatrio dei delinquenti stranieri perché scontino la pena nel proprio Paese (accordi con i Paesi di provenienza o in ogni caso rimpatrio coatto nella terra di provenienza). No all’’allungamento della prescrizione (non vanno assunti nuovi giudici ma riformata la struttura del processo prevedendo l’assottigliamento progressivo del numero dei giudici ordinari ampliando ed implementando le forme di giustizia alternativa . L’obiettivo è una giustizia diffusa e possibile.)

    4. Rimpatrio di mezzo milione di immigrati irregolari , controllo e giro di vite sui ricongiungimenti familiari e sui sussidi sociali per evitare i casi finti e simulati di profughi a nostre spese. Registro degli imam, tracciabilità dei finanziamenti, controllo della costruzione di moschee e centri islamici e controllo della loro operatività nel rispetto della legge italiana, chiusura di tutte le associazioni islamiche illegali e non ottemperanti, radicali.

    5. Ridefinizione della mission e degli obiettivi della banca Monte dei Paschi di Siena di cui è azionista il Tesoro italiano al 70 per cento , difesa e tutela del risparmio effettivi come previsto nella Costituzione. Inasprimento delle pene per i fallimenti dolosi, responsabilità dei colpevoli e risarcimento dei risparmiatori

    6. Istituzione di un’Europa espressione della parità dei diritti e degli interessi della cittadinanza europea ( l’ideale sarebbe un’Europa a cerchi concentrici in cui il fulcro sia dato dai Paesi originari) . “Ridiscussione dei Trattati per una programmazione europea volta ad assicurare il finanziamento delle proposte attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi , la gestione del debito e un appropriato è limitato ricorso al deficit “, cosi è riportato nel contratto, cioè come già chiesto dalla sinistra e destra politica. Scorporo degli investimenti produttivi dal deficit corrente in bilancio.

    7. Taglio delle pensioni d’oro superiori cioè a 5.000 euro mensili netti “non giustificate dai contributi versati”, taglio dei vitalizi e dei privilegi di parlamentari, consiglieri regionali e organi costituzionali.

    Il programma è condivisibile è difficile sostenere che non sia utile oltre che doveroso in Italia per gli italiani tutti. Il problema sono i fondi ed a tale riguardo bisogna fare con quello che c’è e con quello che si creerà via facendo. C’è un principio che vige nella pubblica amministrazione (che non lo rispetta), il cosiddetto principio dell’invarianza finanziaria vale a dire che i soldi quelli sono e rimangono e con quelli si deve fare. È chiaro che il reddito di cittadinanza ad esempio non troverà fondi per cui è alquanto critica l’attuabilità fin dall’origine. E così via. Si pensi al nuovo patto tra contribuente e fisco, tutte proposte ed idee che sono destinate a scontrarsi con i soldi e il voto parlamentare. Certo è che , riguardo ai punti fondamentali, è davvero difficile dire di no e gridare, come stanno beotamente facendo le forze politiche altre, al disastro. Anche solo realizzare i primi sette punti qui riportati sarà un successo e la cosa giusta è necessaria da fare per e in Italia. Un buon inizio di riforme a venire.

  7. Retesi da anni va ripetendo che questa stretta monetaria unitamente alla tassazione esagerata impedisce alle imprese di vivere o soppravivere
    SPERIAMO CHE QUESTI NUOVI GOVERNANTI LO CAPISCANO

  8. MANDIAMO UN FORTE SEGNALE A DI MAIO E SALVINI che non vengano messe in discussione alcune misure che sono state particolarmente apprezzate dalle imprese stesse: jobs act, credito d’imposta sulla R.I., iper e super ammortamento, esclusione del costo del lavoro dal calcolo dell’Irap, credito d’imposta sugli interventi di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico, patent box, …ECC.

  9. FINALMENTE un contratto di governabilità; fatto a 4 mani e si sente, ma comunque produttivo di molte idee innovative
    Si tratta ora di vedere il costo e come tutte queste misure, in parte costose per le casse pubbliche, entreranno nel bilancio complessivo dello stato senza alterarne troppo gli equilibri

  10. IL “SISTEMA “ E’ CIÒ CHE È USCITO DAL VOTO ELETTORALE, ANTI-SISTEMA …. CHI VI SI OPPONE …..

    Si sente spesso dire che le forze “anti sistema” e populiste sono uscite dal voto elettorale del 4 marzo 2018. Ma non è vero. Ciò che è uscito dal voto è esattamente ció che hanno votato e scelto la maggioranza degli italiani che sono, e siamo, il “sistema”. Chi è infatti “il sistema” se non chi è alla base della democrazia e del nostro sistema democratico? Gli italiani che scelgono sono “il sistema”, non altri. Se il presunto “sistema” che molti oggi in Italia dicono di volere mantenere opponendosi al legittimo voto democratico di noi tutti fosse davvero tale, da quale fonte od origine verrebbe la sua e loro legittimazione? Esiste una democrazia parallela alla nostra in Italia? Io non la vedo, la Costituzione non la prevede. Non c’è. Il nostro “sistema” è solo ed unicamente quello cioè dell’ordinamento che, tramite il voto democratico elettorale degli italiani , compone se stesso e si fa tale, diviene tale. È la maggioranza stabilita che dà e “fa” il “sistema”. Quello che oggi si accusa essere uno sorta di stato confusionale della democrazia è al contrario la sua situazione più dinamica: non è caos ma è lo svolgimento della democrazia. Per questo non c’è affatto di che allarmarsi, non ci sta tremando alcunché sotto i piedi, nessun terremoto o attacco alla stabilità, ma ordinario legittimo svolgimento attuarsi e dipanarsi del nostro metodo democratico, la legittima composizione del nostro ordinario legittimo auspicato “sistema”. Oggi si è di fronte al nostro “sistema” democratico che si compone, anche ricomponendosi all’uopo. Dovremmo ed avremmo dovuto piuttosto prendercela con quanto accaduto in precedenza e cioè la fissità e mancata dinamicità , ripetitività, in cui il nostro Paese si trovava e si è trovato. Si trattava , prima , sì di anti/ sistema, perché era un sistema incagliato e chi lo manteneva tale, quelli sì, anti sistema. Non è un caso che oggi le persone ed i politici più vecchi ed annosi si oppongano e fatichino a comprendere il normale attuale avvicendamento della democrazia e del sistema democratico italiani. Oggi ad esempio è molto più anti/sistema un Presidente della Repubblica che non voglia attuale la volontà legittima elettoralmente espressa dagli italiani, non voglia cioè svolgere il compito a lui affidato e previsto nella Costituzione italiana, arrogando a sè poteri e funzioni, compiti che non ha. Vale a dire che adombrare o sostenere, minacciando, l’utilizzo di funzioni che non spettano al Capo dello Stato per Costituzione , è fortemente anti/sistema. Il sistema è ció che gli italiani hanno deciso e che si va componendo. Vale più uno solo non eletto dai rappresentati ma nominato – contestato – da forze politiche non elette, o la maggioranza che compone il nostro sistema ordinamentale italiano? Vale e deve valere di più e unicamente, la scelta elettorale e il dettato costituzionale , o la decisione discrezionale – destinata ad essere immantinente arbitraria – di uno solo non scelto? Il sistema è la maggioranza degli italiani, così è previsto dalla Costituzione. E unicamente funzionale alla Costituzione è il ruolo e la funzione, ai fini dell’omologa notarile di ciò che è democraticamente deciso dalla maggioranza , dal Capo dello Stato.

  11. Come far ripartire in Italia l’economia, il lavoro ed il reddito dei cittadini
    Raccontati da un protagonista Massimo Colomban,
    Che risponde ad una serie di domande di un noto giornalista

    “”””……Nelle circa quindici aziende che ho ristrutturato, fra le quali due pubbliche, le soluzioni non hanno formule magiche: o si incrementa il fatturato con più aziende e più produzione, più PIL oppure si devono tagliare le spese! Normalmente si procede contestualmente ad incrementare il PIL, e per incrementarlo si devono ridurre le tasse e la burocrazia che impediscono la loro crescita, e comunque si riducono le spese.
    La riduzione delle spese è possibile modernizzando, efficentando lo stato, digitalizzando i processi, adottando costi standard in tutti gli Enti, oltre che combattendo la corruzione ed evasione; evasione che si può combattere solo dopo aver riportato la tassazione alla media OCSE ed aver pulito, fatto una Pace Fiscale, con 21 milioni di italiani tartassati e martoriati da norme fiscali vessatorie ed assurde. Questo processo durerà anni, potrebbe generare risparmi oltre i 100 mld all’anno. Ma il vero e grande risparmio si potrebbe ottenere sulle grandi spese, grandi costi: pensioni, socialità e sanità, che si porta via il 56% del bilancio, che pesa il 27% sul PIL, 70% in più della media dei migliori paesi Ocse, che potrebbe essere qualificata fissando un minimo e massimo alle pensioni ed assoggettando i ricchi (come rendita o patrimoni) ad un supertiket, ad una contribuzione via via crescente alle spese sociali.
    «Governi di centrodestra, di centrosinistra e di sinistra negli ultimi due lustri hanno visto fallire il 30 per cento delle aziende. Il reddito reale spendibile oggi è del 20 per cento inferiore a 10 anni fa. L’economia, nonostante la flebile risalita negli ultimi 12 mesi, non decolla; una crescita inferiore al 2 per cento è in sostanza una de-crescita dobbiamo puntare ad una crescita costante superiore al 3 per cento. Le banche sono in sofferenza. Lo Stato è sempre più indebitato. Ho voluto sperare che una scelta di rottura portasse a una moralizzazione e a una maggiore attenzione verso chi produce, cioè imprenditori e lavoratori, e verso chi risparmia. Queste tre categorie di cittadini rappresentano i due terzi della popolazione, 40 milioni di persone. Andrebbero valorizzate, come prescrivono gli articoli 1 e 47 della Costituzione, e non mantenute succubi della grande finanza, della Casta, di una burocrazia opprimente. ReteSI, nata per tenere insieme produttori e risparmiatori, va dicendo queste cose dal 2012. Solo partiti fuori dagli schemi, giovani, coraggiosi possono rivoluzionare l’Italia. È per questo sogno che ho affiancato a partire dal 2013 il Movimento 5 stelle, mantenendo però aperto il dialogo su questi temi con i partiti che ci ascoltavano. Se alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno vinto il M5S e il centrodestra è perché le nostre richieste sono state, almeno in parte, rappresentate da questi due schieramenti. E chi ha saputo comunicarle meglio è stato premiato dai votanti»…….”””””

  12. TRUMP: LA MINACCIA DI DAZI SERVE AL RIEQUILIBRIO EUROPEO CONTRO L’ASSE FRANCO-TEDESCO

    È entrato in azione Mike Pompeo, neo segretario di Stato statunitense. Reduce da Israele e dal premier Benjamin Netanyahu, a Riad in Arabia Saudita ha incontrato Mohammed Bin Salman con il quale ha apertamente accusato l’Iran di destabilizzare l’intera regione dando sostegno alla Siria di Assad ed ai ribelli sciiti dello Yemen. Tema dell’incontro è l’accordo sul nucleare iraniano. Israele vuole l’annullamento di quello sciagurato accordo fatto da Obama. Su questo tema c’è Trump , tramite Pompeo, pronto all’annullamento mentre Macron, Merkel e May, che non hanno capito niente di quanto sta facendo per loro e per noi tutti Trump, sono e fanno gli attendisti . Francia, Germania e Gran Bretagna post Brexit dunque fuori dall’Unione europea, pensano che l’accordo obamiano eviti che l’Iran si doti dell’atomica, mentre così non è. Teheran è infi…, ha abbindolato quello scemo di Ob….. ma non Trump; e così come stanno le cose adesso, farà e continuerà a fare quello che gli pare e piace. Non è con le incerte discussioni alla Macron, nè con le improvvide strategie alla Merkel, e neanche con l’indefinibilità attuale di May che si metteranno punti certi e sicuri nelle testoline bacate dell’Iran fondamentalista. Trump fa la Storia e intende portare alla migliore soluzione possibile oggi l’infausto accordo sbagliato di Obama che scadrebbe peraltro nel 2025. Cosa sta facendo secondo voi Mike Pompeo in Medio Oriente? Sta perdendo tempo? No. Sta preparando il terreno della sua strategia targata Trump , Usa. Entro il 12 maggio prossimo Trump dovrà decidere se reintrodurre le sanzioni sul nucleare a Teheran, dando così un sano scossone all’accordo sul nucleare del 2015 perfezionato dall’Iran con i Paesi del 5+1. E farà in modo di farlo, visto che ha già definito quest’ultimo “un disastro”. Mike Pompeo ha già chiaramente detto, in Israele così come in Arabia e prossimamente dirà ancora una volta nella prossima tappa in Giordania, che “diversamente dalla precedente amministrazione (Obama) noi non trascureremo la portata del terrorismo iraniano. L’Iran è il più grande sponsor del terrorismo nel mondo e noi siamo determinati ad assicurarci che non entri mai in possesso di armi nucleari. L’accordo nelle sue forme attuali non fornisce questa assicurazione”. L’Europa macron/merkelliana invece pensa e teme i dazi minacciati da Trump su acciaio ed alluminio. La vera Europa, diversa da quella dell’asse franco-tedesco, non ha ancora capito che i dazi di Trump costituiscono l’assist statunitense all’Europa a contrasto dei forti e gravi disequilibri economici tedeschi (e francesi) lucrati con surplus e colonizzazioni politiche/economiche in nostro danno, a svantaggio e contro cioè gli altri Stati membri europei. Trump metterà i dazi finché gli Stati profittatori europei non mettono a posto i propri disequilibri e vantaggi ingiustamente lucrati contro l’altra Europa, di cui l’Italia fa parte. Francia, Germania e Gran Bretagna fuori dall’Unione, hanno risposto a nome di tutti, non essendo tutti però, che “l’Europa prenderà tutte le misure necessarie per difendersi”. L’Italia non ci stia. È (sarebbe) adesso il momento di battere un colpo verso Trump, e, non seguendo Francia e Germania, porre la questione e chiedere venga fatto in Europa, nella vera Europa, quella di tutti non di Francia e Germania, ció che sta aiutando Trump a chiedere, e cioè che si rivedano e riequilibrino i vantaggi lucrati guarda caso proprio da Germania e Francia in Europa e contro tutti gli altri inEuropa. È chiaro adesso cosa sta facendo Trump? L’Italia stia con Trump, sulla questione iraniana così come approfitti della questione dei dazi per porre solide fondamenta alla nuova Europa. Per fare questo occorre avere capito bene ciò che sta facendo per noi tutti Trump. Si persegua e si dia vita immantinente al governo degli eletti Lega centrodestra Meloni, di minoranza in Italia.

  13. TRUMP REIMPOSTA I FONDAMENTALI DELLA NUOVA EUROPA

    Trump è bravo (a differenza di Obama, Hillary Clinton e compagnia) e sta facendo un’ottima politica strategica globale ma la questione coreana va presa per quello che è. Kim Jong-un ha un arsenale nucleare. L’altro giorno ha solo rinunciato alla pretesa che il contingente americano presente nella Corea del Sud si ritiri (ritiro mai contemplato per parte americana) ed ha annunciato la sospensione dei test nucleari e missilistici , ma non di quello a breve e medio raggio che minaccia il Giappone. Non ha detto alcunché sulla rinuncia al deterrente con cui ha già minacciato l’America, in cambio della esclusione delle sanzioni e delle concessioni economiche di cui il suo Paese ha bisogno. Kim promette e poi si rimangia le promesse con estrema facilità. Di vantaggioso c’è, oggi, solo che Kim sa che, se non trova un qualche accomodamento con il resto del mondo, il suo regime sarà oltremodo a termine. C’è poi la Cina che protegge commercialmente la Corea del Nord e che rimane vigile riguardo alla direzione che prenderà Trump. Per ora è previsto un incontro , l’evento diplomatico dell’anno, tra Kim e Trump ai primi di giugno 2018. Per quanto riguarda l’Europa, si sarà notata l’enfasi data all’incontro tra Macron e Trump, notevolmente differente dal poco conto riservato volutamente da Trump a Merkel. Accoglienza trionfale al primo, e rapido e coinciso incontro di lavoro per la seconda. Trump avrebbe cioè scelto la Francia se Brigitte Macron non infesta i pozzi dando della “reclusa” alla Casa Bianca a Melania. Verso la Germania, Trump è stato chiaro, apertamente dissentendo sulla gestione tedesca dell’invasione immigratizia in Europa (e pagando profumatamente il dittatore turco Erdogan), ha manifestato la sua chiara irritazione per il colossale surplus commerciale tedesco (le esportazioni tedesche negli Usa superano di 65 miliardi di dollari quelle americane), e l’esplicita critica al livello infimo della contribuzione tedesca alle spese Nato. Trump sta facendo il lavoro sporco per noi tutti europei a favore dell’Europa liberale, volendo far proseguire il nostro comune progetto europeo originario che era quello della progressiva europeizzazione della Germania e non, come si è invece verificato, la germanizzazione dell’Europa. C’è poi la questione siriana che in realtà ha dietro il problema iraniano, su cui Trump si è mosso, mirato e presumibilmente in accordo segreto con Putin, con Francia e Gran Bretagna , fuori la Germania. Vi è infine in ballo la questione energetica del gasdotto nord stream 2 in cui la Germania si tiene pro se ambiguamente filorussa e tutt’affatto occidentale, e la disputa con la Cina che è l’unico fronte su cui Trump e Merkel potrebbero giocare insieme di sponda in quanto esportatrice di prodotti tecnologici. Trump mollerà la presa sui dazi su acciaio ed alluminio , così come sull’accordo sul nucleare iraniano che garantisce alla Germania come all’Italia redditizi commerci con l’Iran solo dopo che la Germania avrà messo in moto il proprio processo interno a europeizzarsi, non a germanizzare e germanizzarci tutti. Fino ad allora, saranno dazi e sganassoni non solo ai tedeschi ma a tutti gli europei. Trump sta con i cittadini europei ed ha ben compreso quelli che vengono chiamati populismi ma che sono unicamente manifestazioni legittime di legittime pretese e diritti di noi tutti cinquecentomilioni di cittadini europei. Brexit non è passata invano su Trump, a differenza di Merkel, Juncker ed altri. Melania Trump sarà pure reclusa per Brigitte Macron alla Casa Bianca ma viene guarda caso, per nascita, proprio da quei Paesi del blocco di Videgrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia) che rifiutano a ragione qualsiasi intesa su accoglienza fuori controllo e redistribuzione dei rifugiati a frega compagni. La Germania ha finora piegato l’Europa e gli europei ai suoi pericolosi diktat, si pensi alla Grecia colonizzata da Germania e Francia. L’Europa tedesca ha rotto con la Russia di Putin in ossequio alle politiche senza senso e sostanzialmente errate di Obama. Grazie agli americani che l’hanno votato in maggioranza, grazie a Trump oggi il dominio tedesco sull’Europa è infranto , Merkel enormemente ridimensionata, la nuova Europa rifondata. Un’Unione economica democratica capitalistica europea di Stati membri via via convergenti e dotati, ciascuno, di proprie autonome politiche economiche volte allo sviluppo, alla crescita ed al benessere nazionale e collettivo.

  14. STRATEGIA E SFIDA PER LA NUOVA EUROPA

    L’Europa siamo noi. Non è altro da noi. L’Europa dell’attuale asse franco-tedesco non è un blocco distante e granitico da prendere o lasciare, subire o contrastare e stravolgere , è qualcosa che ci appartiene, che appartiene all’Italia, che abbiamo creato dall’inizio tutti noi insieme e che ci siamo ritrovati deviato e sbagliato, nella direzione sbagliata , anche con i nostri presenza e aiuto, con il nostro non accorgercene e vedere. Per questo, oggi, è importante partecipare e non subire quello che acriticamente l’Europa macron-merkelliana ci sta apparecchiando. Quello che si vuole dire qui è che l’Italia e noi tutti dobbiamo partecipare attivamente alle progressive evoluzioni dell’Europa unita, non rimanercene , ininfluenti, in disparte, aspettando che qualche d’un altro abbia deciso e decida per noi. Noi italiani siamo cittadini europei, e più cittadini europei di tutti, non certo secondi ad alcuno, tantomeno a Germania o Francia. La nuova Europa la facciamo noi, gli italiani cittadini europei innanzitutto. Non possiamo nè dobbiamo nè aderire acriticamente a ciò che viene deciso da altri, nè rifuggire perché spaventosamente mostruoso per l’Italia come per l’Europa. Dobbiamo partecipare, condividere, capeggiare, risolvere nel senso di trovare le soluzioni più adatte e confacenti. L’Italia insomma è , come fosse una società per azioni l’Unione europea, l’azionista principale chiamata a gestire il patrimonio della società e la società. Il socio di maggioranza, quale l’Italia è, deve ampliare ed amplificare esponenzialmente la propria forza e potere all’interno della società Europa, per aumentare il nostro potere economico produttivo, a cominciare da quello industriale , e, utilizzando il pacchetto azionario in nostro possesso, creare le condizioni interne per valorizzarci e moltiplicare il nostro valore – azionario così come nazionale-. Il governo italiano deve avere chiari questi presupposti e questo piano societario- nazionale in Europa e da dentro l’Europa nel mondo globale. Al momento Macron spadroneggia sull’Italia per perseguire i soli suoi interessi nazionali e nazionalistici francesi. La Francia ha bisogno dell’Italia proprio personale zerbino per parare e presto sovrastare il potere della Germania . La Francia preme e spinge per annettere a sè l’Italia invadendola e comprandola economicamente (le società e le banche italiane-gioiello sono state acquistate a poco prezzo dai francesi). Macron pensa che sotto il ricatto del debito pubblico italiano possa rendere suddita l’Italia alla Francia e all’Europa franco-tedesca. Il nuovo governo leghista di centrodestra con Meloni deve dare un segno chiaro di severa interruzione del progetto macroniano , riportando la Francia e le sue illegittime pretese alla subordinazione di Stato membro della nuova Europa. I francesi pensano, con Macron, di stare alzando la testa e di potere invaderci ed invadere in generale, silentemente in giro, deve pertanto arrivare un segno all’indirizzo francese duro e reciso, sebbene non conflittuale è particolarmente ostile, perché l’Italia non deve curarsi del minimo. Come dice la locuzione latina: de minimis non curat praetor , vale a dire che il pretore non si occupa di cose di poca importanza , di poco conto. L’Italia deve solo levarsi dai piedi la Francia per operare al meglio quale azionista principale d’Europa. Il nostro Paese deve proporre una ricontrattazione avente alla base il proprio interesse nazionale. È vero infatti che l’Europa è un’Unione solidale (invero molto poco solidale) tra Stati membri ma gli interessi nazionali e le politiche economiche autonome di ciascuno Stato sono alla base della unita e presunta solidarietà dell’Unione europea. Si è visto davvero troppo poco interesse nazionale dell’Italia nel calderone europeo. E non proprio da ultimo, ma risalendo fino e da una ventina di anni e passa fa. Dunque, oggi è necessario riprendere le fila di un discorso, ben impostato, e malamente abbandonato e (colpevolmente per parte italiana e dolosamente per parte tedesca e ora anche francese) deviato. Da una parte cioè l’Italia dovrà infrangere la diarchia franco-tedesca e dall’altro , in accordo con altre nazioni e con l’appoggio di Trump oggi sopraffatto da Macron, instaurare la nuova Europa più simmetrica e avente regole più adeguate a noi tutti. L’interesse economico nazionale avanti tutto. Ad esempio nella più piena, donando esasperata tutela e difesa dei nostri prodotti italiani nel mondo tramite l’Europa. Sguinzagliamo i nostri migliori e più agguerriti rappresentanti italiani – tecnici, diplomatici, commerciali, economici – al fine di tempestare ed essere i primi nelle esportazioni commerciali delle nostre produzioni nazionali,oltretutto prime nel mondo per qualità. Convertiamo i nostri ministeri e le idrovore improduttive di soldi pubblici in attività e produzione, prodotti da esportare nel mondo. Utilizziamo la nuova Europa quale motivo di conversione interna e quale strumento e mezzo moltiplicatore della nostra industria ed economia produttiva. Si formi il governo votato dagli italiani e si vada, come stanno già facendo Macron e Merkel, da Trump a battere colpo, a rappresentare e fomentare il nostro genio e la nostra capacità di ricchezza, la nostra produzione , mettendo sul banco i prodotti di qualità prima ancora della pretesa contro i dazi che Trump minaccia in nostro favore al solo fine di ricalibrare gli equilibri e contro la sola Germania , per il surplus tedesco ingiustamente lucrato contro noi tutti europei. I dazi sono la “guerra” che Trump sta facendo per noi tutti europei contro la Germania e il suo colpevole e doloso surplus lucrato a svantaggio di noi tutti. Trump non può minacciare di imporre i dazi unicamente contro la Germania per cui sta sollevando il problema perché l’Europa stessa risani al proprio interno questo grave disequilibrio economico (che dà potere strategico politico). L’Italia deve stare con Trump contro la Germania finché non sarà rientrato e assorbito a vantaggio di noi tutti e degli Stati membri quel surplus. L’Italia giochi di sponda per fare questo. Ad esempio l’Italia chieda che l’accordo euroamericano basato sulla vicendevole reciprocità Europa-Usa, poggi ed abbia quale conditio sine qua non il riassorbimento proprio del surplus tedesco a danno dell’Europa. L’interesse dell’Italia è l’accordo euroamericano ma Trump aspetta a firmare ridimensionata la Germania in Europa. Per fare questo ha bisogno dell’accordo nostro, dell’Italia e della Francia. Macron ci sta. Stanno aspettando l’Italia.

  15. TRUMP/PUTIN: FERMARE UN CONFLITTO GLOBALE

    Dopo Assad sarà peggio di Assad e non si esporta la democrazia. Meno che mai l’Occidente in Medio Oriente. Alla democrazia i popoli devono arrivare sulle proprie gambe, eventualmente aiutati ad arrivarci con un sostegno, non la guerra . L’appropriarsi da parte di un popolo, di qualsiasi popolo, di un sistema democratico è una cosa “personale” ed intima, senza quel passaggio necessario la democrazia stessa nasce sbagliata, proprio perché importata od “imposta”. Ma come si fa ad “imporre” la democrazia? Può essere ed è solo del popolo che vuole e decide di diventare ed essere democratico.

    Per questo esistono la diplomazia ed i poteri degli strateghi e delle strategie politiche tra Paesi. Assad ha già detto una volta, dopo essere andato a trovare Putin, di volere indire nuove elezioni e di volere accettare il responso del popolo siriano. Potrebbe fare prossimamente quello che ha detto, dopo quell’incontro con Putin, di volere fare. Le immagini parlavano chiaro, c’era Assad a testa china mentre abbracciava Putin . Ma è possibile che il nostro inquieto Occidente voglia a tutti i costi intromettersi nel vespaio mediorientale? Tempo fa c’è stato l’assalto alla moglie di Assad descritta come una malvagia intenta a lustrarsi unghie e capelli mentre il popolo moriva. Adesso tutti ripetono di avere le prove dei gas e del loro uso da parte di Assad ma non si vedono, non le mostrano. Perché, visto che Macron e gli altri dicono di avere le prove certe, non le fanno vedere anche a noi ? Perchè non si lavora per dare seguito e consentire ad Assad di condurre il proprio popolo a votare in qualche modo e democraticamente , anche la sua sostituzione, di Assad stesso? Questa guerra in Siria , è mirata e minima. Poi c’è Macron in smania di protagonismo e completamente dannoso per l’Europa ed in Europa, tanto è fuori di testa. La May ha con dapprincipio baciato la pantofola a Trump (e ha fatto bene, l’avremmo dovuto fare noi per l’Italia ai tempi della visita di Trump in Sicilia), quindi se anche Trump si fosse gettato da un grattacielo , la May lo avrebbe seguito.

    L’Italia oggi deve stare con Trump, facendo da tramite per lui con Putin grazie alla arcinota amicizia di Berlusconi. Questo non vuole dire di essere contro Trump ma per e con Trump e gli Stati Uniti. L’appoggio e l’aiuto dell’Italia è cioè quello di lavorare alla soluzione del conflitto, non di schierarsi da una parte all’altra per aizzare il conflitto ed aumentarlo. Va riconosciuto il merito a Putin di avere i nervi d’acciaio e di stare riuscendo a mantenerli saldi. Non sta rimanendo fermo perché è debole o perché la sua forza navale sia obsoleta o le forze aeree o di terra gli difettino ma perché non intende scatenare la terza guerra mondiale. Diversamente dall’inesperto e guerrafondaio Macron, che si sente Napoleone, e che sta danneggiando , aprendo bocca, l’intera Europa.

    L’accordo c’è, Trump e Putin si piacevano. Basta riprendere il discorso lì dove era stato lasciato. Li si lasci parlare tra loro, in modo che si chiariscano. Berlusconi ha molto da organizzare e da fare in questo momento, per sventare il peggio e mantenere la pace globale. Chi bombarda ha detto sempre un sacco di frottole. Si guardi alla prima guerra mondiale , una guerra folle , arbitraria sostanzialmente inutile. I poveracci che sono andati , costretti, a morire, lo hanno fatto senza sapere il perché, perché non esisteva. La seconda guerra mondiale è stata, se possibile, ancora più idiota. Mussolini il duce ci si è buttato a peso morto dentro, e ci ha piombati dentro, quando avrebbe potuto e dovuto starne fuori evitando quella che è stata la somma carneficina di noi italiani. Il duce demente con i dementi e stolti comandanti suoi amici ha mandato in una guerra cretina una massa di italiani in base ad astruse , insensate, insostenibili ragioni. E sappiamo come è andata a finire. Più vicino a noi, recentemente , dopo l’abbattimento delle torri gemelle da parte del terrorismo islamico, gli Stati Uniti sono andati a distruggere l’Iraq e Saddam dicendo che aveva armi di distruzione, che non è mai stato , neanche lì, davvero provato. Ufficialmente gli Stati Uniti hanno sostenuto di portare la democrazia in Medio oriente. Ed é nato l’Isis. Poi hanno aggradito

    l’Afghanistan a caccia di Bin Laden, e sono lì tuttora. Ivi imperano i talebani. Con l’arrivo delle primavere arabe , l’Occidente le ha appoggiate aggredendo la Libia, e la Francia ha ammazzato Gheddafi. In Libia è scoppiato e rimane il caos , con le conseguenze di invasioni migratorie che in Italia conosciamo fin troppo bene . Gli stessi migranti che vengono poi bloccati con le armi e rimandati indietro da noi dai democraticissimi francesi alla Macron. Gli Stati Uniti di Obama e di Hillary Clinton, così come la Francia di Sarkozy e in chiave attuale di Macron, hanno fregato l’Italia con la complicità di un presidente comunista accecato dall’odio contro Berlusconi e per questo ha ritenuto arbitrariamente di poter bucare la carretta comune facendoci annegare tutti. Chi ha avallato per l’Italia la disastrosa operazione libica? Ecco, quello e quelli sono i responsabili dell’invasione attuale di disperati sul nostro territorio. E i suoi governi comunisti, quattro, mai eletti dagli italiani, illegittimi. La Siria è il nuovo terreno dello scempio bellamente distribuito dall’Occidente sulla base di frottole e balle prive sinora di prova provata alcuna. Sarebbe oggi meglio che le potenze occidentali si occupino degli affari propri, cioè nostri, invece di insistere con le ingerenze armate dannose, tanto quanto supponenti. Assad sarà sicuramente una mer…., come lo era certamente Gheddafi ma i successori eventualmente imposti da noi occidentali saranno di sicuro peggiori. I Paesi, tutti i Paesi, fare da soli. La storia ce lo deve avere già insegnato. Ci vogliono pernacchie sonore a Macron e a chi è in cerca di facili guerre da appioppare in giro per il pianeta. I popoli hanno bisogno di pace e di stabilità. E di democrazia sgorgata dal loro interno.

    Il governo in Italia deve essere di Salvini (incarico) , Berlusconi , Meloni e una parte dei 5 stelle. Non importa se non si hanno tutte le maggioranze necessarie. iL PRECEDENTE ha imposto quattro governi mai eletti! Potremo noi adesso fare, finalmente, un governo nell’interesse degli italiani, così come chiesto a gran voce al voto da noi tutti?

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