Si Salviamo l'Italia

Contribuisci anche tu con un commento:

1.585 thoughts on “Commenti

  1. Nelle prossime settimane si comporrà lo scacchiere che porterà alla scelta delle persone nei ruoli chiavi in Europa
    Io penso che la casella più importante per noi sarà quella della presidenza BCE. Non perché non creda al primato della politica,
    l’OMT (cioè il piano che segue le famose dichiarazioni di Draghi a Londra nel 2012 nasce a seguito del via libera tedesco, tacito, ma politico è una scelta politica),
    ma perché ci sono certe situazioni in cui contano anche le persone che occupano certe posizioni e se non ci fosse stato Draghi in quel posto non è detto che le cose sarebbero andate nello stesso modo

    E viste le dimensioni del nostro debito pubblico e l’andamento della nostra economia, pensare che nei prossimi 8 anni non ci saranno situazioni di stress che ci potrebbero fare molto male è un atteggiamento molto forse troppo ottimista

    E quindi, per finire, conterà tantissimo lo scenario politico, ma anche chi sarà al posto di Draghi quando, speriamo mai ci saranno situazioni simili di stress

    Ciò detto qui riprendo alcune considerazioni colte in alcune recenti letture

    La Germania e in particolare l’economia tedesca ha un interesse strategico di lungo periodo molto importante nel mantenere e perseverare lo Status Quo Europeo (per chi volesse approfondire in maniera gradevole e discorsiva c’è il libro di Federico Fubini “per Amor Proprio”)

    L’Italia si siederà al tavolo delle negoziazioni nella formazione peggiore in assoluto con una maggioranza fatta di due partiti che in Europa non contano niente e sono in alleanze che non contano niente (qui riprendo alcuni stralci dell’ intervista di Enrico Letta ieri al Corriere) e con una punta di diamante, il Primo Ministro, che è certamente una brava persona, ma che occupa una posizione chiaramente più grande di lui

    In questo scenario (qui esprimo una considerazione personale) la nostra forza principale sarà il timore degli altri (principalmente i tedeschi) che l’Italia non diventi un problema

    Ma la nostra debolezza principale potrebbero essere (e speriamo così non siano) atteggiamenti arroganti che forzino (magari volutamente) poi gli altri a prendere decisioni che ci possono fare del male

    Weidmann è certamente gradito ad una parte (non a tutta) l’opinione pubblica tedesca ed è sicuramente uno dei candidati più adeguati al posto di capo della BCE. Ma Weidmann è stato uno dei più forti oppositori dell’OMT. La credibilità del piano e quindi la sua efficacia poggi anche sui soggetti che garantiscono quel piano
    Con lo spread a 280 punti e prospettive di crescita non eclatanti per il nostro paese un’ulteriore impennata dello spread, porterebbe a valori problematici e difficilmente sostenibili

    Secondo Mark Schieritz giornalista di “Die Zeit” la cosa sarebbe già stata discussa da alto livello e Weidmann si presenterebbe in caso di sua candidatura senza negare il passato, ma con frasi di “apertura”

    Ci sono un paio di altri fattori che parlano contro una candidatura di Weidmann. La prossima crisi economica europea richiederà interventi tempestivi e decisi (cosa non accaduta nel periodo 2011 e seguenti), Weidmann non appare proprio per cultura e indole la persona adatta a gestire una situazione del genere

    Giusto o sbagliato che sia in questo momento in europa c’è la sensazione di una Germania dominante, avere anche un tedesco alla BCE potrebbe non essere una scelta opportuna e non è detto che la Merkel spinga per uno scenario del genere

  2. Se volete l’autonomia è adesso il momento per averla. I 5 stelle manderanno giù tutto pur di non perdere la poltrona. È adesso il momento per la vostra autonomia

  3. Finalmente gli italiani hanno capito come votare; con l’assistenzialismo non si va da nessuna parte, con più lavoro, più occupazione, più reddito per i cittadini cresce il PIL ed il debito pubblico ritorna controllabile
    FINALMENTE HANNO SMESSO DI VOTARE CHI PROMETTE WELFARE

  4. Lega primo partito d’Italia in Europa. Berlusconi, da solo, ottimo risultato. Meloni di successo. Il resto non conta. Zavorra di cui ai prossimi giri elettorali ci si disferà. Andiamo a votare alle nazionali in Italia. Cerchiamo di crescere con nuovi governi. È necessaria la legge che colleghi e stabilisca uno stretto nesso di responsabilità tra eletto ed elettore in modo che sia chiaro che il rappresentante eletto e votato dagli italiani attui le politiche per le quali è stato votato e scelto. Deve essere stabilita la nuova categoria oggi inesistente della responsabilità politica, diversa da quella giudiziale e parimenti inflittiva riguardo la politica ed il politico infedele. Servono riforme essenziali alla nostra comune crescita quali l’abbattimento della tassazione e investimenti significativissimi in infrastrutture ed altro. Serve al contempo la riforma della giustizia e dei giudici in Italia che frenano ed ostacolano, impediscono la produttività e la possibilità stessa di potere essere produttivi e produrre. Nessuno vuole mettere piede in Italia perché la giustizia è ingiustizia, cioè lenta e parziale, discrezionale.
    Si vada verso la nuova Europa. Superiamo questa franco tedesca di Macron/Merkel. Gli elettori cittadini europei sono stati chiari con il voto. Costruiamo ed entriamo nella nuova Europa.

    • Ma la vera prova, e sfida, sarà se questi governanti attuali sapranno rilanciare l’economia, altrimenti al prossimo giro tutti a casa

  5. CARI ITALIANI VI INFORMO CHE SUI TRENI REGIONALI DI TUTTA ITALIA PAGATE E PAGHIAMO I BIGLIETTI SOLO NOI E CHE TUTTI GLI IMMIGRATI- REGOLARI E IRREGOLARI, DELINQUENTI E NON – NON LI PAGANO E I CONTROLLORI – PAGATI DA TUTTI NOI – NON CONTROLLANO
    Guia Mocenigo

    Sul treno Piacenza/Bologna, di mattina, non si vede il controllore, il treno è sovraffollato e gli immigrati sono belli che seduti. Basterebbe chiedere loro il biglietto per essere certi che nessuno di loro ha pagato. Questo, mentre ci sono molte persone in piedi. Nessuno passa a controllare, non gira nessun controllore, si aspetta fiduciosamente la legittima rivolta degli italiani per l’ingiustizia sui treni.
    Sul treno Cremona -Milano , nel primo pomeriggio, non si vede il controllore neanche a pagarlo. Anzi, lo paghiamo tutti noi italiani , ma non c’è. Su un treno regionale precedente il controllore-donna non ha chiesto i biglietti agli immigrati, insomma è andata sul sicuro chiedendolo solo a quelli inoffensivi e che pagano (anche con un certo fastidio misto a rabbia contro quelli che considerava italiani benestanti).
    Dobbiamo tutti complimentarci. Ci dobbiamo tutti complimentare con quelli che hanno reso il nostro Paese un posto schifoso per gli italiani e ottimo e civile e pieno di diritti – che mai avrebbero immaginato per sè – per gli immigrati disperati e spesso delinquenti i quali ruttano, scorreggiano, puzzano e non si lavano , si presentano in ciabatte o in camicia da notte sui treni e altrove, sbrindellati e mal messi, sporchi e incivili. A questi, noi tutti abbiamo dato un paese civile , il nostro, l’Italia i cui figli in massa fuggono all’estero per lavorare. Ottimo lavoro. Adesso godetevi e godiamoci l’inciviltà e lo schifo. E ricordiamoci di ringraziare che ci ha messo in questa melma. Comunico inoltre che tutti i nodi prima o poi vengono al pettine e , a forza di fare viaggiare gratis gli immigrati – regolari ed irregolari – e a sanzionare e fare pagare multe agli italiani , i treni si riempiono e un giorno, presto, scoppierà la sommossa per l’ingiustizia. E finalmente gli italiani assalteranno i responsabili levando loro la pelle. Da qui a lì (poco ci manca) consiglio a chi di dovere di lavorare alacremente non badando a permessi orari di riposo e permessi numerosi , e di chiedere e fare chiedere i biglietti a chi prenda i treni in Italia , e di chiedere bene a tutti i passeggeri, perché questo è il solo ed unico modo possibile oggi per tentare di arginare e limitare ciò cui stiamo andando incontro – come un treno appunto!
    Sul treno regionale che va da Milano centrale a Verona salgono ad ogni fermata persone (rom, immigrati, imam integralisti fondamentalisti islamici ) che chiedono l’elemosina, si spulciano, insozzano i treni manco fossero le loro personali latrine , sentono litanie islamiche e musica ad altissimo volume. Non si vede ovviamente ed in compenso nessuno del personale del treno, meno che mai il controllore dei biglietti , ma anche di qualsivoglia altra cosa. Tutto è lasciato così, al caso. Vogliamo fare qualcosa? Inutile sostituirsi e mettere ordine da soli, in quel caso il controllore a riposo è pronto a interrompere il pisolino per sanzionarti. Chi si stupisce più della valanga di voti a Salvini?

    • E’ una vergogna senza fine. E vogliamo parlare di Roma dove ai Rom vengono concessi sussidi per la casa? Qui bisogna scendere in piazza con i forconi…ma stavolta sul serio

      • Già…e in Italia gli imprenditori si suicidano. Quando finirà la dittatura di questi sinistri??? Al governo o non al governo comandano sempre loro!!!

  6. I sondaggi recenti registrano un calo della Lega…qui mi pare che tutto il mondo stia andando a scatafascio…addirittura la Lega è anche tenera a volte. Non si capisce piu niente

  7. Finalmente un congresso pro famiglie!! Per quanto sia stato un evento tanto politico se non altro è servito ad accendere i fari su determinati argomenti. Bene così

  8. In queste ore è successo di tutto. Dall’ennesimo sbarco telecomandato, alla tentata strage di bambini a Milano da parte di una “risorsa”, a chi si permette di definire “vergogna” un congresso per le famiglie. Che pena.

    • Non se ne può piu. per non parlare della manipolazione della sinistra su ogni cosa. la situazione sta degenerando. Le minime libertà stanno venendo meno, la dittatura comunista avanza

  9. ENNESIMO NORD AFRICANO VIOLENTO CONTRO AUTISTA DI PULMAN,
    QUESTI I RISULTATI DEL BUONISMO DELLA SINISTRA E DELLE CHIESA, CI HANNO RIEMPITO DI PERSONE VIOLENTE E SENZA RISPETTO

    FARRA DI SOLIGO – Frena bruscamente la corriera per non tamponare l’auto che lo precede e uno dei passeggeri, prima di scendere dal mezzo, gli sferra un pugno al volto. È accaduto martedì sera a bordo della linea 132 “Conegliano – Col San Martino – Valdobbiadene” del trasporto pubblico extraurbano.

    Ad eseguire il servizio, per conto di Mom, c’era un mezzo delle Autolinee Dover, società a cui era subappaltata la corsa. L’autista dopo aver frenato di colpo ha chiesto scusa ai passeggeri motivando il tutto. La corsa è proseguita, ma giunti a Soligo si è verificata l’aggressione. La corriera si è fermata per far scendere alcuni passeggeri e in quegli attimi un giovane con origini nord africane ha sferrato il pugno all’autista.

    Il conducente ha chiamato i carabinieri, ma ormai l’aggressore, accompagnato da una ragazza, si era dato alla fuga. L’autista si è quindi rivolto al pronto soccorso, sette i giorni di prognosi per i traumi al volto. «È il terzo episodio di aggressione, in una settimana, ai danni di autisti della Dover e quello di martedì sera è il più grave – riferisce il presidente di Mom, Giacomo Colladon -. Siamo stufi di questa situazione: alla sopportazione c’è un limite. La maggior parte dei passeggeri sono persone educate, poi ci sono questi passeggeri, quasi sempre stranieri come quello che ha sferrato il pugno, che non pagano il biglietto e pure aggrediscono i nostri autisti. Abbiamo messo le guardie giurate, abbiamo chiesto la collaborazione delle forze dell’ordine per proteggere i nostri 500 autisti: ormai siamo stufi. A tutto c’è un limite».

    • Purtroppo è la verità. Ormai siamo invasi di persone che creano instabilità e problemi e governati da persone incapaci o impossibilitate a farci uscire da questo pantano. Non se ne può più

  10. SECONDO VOI LO ESTRADANO O LO RIMETTONO IN LIBERTA’ ENTRO POCHI GIORNI?
    COSI’ CI HANNO RIDOTTO L’ITALIA

    TREVISO – Ha chiesto 50 euro ad uno studente minorenne per la restituzione di un cellulare che aveva perso a bordo di un autobus, per questo un nigeriano di 29 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di estorsione. Al suo arrivo a scuola lo studente si è reso conto di non avere più il suo smartphone, così ha chiesto ad un compagno di classe di provare a chiamarlo, sperando che qualcuno rispondesse e glielo restituisse.

  11. QUESTO E’ IL RISULTATO DEL BUONISMO, DELLA CHIESA, DEI FALSI SOCIAL-COMUNISTI CHE VORREBBERO TUTTI ACCOLTI …. poi provocano una VIOLENZA nelle nostre cittadine che erano prima molto più tranquille; Viva SALVINI !!!

    CONEGLIANO – Ha rotto i denti alla vigilessa con una ginocchiata, dopo aver dato in escandescenze fuori dal comando della polizia locale. I fatti sono avvenuti l’8 marzo: un 35enne di origine gambiana, con permesso di soggiorno per motivi umanitari, è stato fermato dopo essere entrato in un supermercato del centro, in stato di ebbrezza.

    Avrebbe tentato di rubare una bottiglia di superalcolico. E’ stato quindi richiesto l’intervento dei vigili, che lo hanno condotto al comando di Piazzale San Martino. Qui è emerso che il suo permesso di soggiorno era scaduto. Gli è stato detto di presentarsi all’ufficio immigrazione di Treviso il lunedì successivo, ed è stato denunciato per ubriachezza.

    Fuori dal comando, però, l’uomo ha perso il controllo: avrebbe tentato anche di farsi investire dalle auto che transitavano nel tratto. Gli agenti hanno tentato di fermarlo, ma lui ha sferrato una ginocchiata alla vigilessa, rompendole i denti dell’arcata superiore. E’ stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, a piede libero.

    La custodia cautelare è prevista solo se il supermercato farà denuncia per furto. Per la vigilessa una prognosi di 10 giorni.

  12. Aree ricche d’Europa, c’è Bratislava ma non la Lombardia
    Il dossier Eurostat: lo Yugozapaden, la regione della capitale bulgara, stacca di 20 punti la Sicilia. La Sardegna arranca dietro il Portogallo, Cipro, la Lituania e la Polonia

    Passi per il centro di Londra dove il Pil pro capite è sei volte quello Ue, passi per Amburgo, Brema o Bruxelles, ma che tra le aree più ricche d’europa ci sia pure Bratislava ma non Milano fa pensare. E così il cedimento del Sud. L’allarme più grave, però, è che quando Eurostat ha diffuso i dati, al governo erano così distratti dalle liti che forse non se sono manco accorti.

    Pubblicato l’altra settimana con gli ultimi aggiornamenti sui dati disponibili del «Regional Gdp per capita», il dossier conferma cose in parte già note, tipo la forte crescita di vari paesi ex comunisti, ma con numeri per noi sempre più preoccupanti. Poi, certo, c’è chi dirà che anche i dati Eurostat vanno presi con le pinze e chissà che non siano stati usati parametri a noi ostili e bla bla bla. Fatto è che le tabelle dicono che tra le prime 21 aree Ue per Pil pro capite Milano e la sua area non ci sono. Con 38.000 euro pari al 128% della media europea, la Lombardia è nettamente staccata infatti non solo dalla irraggiungibile capitale britannica (626% del Pil pro capite comunitario!) ma anche dall’Ile-de-France, da cinque aree tedesche, da Vienna, da Salisburgo.

    Più ancora spicca il ritardo di 50 punti e oltre, come dicevamo, da Bratislava e Praga. Quasi che, caduto il muro, dei quarant’anni di comunismo fosse rimasto solo un brutto ricordo. Travolto da una rimonta spettacolare che, dopo le difficoltà della separazione e degli anni Novanta, ha visto l’intera Slovacchia salire a una media del 76% e addirittura la Repubblica Ceca all’89% del punto di riferimento Ue. Con il sorpasso, nel caso di Praga, su tutto il nostro Mezzogiorno e sull’Umbria, con le Marche della Terza Italia ormai nel mirino. Certo, l’Alto Adige svetta fino al 143% e il rapporto sul Pil europeo vede il Nord ancora saldo sopra la media continentale. Talvolta da posizioni di forza come il Veneto. Chi cerchi di inquadrare la situazione attuale nel contesto di quanto è accaduto nell’ultimo mezzo secolo a partire dal boom, tuttavia, deve prendere atto che l’intero Paese perde colpi rispetto a chi ha corso e continua a correre più di noi negli ultimi decenni. Tutto normale, per carità: chi ha più fame, più corre.

    L’arretramento del Mezzogiorno, però, è drammatico. Basti dire che, stando a uno studio di Confindustria, la Sicilia nel 1951 faceva un ottavo del Pil italiano. Oggi, dopo decenni di investimenti nel Sud che per lo Svimez sarebbero ammontati dal 1951 al 2007 (poi poco o niente…) fino a un totale di 382 miliardi di euro (un quarto di quelli dati alla Germania Est, ma comunque tanti) la stessa Sicilia non arriva a un diciannovesimo. Dice tutto un confronto, che peggiora di anno in anno, con la Yugozapaden, la regione bulgara intorno a Sofia. Nel 2000 il Pil pro capite era al 37% di quello europeo. Oggi, dice il dossier del 26 febbraio, è salito al 79%. Dando 20 punti di distacco alla Sicilia che al cambio del secolo stava davanti di 38 punti. E così più o meno a tutte le altre regioni meridionali (tolto l’Abruzzo) per non dire della Sardegna che prima stava sopra di 49 punti (all’86%) ed è oggi sotto di 10. E arranca dietro il Portogallo, Cipro, la Lituania, la Polonia…

    È vero: non possono essere solo queste tabelle a dare la misura dello smottamento del Mezzogiorno. Ma certo ignorare rapporti Eurostat come questi o peggio ancora pensare ad altre faccende impiantandosi in infinite discussioni sulla quota 100 e il reddito di cittadinanza e la Torino-Lione e gli sfoghi di Giovanni Tria o le gaffe di Danilo Toninelli può essere letale. La questione meridionale, piaccia o non piaccia, resta un tema centrale che non può riemergere solo se viene rovesciato latte in strada. Tanto più che quei dati sul Pil vanno letti assieme all’ultimo «Global Competitiveness Report 2018» del World Economic Forum. Rapporto che, tenendo conto di 114 parametri ancorati intorno a 12 pilastri (istituzioni, infrastrutture, contesto macroeconomico, istruzione e così via…) certifica alcune consolanti eccellenze italiane, ad esempio sulla capacità di innovazione (dove siamo ventiduesimi), le infrastrutture (ventunesimi), la dimensione del mercato (dodicesimi) o la salute (dove siamo sesti), ma ci vede nel ranking generale al 31° posto. Buono? Chi si contenta gode. Ma i paesi europei che ci stanno davanti, dall’Islanda alla Spagna, sono addirittura 16.

    Su alcune cose che contano poi (eccome se contano!) siamo piuttosto indietro: al 56° gradino delle istituzioni in generale, al 67° per la « budget transparency», al 46° per la protezione della proprietà intellettuale, al 47° per l’efficienza dei servizi portuali, al 65° sulla regolazione del conflitto di interessi, al 79° per l’efficienza del mercato del lavoro, al 135° per la flessibilità nella determinazione del salario… E via così. Resta l’attesa, adesso, per il prossimo «European Regional Competitiveness Index» della Commissione europea. Sempre classifiche competitività. Ma altri criteri, altri parametri, altri problemi. Lo fanno ogni tre anni, quello studio. Il primo, su dati 2010, vide la nostra regione di punta, la Lombardia, al 95° posto, il secondo su dati 2013 al 128° («Colpa del governo Monti!», strillò Roberto Maroni), il terzo su dati 2016 al 143°. Il prossimo monitoraggio sarà fatto sul 2019. C’è da temere.

    L’ultimo ranking, dopo la Lombardia (piazzata così male anche a causa del funzionamento delle istituzioni: 223° gradino), vedeva la Liguria al 146° posto, il Piemonte al 152°, il Veneto addirittura al 169°. Più ancora, però, colpivano i dati del Mezzogiorno. Tutte le regioni, infatti, erano ben oltre il duecentesimo piazzamento: 226esima la Basilicata, 228esima la Campania, 228esima la Sardegna, 233esima la Puglia, 235esima la Calabria, 237esima la Sicilia. Ultime tra le ultime.

    Sono passati 97 anni, eppure suonano sinistramente vicine a noi le parole usate da Gaetano Salvemini per accusare nel 1922 i governi italiani. I quali, per aver i voti del Sud, concessero pieni poteri «alla piccola borghesia, delinquente e putrefatta, spiantata, imbestialita, cacciatrice d’impieghi e favori personali».
    di Gianantonio Stella 8 marzo 2019 (modifica il 9 marzo 2019

    • NON CI VOLEVANO GRANDI STUDI PER CAPIRE CHE L’ITALIA STA ANDANDO INDIETRO, FRA I PAESI SOTTO SVILUPPATI, DA MOLTISSIMI ANNI…. basta camminare per i nostri centri e periferie e notare quanti cartelli con su scritto vendesi, affittasi, chiuso ….

  13. Il lupo fa danni per migliaia di euro: 11 “attacchi” nella Marca
    I lupi hanno ucciso 400 capi di bestiame in Veneto nel 2018

    TREVISO – Nel corso del 2018 il lupo in Veneto ha ucciso 400 capi di bestiame e ne ha feriti 50. Le prede preferite sono state pecore e capre (282 capi tra morti e feriti), seguiti dai bovini (125 capi tra morti e feriti) e dagli asini (33 capi). Altri 125 capi risultano dispersi a causa degli assalti del grande predatore.

    Complessivamente nel 2018 sono stati accertati 196 eventi di predazione da lupo; nel 2017 erano state 176. Il valore economico delle predazioni accertate nel 2018 e avviate a liquidazione ammonta a 168.047 euro: per il 66 per cento dei casi il danno quantificato è inferiore ai mille euro; per il 28,4% si attesta tra i mille e i 2 mila euro; nel 5,3 per cento dei casi supera i 2 mila euro. I territori provinciali più colpiti sono quelli di Vicenza e Verona, rispettivamente con 91 e 48 eventi di predazione accertati, seguiti da Belluno con 46 e Treviso con 11. Agli allevatori vicentini sono stati riconosciuti 87 mila euro di indennizzi tra danni diretti e indiretti, a quelli veronesi poco più di 37 mila euro, ai bellunesi circa 28 mila euro e ai trevigiani 5.100 euro.

    È quanto emerge dal documento di sintesi dei dati riepilogativi sugli accertamenti di predazione e sugli indennizzi erogati dalla Regione per predazioni da grandi carnivori nell’anno 2018, di prossima pubblicazione sul BUR.

    “A quasi tutte le istanze pervenute la Regione ha assicurato un indennizzo certo– commenta l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – Rispetto agli anni scorsi abbiamo cercato di accelerare al massimo le istruttorie di accertamento, quantificazione del danno e liquidazione risarcitoria, dando esecuzione a tutte le pratiche in corso. Ma l’azione riparativa della Regione nei confronti dei danni subiti dagli allevatori rappresenta solo una risposta parziale e insufficiente al problema della difficile convivenza tra la presenza predatoria di un grande carnivoro, come il lupo, e le produzioni zootecniche”.

    “Ho inviato al ministro per l’Ambiente e ai colleghi della Commissione per le politiche agricole della Conferenza delle Regioni il riepilogo delle predazioni accertate negli ultimi due anni in Veneto e dei danni liquidati dalla Regione – informa Pan – per tornare a sollecitare la riapertura del confronto nazionale sul piano di gestione della presenza del lupo, in particolare nelle aree in quota tradizionalmente vocate alla pastorizia e all’allevamento. L’incremento del numero di attacchi e dei valori economici delle perdite subite deve imporre una rivisitazione complessiva delle strategie di prevenzione e contenimento della presenza del lupo, almeno nelle aree antropizzate e ad alta densità di allevamento”.

    • PERCHE’ NOI CITTADINI VENETI DOBBIAMO PAGARE 168.000 ALL’ANNO; solo perchè degli stupidi vogliono reintrodurre animali feroci, PERICOLOSI ANCHE PER LE PERSONE, nei Nostri boschi?!
      E QUANDO CI SCAPPERA’ IL MORTO …chi sarà responsabile?

      CHI E’ RESPONSABILE DEL FATTO CHE NON POSSIAMO NEMMENO PASEGGIARE NEI NOSTRI BOSCHI IN TRANQUILLITA’ poichè potrebbe spuntare un lupo o orso affamato ed aggredirci o amazzarci?

      INVITO IL PRESIDENTE ZAIA A FARSI CARICO DI QUESTO RISCHIO ED AD ESCLUDERE QUESTI ANIMALI PERICOLOSI DAI NOSTRI BOSCHI, ELIMINANDOLI CON QUALSIASI MEZZO E… SE SARA’ COSTRETTO, ANCHE AMAZZANDOLI PER PROTEGGERE I CITTADINI E LE MANDRIE/PECORE VENETE ed i NOSTRI ALLEVATORI

  14. Sono passati 20 anni dall’introduzione dell’euro e gli effetti non sono stati uguali per tutti. In un certo senso, la moneta unica ha tracciato un solco che divide i paesi dell’Eurozona in due gruppi. Da un lato ci sono Germania e Olanda, che hanno tratto enormi benefici dalla nuova valuta, guadagnando quasi 1.900 miliardi la prima, 346 miliardi la seconda. Dall’altro, figurano quegli stati che hanno perso ricchezza, come l’Italia (più di 4,300 miliardi) e la Francia (quasi 3.600 miliardi).
    A fare il calcolo è stato uno studio condotto da Alessandro Gasparotti e Matthias Kullas, pubblicato dal think tank tedesco Centre for European Politics. I due ricercatori hanno determinato l’impatto dell’introduzione della valuta europea sulla ricchezza individuale dei cittadini, valutando quando ciascuno di essi ha perso o guadagnato dal 1999 al 2017.
    I tedeschi e gli olandesi si sarebbero arricchiti di più secondo il rapporto, accumulando rispettivamente 23 mila e 21 mila euro. A perdere di più sarebbero stati invece gli italiani, registrando un saldo negativo di 73.600 euro, seguiti da francesi (-56 mila euro) e portoghesi (-41 mila euro).
    Sono passati 20 anni dal primo utilizzo della moneta unica in Europa. Da allora, il vecchio continente ha dovuto affrontare diversi crisi, a cominciare da quella greca, scoppiata alla fine del 2009. Difficoltà che ben presto colpirono altri paesi dell’Ue, come Irlanda, Spagna, Portogallo e Cipro: per superare queste momenti di instabilità, tutti hanno ricevuto assistenza finanziaria. Ma le debolezza dell’eurozona non sono state ancora completamente affrontate, spiegano Alessandro Gasparotti e Matthias Kullas nello studio.
    Nonostante le promesse della Banca centrale europea di “fare tutto il necessario per salvare l’euro”, secondo i due ricercatori non è stato ancora risolto il problema “della diversa competitività dei paesi dell’Eurozona”. In altre parole, gli stati non possono più svalutare le loro monete per essere competitivi a livello internazionale: “Questo ha condotto a una minore crescita economica, un aumento della disoccupazione e una riduzione delle entrate fiscali”, si legge nel rapporto.

    • ‘Con l’euro la Germania ha guadagnato più di tutti. E gli italiani hanno perso 73 mila euro pro capite’. Lo dice uno studio tedesco

      Effetti dell’introduzione dell’euro sulla ricchezza (1999 – 2017) – Cep, Friburgo (Germany)

  15. Ma avete capito quello che dal 2012 vi stiamo insistentemente scrivendo? Con l’EURO Germano-diretto noi abbiamo perso 240 miliardi/anno (4.800 dall’adozione) il doppio dell’intero nostro debito pubblico. Nel mentre la Germania si è arricchita di 105 miliardi/anno (2.100 dall’adozione);
    Se volete vi diamo un altro dato eclatante ed inconfutabile: il surplus della bilancia commerciale supera i 3.500 miliardi: oltre 300 all’anno, il doppio della Cina che ha una popolazione che produce instancabilmente e di ben 40 volte più grande.
    NON VI SEMBRA UN’ASSURDITA? Non vi viene alcun dubbio? … che magari a facilitare tutto ciò, tutto questo predominio economico siano state delle regole monetarie da noi supinamente, per non dire stupidamente, accettate e/o subite?
    Mentre noi perdiamo competitività ed il 50% delle Nostre migliori imprese vengono razziate (vendute… ma noi preferiamo dire svendute allo straniero) i Nostri politici hanno iper-tartassato imprese e lavoratori, sfiancandoli e inducendoli a vendere (o svendere)…. ci hanno detto che dobbiamo stare buoni e seguire l’Europa (baciare le pantofole alla Merkel ?) ma perché subiamo supinamente e non reagiamo? Non siamo più in grado di pensare e ragionare? O perlomeno pretendere delle regole meno penalizzanti….
    E’ vero qualcuno osserverà, noi spendiamo il 55% delle nostre entrate, prelevate attraverso esose tasse dai produttori per mantenere molti, troppi, parassiti e privilegiati inutili. Abbiamo uno stato inefficiente ed un welfare assurdo e anacronistico, che anche l’attuale governo sta mantenendo o addirittura allargando e stiamo tutti ad aspettare, da questo governo, una seria riforma che smetta di ammazzare le imprese ed il lavoro, che tagli le spese inutili, che faccia ripartire lo sviluppo e l’economia! … e speriamo che un bel giorno questo avvenga!
    Ma Il vero disastro economico è aver aderito ad una moneta unica, germano diretta, che ha privilegiato se stessa e pochi paesi vassalli. Che attraverso l’euro ha imposto le proprie regole che hanno affossato la nostra sovranità monetaria e la Nostra Economia (il 30% delle imprese sono fallite e continuano a fallire) relegandoci attraverso regole germano dirette ad una depressione e sottosviluppo che perdura oramai da più di 10 anni. Noi crediamo all’Europa, ma ad un’Europa che metta al primo posto i cittadini ed il loro benessere e non l’interesse monetario delle Banche e di una nazione, la Germania, che detta attraverso l’euro e le proprie regole, soggiogando ed impoverendo molti paesi, l’Italia in primis. SVEGLIAMOCI ITALIANI! Se ancora non l’abbiamo capito questa è una guerra economica che ci è stata imposta e supinamente accettata dai Nostri Governanti, per quale ragione lascio a Voi tirarne le conclusioni… noi abbiamo in questo Blog, ReteSI.org più volte avvisato ed allarmato … e da 7 anni oramai….
    Se NON CREDETE A NOI, leggete l’ampia stampa che finalmente sembra svegliarsi da 10 anni di profondo letargo, eccovi un esempio fra i tanti:

    da Business Inside Italia, Marco Cimminella,
    VEDI: https://it.businessinsider.com/euro-germania-vantaggi-ricchezza-italia/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *