Si Salviamo l'Italia

A-CHECK LIST, Abstract, richieste dalle principali Associazioni Imprenditoriali del Nordest                  

1-Autonomie e Infrastrutture: Pedemontana Veneta – Tav – Strade digitali,  ecc ….il Nord-Est paga un isolamento logistico frutto di errori del passato. Verifiche su costi-benefici vanno fatte in corsa, senza fermare o rallentare le opere, altrimenti avremmo un aggravamento dei tempi e costi.

Le risorse sono ricavabili da fondi EU e Statali, o dai risparmi ottenuti dall’adozione di costi standard – benchmark “per legge” su opere, forniture e quantità del personale di tutti gli Enti…. Se non ci saranno fondi statali almeno concediamo una autonomia alle regioni, in progetti urgenti, liberando le risorse al fine che li possano eseguire.

 

2- Riduzione consistente dell’IRAP e tetto all’ IMU (entro……) L’IRAP è una assurda tassa sulla manodopera e sugli interessi passivi, unitamente all’IMU ha fatto fallire diverse aziende che occupano tanti lavoratori o che hanno superfici estese, spesso inversamente al loro fatturato e utili; L’IRAP dovrebbe esser tolta e, per equità, va posto un tetto all’IMU su tutte le attività produttive. Un tetto, come percentuale max, dell’IMU proporzionata o all’utile netto (max 5%) o meglio al loro fatturato (max 0,5%);

 

3- Parallela ed immediata attuazione del Reddito di Cittadinanza, in attesa della implementazione dei centri per l’impiego, autorizzare una riduzione consistente dei contributi e tasse da 2 a 3 anni per assunzioni disoccupati, immigrati o under 35 su tutto il territorio nazionale. Lo stato risparmierebbe così 780 euro/mese per ogni disoccupato assunto dalle aziende, incentivando l’impiego dei giovani, evitando che emigrino e producano all’estero, migliorando così il PIL e la crescita economica (vedi nota B)

 

4- BCC mantenerle tassativamente operative nei territori; non incorporarle in grandi banche nazionali o int.li avulse dal territorio; salvo l’accorpamento fra loro, in gruppi regionali o locali, per il rafforzamento patrimoniale; evitando il ripetersi di un credit crunch ed il depauperamento del credito locale con gravi riflessi sulle PMI e sul risparmio locale da reinvestire.

 

5- Sburocratizzazione e Snellimenti su tutte le leggi e procedure, anche locali, per chi fa impresa: legge 10×1 ogni nuova legge ne accorpa o cancella 10…

 

6- Pagamento aziende da stato Max 60 gg  e dalle grandi alle piccole, Max 60 (90) gg e comunque compensazione universale fra crediti vantati verso le P.A. e somme dovute per tasse o tributi.  I pagamenti fra imprese non dovrebbero superare i termini del fornitore principale ed al massimo 90gg; immetteremo cosi decine di miliardi nel circuito delle imprese, nei consumi interni, con immediata crescita economica.

 

7- Proroga almeno a 24 mesi dei contratti a termine anche senza causale o ripristino di simil-voucher  ?… Soprattutto nell’agricoltura, turismo e lavori stagionali. Anche per picchi di commessa serve una flessibilità d’impiego maggiore, che sia semplice, trasparente e regolare! (Altrimenti alimentiamo il lavoro nero)

 

8- Mantenimento di super e Iper ammortamento del piano Industry 4.0 o similari (c.d. nuova Sabatini); introdurre iper deducibilità dei servizi resi in cloud o via piattaforma web; estensione del credito d’imposta per la formazione 4.0 e per la riqualificazione e formazione continua dei lavoratori.

Conferma dell’alternanza scuola-lavoro: almeno tre mesi (altrimenti non serve …o come estero 6 mesi) e contestuale rafforzamento degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per un rafforzamento delle competenze tecniche e tecnologiche nei giovani.

 

9- Incentivi fiscali e contributivi stabili sulla contrattazione di secondo livello (che vuol dire detassare e de-contribuire sia la quota azienda che il lavoratore della parte di salario variabile legata ai risultati dell’azienda)

 

10- La pace fiscale riappacifica il rapporto stato-imprese! Andrebbe allargato con aliquote eque ad ogni contenzioso esistente, per ripartire da zero con nuovo spirito collaborativo, liberando le aziende da continue e opinabili interpretazioni legislative e fiscali. Senza pregiudizi o presunzioni d’ufficio. Mantenere gli ISA e sopprimere gli Studi di Settore, in quanto obsoleti, lontani ormai dal mercato e vessatori nei confronti delle imprese. Oltretutto compenserebbero i maggiori oneri e controlli dettati dalla Fatturazione elettronica che impatterà su tutti gli imprenditori, soprattutto sui piccoli e medi (costo 10.000 euro). Fatturazione Elettronica che andrebbe prorogata come obbligatorietà o penalizzazioni di almeno sei mesi.

 

11- Rimodulazione delle tariffe INAIL con premi legati all’efficienza e sicurezza in azienda. Sarebbe, anche se piccolo, un primo segnale di riduzione del cuneo fiscale. Provvedimento già scritto con fondi stanziati (500 mio) che aspetta solo la firma del Ministro. Tutela della decontribuzione e detassazione del welfare collettivo degli Enti Bilaterali, equiparandolo al welfare aziendale delle grandi aziende oggi de-contribuito.

 

12- Mantenere la libertà di affidare appalti a km.0 almeno fino a 150.000 euro lasciando libertà agli Enti di usufruire di professionisti locali; con ricorso alla progettazione centralizzata solo per inadempienti. Togliere vincolo di stabilità ai comuni virtuosi al fine di rilanciare gli investimenti pubblici con semplificazione, ora che c’è la DASPO, delle regole degli appalti, soprattutto sotto soglia.

 

13- Rianimazione centri storici e commercio di prossimità; decine di migliaia di esercizi hanno chiuso anche nel 2018; dobbiamo rilanciare il commercio di vicinato, ponendo dei limiti ai centri commerciali ed applicando una tassazione sull’importo delle vendite online senza aspettare l’Europa

 

14- Edilizia e Turismo con l’indotto producono all’incirca il 30% del PIL (20% l’edilizia e 10% il turismo); Va prevista una riqualificazione delle periferie e centri storici, con leggi che incentivino la sostenibilità ambientale ma soprattutto energetica degli edifici. Se il settore Edile ed Immobiliare non riparte tutti i valori sia del privato che degli enti pubblici risulteranno depauperati. Il Turismo che dal 1° posto nel mondo in 40 anni è finito al 5-6° va riorganizzato mettendo in RETE l’enorme offerta locale di destinazioni, località e prodotti del Taste of Italy. Il Turismo necessita di una Regia Governativa che permetta ai 13.000 enti polverizzati, spesso campanilistici e dispersivi, di promuovere ed agire nei mercati internazionali con forza ed all’unisono “IN RETE !”.

 

15- Incentivare le esportazioni facendo presentare alle Imprese progetti di internazionalizzazione triennali, dove i costi per realizzare, prodotti promozionali dedicati al mercato estero, ma anche i costi del personale dedicato alle vendite all’estero, (assunzione di giovani laureati under 35) beneficino di un credito di imposta, come oggi avviene per le attività di R&S. Il tutto certificato da un Ente Esterno abilitato.

(A)- Imprese e partite IVA con il loro lavoratori sono il Tesoro delle Nazioni Considerando che i due terzi (il 66%) delle entrate dello stato (IVA sui prodotti e servizi, IRPEF+IRES+Contributi sul lavoro …) dipendono dalle imprese con i loro lavoratori

(B)- Ogni disoccupato costa 10.000/a,  ogni nuovo occupato produce 30.000/a in tasse, tributi e iva su prodotti con 75.000/a di maggiore PIL; ogni milione di nuovi occupati lo stato ha maggiori entrate annue per 40 mld e maggiore PIL per 75 mld ! Considerando che sono 6 milioni i disoccupati (dati ISTAT) + 2 milioni  Giov che lavorano all’estero; se nei prossimi 4-5 anni ne occupassimo anche solo la metà, sarebbero 300 mld di maggiore PIL & 160 mld di maggiori entrate per lo stato: tutti i problemi del debito, rapporto Deb/PIL e Reddito dei cittadini verrebbe superato e risolto, compreso il reddito di cittadinanza.

 

(C)- La maggioranza degli imprenditori, lavoratori e loro associazioni considerano vitale per la economia e nazione rimettere i conti in ordine, con un contenimento e qualificazione della spesa e soprattutto più occupazione e quindi PIL. Con i conti in ordine avremmo risorse adeguate allo sviluppo dalla BCE, e qualora ci fossero negate, potremmo rivolgerci con successo al mercato o adottando una ns. sovranità monetaria

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