Si Salviamo l'Italia

Proposta di legge: ricerca, innovazione e sviluppo

Se non sapremo creare un ecosistema favorevole, come terreno fertile per la nascita di nuovi imprenditori e nuove imprese, non avremo futuro. Anche quelli che oggi vivono sfruttando le ricchezze del passato o indebitando le generazioni future, saranno prima o poi destinati a perdere le loro sicurezze, o forse peggio, destituiti dalle loro stesse popolazioni, che nel contempo saranno diventate povere, affamate e molto arrabbiate.

Bisogna creare un ecosistema culturale più vicino ai talenti, alla scuola, agli istituti di formazione, alla ricerca e alle imprese. Per creare nuove imprese, far crescere quelle esistenti, aumentare l’occupazione e il reddito delle persone e dare quindi vita a un’economia sana e prosperosa, il governo e il sistema finanziario devono dialogare e supportare le imprese e lo sviluppo, e non le speculazioni o la pura finanza.

Il Governo deve favorire questo sistema, evitando tasse e intralci burocratici alle nuove imprese, alle start up e alle aziende altamente innovative per un periodo che andrà da 3 a 7 anni (come avviene nei paesi più avanzati con le tax holiday). I giovani dovranno poter operare nelle nuove imprese sgravando le aziende da tasse e tributi per i primi anni del loro impiego (da minimo 3 a 5). Inoltre, il capitale a finanziamento di queste imprese, così come il capital gain, almeno fino ad un certo ammontare non dovrà essere tassato.


Performance comparata dei sistemi scientifici e innovativi nazionali, competenze e capacità di innovare: l’Italia figura in ben 7 scale dal 50% al 70% inferiore al ranking dei 5 migliori OCSE, siamo addirittura sotto la media di tutti i 34 paesi OCSE. Solo nella capacità di fare impresa e in quella imprenditoriale siamo al 6° posto (a testimonianza che mentre il sistema Paese, incluse le Università e Centri di Ricerca sono molto arretrate, le imprese, nonostante tutto, si danno da fare e rimangono competitive per la ricerca e l’innovazione). Mancando però un “ecosistema Paese” il risultato complessivo nell’economia è molto deprimente (fonte OCSE).

Vedi spesa in Italia (ISTAT su dati OCSE)