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Proposta di legge: sanità e prevenzione

I costi per la sanità devono essere equamente distribuiti tra i cittadini in base alle possibilità dei singoli individui. Ogni assistito contribuirà con un minimo del 10% mentre per le persone indigenti, che non possono permettersi di sostenere le spese per le cure sanitarie, il contributo sarà nullo o garantito dal Comune di residenza che si occuperà anche di verificare e monitorare la loro condizione.

Il ticket, cioè il contributo del paziente, sarà determinato da una percentuale a scaglioni crescente in base a una scala reddituale o secondo questi parametri:

– dal 10% al 50% delle spese/costi per i redditi annui superiori a 3-5 volte il reddito medio dell’italiano,

– completamente a carico del cittadino per i redditi superiori a 5-10 volte quello medio italiano.

Le spese per i farmaci avranno un rimborso rapportato al costo dei farmaci equivalenti (farmaci generici) più economici, e quindi non a quello dei più pubblicizzati, conosciuti e costosi.

Tutti gli immobili originariamente destinati alla sanità e, per qualsiasi motivo, non utilizzati, devono essere messi sul mercato anche se non ultimati. Le strutture e le apparecchiature esistenti devono essere razionalizzate: un’apparecchiatura costosa può lavorare per più ospedali e possibilmente per 16-20 ore al giorno, al fine che il suo ammortamento incida meno sulla spesa pubblica. I rimborsi da parte dello Stato o delle regioni dovrà essere parametrizzato agli indici di costo e spesa degli ospedali più virtuosi, che dovranno diventare di esempio e modello per tutti gli altri. I direttori generali o chi di competenza risponderà personalmente in caso di dissipazione del denaro pubblico o cattiva gestione.

La capacità dei Direttori Generali dovrà essere misurata sulla base del rispetto dei costi, di cui sopra, e verrà giudicata dai pazienti in base a parametri di efficienza e qualità del servizio. Ogni paziente dovrà dare un giudizio quando dimesso così da poter essere ascoltato e diventare un supporto, grazie alla sua opinione, per le strutture sanitarie. Il controllo (l’Audit) sulla gestione sarà fatto, come per le aziende quotate, da organismi indipendenti affiancati da cittadini (in cura nell’area interessata) e da enti certificatori esperti e preparati. Nessuno dei componenti coinvolti in questo giudizio dovrà avere alcun conflitto di interesse, inoltre il loro incarico avrà una durata massima di tre anni.