Si Salviamo l'Italia

Il tesoro delle nazioni

Liberiamoci dai governanti incapaci di attuare l’articolo 1 della nostra Costituzione

Il tesoro delle nazioni, ovvero le risorse per dare ai cittadini benessere e servizi (pensioni, sanità, scuola, infrastrutture e sicurezza), è dato dal surplus delle esportazioni rispetto alle importazioni. SURPLUS generato in molti Stati dai PRODOTTI e dai SERVIZI in mancanza di petrolio o altri minerali da esportare.

I PRODOTTI e i SERVIZI sono generati dalle IMPRESE con i loro LAVORATORI, che generano altresì, grazie alle tasse dirette, indirette e ai contributi, il 90% delle ENTRATE DELLO STATO (in mld/anno le entrate sono: imposte dirette 240, indirette 220, contributi 220 per un totale di 680 su 750 di entrate totali). Possiamo ben dire che CON LA MORTE DELLE IMPRESE, per effetto domino AVREMMO LA MORTE DEI LAVORATORI, DELLE BANCHE, DELLO STATO e quindi del benessere e della socialità/democrazia di tutti i cittadini!

Ulteriori considerazioni e dati. Un disoccupato costa allo stato circa 10.000 euro/anno; un occupato produce risorse per lo stato ogni anno pari a 40.000 euro, dati dalla sommatoria di imposte e contributi sul reddito, sui consumi, sull’IVA dei prodotti e servizi generati e, contestualmente, se lavora, fa risparmiare allo stato i 10.000 euro della disoccupazione. Inoltre un lavoratore produce una media di 70.000 euro/anno di prodotti e servizi, quindi di maggiore PIL (Prodotto Interno Lordo) che generano allo stato 16.000 euro di entrate IVA all’anno.

I disoccupati e non occupati, alla ricerca di un lavoro, in Italia sono (dati ISTAT) 6 MILIONI (3,2 milioni iscritti, 1,2 milioni in CIG e mobilità, uniti a 1,6 milioni in cerca di occupazione), oltre il 20% della forza lavoro (che sale al 42% nei giovani). SE SOLO LA METÀ (3 milioni) POTESSE LAVORARE genererebbero per lo stato:

  • 120 mld/anno di maggiori entrate (3.000.000 x 40.000 = 120 mld),
  • 210 mld/anno di incremento del PIL con riduzione del rapporto debiti/PIL (in 3-5 anni dal 130 al 100 e della spesa pubblica/PIL da oltre il 50% odierno al 40%, come nella media dei paesi OCSE).

La soluzione ai mali dell’Italia, contestualmente al taglio della spesa pubblica e della corruzione, azioni non più rinviabili e doverose, sarà anche saper attivare il ciclo virtuoso del PIÙ IMPRESE e PIÙ LAVORO, che risulterà in più PIL e reddito per cittadini e stato! Tagliando con più decisione il cuneo fiscale, come giustamente il governo ha iniziato a fare, ma anche tutta la burocrazia inutile e soprattutto il livello di tassazione assurdo e demenziale che pesa oggi sull’impresa costringendole ad evadere per sopravvivere.

Se il governo vuole veramente salvare l’Italia e il reddito degli italiani DEVE, senza più tentennamenti o esitazioni, TAGLIARE LA BUROCRAZIA E LE TASSE, iniziando dalle imprese che generano lavoro e risorse per la nazione, incentivandone la nascita, la crescita e lo sviluppo, generando tante nuove imprese, e tante nuove opportunità di lavoro che sono l’unica vera e solida risorsa e tesoro della nostra nazione.