Si Salviamo l'Italia

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1.500 thoughts on “Commenti

  1. GEO-FINANZA/ Sapelli: la ripresa è una balla, sfidiamo la Germania
    L’Italia ha visto crescere ancora il Pil nel secondo trimestre. Tuttavia per GIULIO SAPELLI, anche per quel che avviene in Germania, non si può parlare di ripresa

  2. Dalla Direzione ReteSI.org

    “”””””PERCHÉ L’ECONOMIA E’ CROLLATA E PERCHE’ LE BANCHE FALLISCONO? siamo oramai ad 8 banche fallite (ma altre seguiranno) o salvate in extremis con circa 1 milione di italiani spennati o a grave rischio di perdita dei loro, NOSTRI, risparmi. contrariamente a quanto l’art.47 della Costituzione prescrive a difesa del Risparmio degli Italiani; a mio parere i motivi sono:

    1-le banche prestano, o investono in titoli a rischio, 8 volte la loro raccolta di risparmio; Per ogni 100 euro raccolti ne investono o prestano, cioè sono autorizzate a rischiarne 800, 8 volte tanto; moltiplicano per 8 volte i guadagni sui prestiti o investimenti a rischio (facevano un profitto rischiando i risparmi depositati) ma moltiplicando per 8 volte ineluttabilmente anche le perdite! Negli ultimi 10 anni hanno accumulato soprattutto perdite, su fondi o titoli rischiosi, o prestiti in imprese, o nell’edilizia come mutui che purtroppo al 30% circa hanno fallito;
    Questa scellerata prassi bancaria, quella di autorizzare al moltiplicare per 8 volte i rischi, espone le banche al default quando queste perdono il 20% sui prestiti, e questo purtroppo è avvenuto! Perdendo 8 volte il 20% del prestito o investimento, perdono il 160% dei soldi depositati dai risparmiatori e quindi li hanno bruciati o hanno fallito (Ma i ns. Governanti non hanno forse agito, concedendo alle banche, questo rischio di 8 volte, in contrasto con l’art,47 della Costituzione che impone invece la difesa del risparmio…?..)

    2-Per seguire una politica europea, filo tedesca e restrittiva, cieca e monetarista, che prevede solo tasse, prosciugando le liquidità nel mercato, negando così o impedendo un sano sviluppo;
    Questa politica filo tedesca (qualcuno la definisce nazista) ha imposto un incremento di imposte, tasse e balzelli ed ha fatto fallire il 30% delle imprese, uccidendo interi settori: il navale ha perso il 90% del fatturato, l’edilizia oltre il 50% ed i valori degli immobili, una delle prime garanzie delle banche, si sono svalutati dal 50 al 70%; non ci voleva molto a capire che questa stupida politica restrittiva, di tasse, svalutazioni e fallimenti, avrebbe incrementato le insolvenze sui prestiti delle banche e quindi, dei NPL (Non Performing Loans) i prestiti alle imprese ed all’edilizia si sarebbero deteriorati in maniera sostanziale ed assommano oggi ad oltre 350 miliardi (il 20% del PIL annuale)

    3-il fallimento del 30% delle imprese, questo stupido accanimento fiscale e burocratico contro il settore produttivo della Nazione, contro IMPRESE & LAVORO, fatto da governi, sindacato, media e stampa che continua a sparlare, a denigrare le IMPRESE&LAVORO, ha ridotto il paese alla miseria; ha prodotto 15 milioni di poveri fra i quali un milione e mezzo non hanno nemmeno i soldi per mangiare o per curarsi; una disoccupazione che fra i giovani raggiunge il 40%, oltre 100.000 giovani studiati ed acculturati se ne vanno ogni anno a produrre in altri stati perché dei governanti non hanno saputo creare le condizioni al lavorare e produrre in Italia, contravvenendo all’art.1 della Nostra Costituzione (un danno e mancato reddito per il nostro paese di almeno 50 miliardi di euro/anno, che corrisponde ad un 3% di mancata crescita annua!)

    4-50 MILIARDI BRUCIATI, IL 3% di crescita annua del PIL: ulteriori 50 miliardi di euro/anno, un ulteriore 3% di sviluppo annuo è bruciato dalla corruzione diffusa, soprattutto sul settore pubblico, che si può fermare solo con DASPO (esclusione) dall’operare nel settore pubblico a tutti quelli che si macchiano di corruzione o conflitti di interesse, da comminare al primo grado di giudizio, giudizio che dovrebbe arrivare non oltre i 18 mesi dalla denuncia coinvolgendo i cittadini ed una giuria popolare (essendo un delitto contro la nazione ed i cittadini è giusto che la giustizia, come prescrive la costituzione sia emessa come volontà del popolo, dei cittadini fraudati, è quindi i giudici dovrebbero essere affiancati da Giurie Popolari).

    5-LA CORRUZIONE: Una vergogna dell’Italia nel mondo, un vizio mafioso, omertoso, una attitudine di un’Italia, soprattutto dei media, che celebrano la morte di un capo mafia quasi come fosse un personaggio o mito, anziché non menzionarlo o meglio confinarlo a vergogna nazionale.
    La corruzione è prima di tutto omertà e quindi mafia, da combattere senza titubanze con leggi chiare, draconiane, che educhino e conducano i cittadini tutti al combatterle in aiuto ai giudici, alle forze dell’ordine al maturare quella coscienza civica che vede i cittadini per primi farsi tutori della democrazia e trasparenza, ad affiancare la lotta alle corruzioni e mafie; la recente legge del fischietto “Whistleblowing” è sicuramente un passo avanti su questa strada, su questa maturazione e coscienza civica, ma le leggi e le pene contro i corrotti e collusi sono assolutamente inadeguate, si prestano a furbizie e prolungamenti, decorrenza dei termini ed assoluzioni o prescrizioni lasciando la stragrande maggioranza dei reati impuniti ed i cittadini disgustati e scettici verso i politici ed i giudici!

    PRIORITA’ INDIVIDUATE dalle Associazioni di Imprenditori della ReteSI.org:
    1- ZERO CORRUZIONE, vero e proprio cancro della società, che ruba 50-70 mld/anno pari al 3% del PIL, e che può essere definitivamente risolto con una chiara legge e DASPO(c) dal pubblico ai corrotti esecutiva dal 1’ grado di giudizio
    2- GIUSTIZIA EFFICIENTE & VELOCE, che rispetti la Costituzione ed il volere dei Cittadini; con Giuria Popolare (a), max 18 mesi per grado di giudizio, il primo sempre provvisoriamente esecutivo; Lavori Sociali come rieducazione e non ingolfamento delle Prigioni utilizzate come Pensioni a carico del cittadino che produce.
    3- SOCIALITA’ GRATUITA non per i ricchi e benestanti (Pensioni e Sanità gratuita solo per i bisognosi) rifacendoci al sistema Australiano che farebbe risparmiare da 100 a 200 mld/anno allo stato (le pensioni e sanità gratuita scattano solo sotto un certo livello di reddito o di patrimonio)
    4- RIDUZIONE LEGGI, REGOLAMENTI & BUROCRAZIA; ogni nuova legge e regolamento ne cancella 10; obbligo per Stato ed Enti all’uso digitale e della posta certificata (Zero code); Gli operatori pubblici siano diligentemente a servizio del cittadino e non viceversa, rispondendo dei loro atti o di omissione di atti d’ufficio (Funzionari e Politici compresi)
    5- TUTELA DEL RISPARMIO & della 1° CASA (art.47 della Costituzione (b); Negli altri immobili l’IMU, ICI, TASSE sia fissata una aliquota max rispetto al reddito, fatturato o utili (fermiamo la spogliazione immobiliare delle aziende e dei risparmiatori)
    6- FLAT TAX 25% sui produttori: lavoratori, imprenditori, liberi professionisti che lavorano e producono, paghino una aliquota di tasse non superiore a quella delle rendite finanziarie (parassitarie) ed incentiviamoli a lavorare e produrre (solo la crescita del PIL ci salverà)
    7- MENO STATO e più libertà di mercato; lo stato faccia bene il regolatore e controllore e non MALE l’imprenditore (oggi l’economia gestita dalla mano Pubblica è superiore al 70%); eliminiamo burocrazie, gineprai inestricabili di norme e divieti…; lo SVILUPPO (sostenibile e compatibile) sia sempre incentivato e tutelato; tutto ciò che è immobile prima o dopo perisce e muore; Una società che non evolve, innova e sviluppa genera solo miseria, degrado e disoccupazione come stiamo vivendo da più di dieci anni in Italia
    8- IMMIGRATI da PROBLEMA ad OPPORTUNITA’, o trovano un lavoro per mantenersi in Italia, o devono lavorare in lavori socialmente utili 5 gg (38 ore/settimana) in cambio dell’alloggio e cibo; idem per tutti gli scarcerati o che beneficiano della condizionale (lavoro come rieducazione e dignità art.1 Costituzione); anziché spendere miliardi/anno per l’immigrazione ed i carcerati, spendiamoli per gli italiani che fanno figli; soprattutto per le famiglie numerose (la decrescita della natività è dovuta alla crisi economica ma anche alla mancanza di misure economiche a sostegno delle famiglie di italiani)
    9- STATO CENTRALISTA o Moderna Federazione di Macro Regioni? L’innovazione, la razionalizzazione e sburocratizzazione con riduzione della spesa pubblica è avvenuta in modo considerevole in quegli Stati che si sono dati una organizzazione snella e FEDERALE: quando la spesa è vicina alla presa il cittadino è più coinvolto e responsabilizzato…
    10- LA QUESTIONE EUROPEA Siamo e ci sentiamo europei! Di una Europa solidale in cui il più ricco aiuta il più povero e non, come sta avvenendo, il contrario, ovvero i più ricchi (Germania) spogliano i più poveri tramite regole monetariste da loro stessi imposte
    NB: siamo partiti per prima cosa ad individuare le risorse, infatti le misure 1) 2) 3) e 4) libererebbero da un minimo di 150 a 250 mld/anno di risorse che potrebbero essere utilizzate per le altre misure (dal 5 al 10) e per ridurre il debito pubblico; vedremo quindi un’Italia che cresce non allo 0, oppure 1, … per cento ma bensì del 2-4% incrementando il REDDITO DI TUTTI I CITTADINI.
    Ulteriori delucidazioni sono nella lettera di Commiato del 13 ottobre qui sotto o preferibilmente le elaboreremo insieme
    (a) Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
    (b) Art.47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
    (c) DASPO esclusione per i corrotti da 10 e fino a 30 anni o a vita dall’operare o al collaborare con qualsiasi Ente o Società Pubblica, o partecipata dal Pubblico; naturalmente l’adozione di queste leggi sui corrotti, sulla giustizia, FlatTax, Socialità ecc.ra abolisce e condona, tutto il pregresso””””””””””””

    • LA RISPOSTA DI UN BANCHIERE
      Sul punto delle banche sostanzialmente fallite o che hanno fatto delle ricapitalizzazioni come se fossero di fatto fallite, penso che il numero sia purtroppo decisamente superiore a 8..
      Sul risparmio tradito secondo me c’e’ un po’ di confusione perche’ i risparmiatori non hanno perso nessun euro dei loro depositi (con il fondo di garanzia i risparmiatori riprendono tutti i loro soldi, il fondo viene alimentato dalle banche non fallite; le banche sono l’unica attivita’ produttiva in cui i concorrenti, ovvero le altre banche, pagano le perdite delle banche che falliscono).
      I risparmiatori hanno perso i soldi investiti in azioni di banche o in obbligazioni di banche ma non sui depositi. Hanno perso i soldi alla stessa stregua in cui qualche anno prima hanno perso i soldi su azioni o obbligazioni Parmalat o Alitalia.
      Per cio’ che concerne la leva di 8 volte perso ci sia anche qui un po’ di confusione. Anche le aziende fanno leva e quindi i loro investimenti sono superiori al capitale. I depositi per le banche sono dei debiti verso i clienti, e gli impieghi sono i crediti verso altri clienti. Da un lato raccolgo dall’altro uso i soldi che ho raccolto e li presto ad altri soggetti. Il capitale o la leva dovrebbe essere commisurata al rischio di fallimento dei soggetti a cui presto i soldi. Banalizzando, se il totale delle imprese che falliscono e’ pari al 12,5% (tasso medio europeo dei fallimenti) allora 8 volte e’ un numero correto. Infatti 8 per 12,5 fa 100 ovvero il capitale protegge per intero i fallimenti sui prestiti. I tassi di interesse invece pagano i costi della banca ed i dividendi. Se pero’ si passa dal 12,5% al 30% dei fallimenti allora tutto il meccanismo si rompe ed il capitale non e’ piu’ sufficiente a coprire le perdite. Allora le banche cha hanno finanziato la PMI (con un tasso di fallemento che in due anni e’ arrivato al 33%) oppure l’edilizia muoiono coi loro clienti. Il problema e’ quello di capire cosa avviene prima. Le banche falliscono perche’ le imprese falliscono oppure le imprese falliscono perche’le banche smettono di dargli i soldi quando aumentano i rischi potenziali?

      • LA RISPOSTA DEI BANCHIERI E’ SEMPRE LA STESSA: dovevano sapere che correvano rischi …. MA NON DICONO CHE I PROSPETTI E BILANCI ERANO FALSI E QUINDI I CDA, DIRIGENTI, AMM.RI E PRESIDENTI VANNO PERSEGUITI

    • La Risposta di un DIRIGENTE BANCARIO
      Perché l’economia è crollata e perché le banche falliscono?
      Le Banche in Italia prospettive

      Se le banche quotano in borsa mediamente sotto il 50% del valore di libro ci sono almeno due motivazioni; Da una parte la ridotta capacità di produrre utili da attività caratteristica e dall’altra l’elevata percezione di rischio da parte dell’investitore. Obiettivamente, a queste condizioni, nessuna persona avveduta dovrebbe metterebbe un euro sulle banche.
      Due sono le fonti di reddito delle Banche. La principale generalmente è rappresentata dagli impieghi alla clientela, la seconda dalle commissioni incassate sul Risparmio Gestito e sulla vendita di prodotti di terzi.
      Il Comitato di Basilea ha stabilito quali sono i principali rischi cui è esposta l’attività bancaria. Da un lato il rischio di credito, dall’altro il rischio di liquidità. Per semplificare, una Banca può impiegare al massimo quanto raccoglie dalla clientela. Mai fallirà una banca per mancanza di Capitale, ma certamente fallisce se perde la raccolta.
      E’ chiaro che, indipendente dalla raccolta, la banca deve mantenere un livello di patrimonio adeguato rispetto ai rischi assunti. Le regole di Basilea stabiliscono quindi alcuni fattori di ponderazione di assorbimento di capitale a seconda della tipologia di credito erogato. Per come la penso io, il sistema Bancario è talmente vessato da regole e controllori che difficilmente in futuro potrà ripetere le operazioni fatte in passato, ma farà anche fatica ad essere di supporto concreto alla crescita del paese. Si pensi ad esempio al Credem. La maggior parte dei crediti sono rappresentati da mutui residenziali, i quali per loro natura hanno un rischio ponderato molto basso pur garantendo una redditività elevata. Le banche che, al contrario sostengono le PMI, hanno rischi di ponderazione molto alti e quindi i multipli di erogazione sono chiaramente limitati.
      Si pensi anche, che in tempi brevi l’investimento di titoli di stato (BTP) verrà considerato rischio pieno. Sarà quindi necessario per le banche ricorrere a nuove capitalizzazioni o, in alternativa dismettere questi investimenti con ripercussioni ancora non chiare per il debito pubblico.
      A ciò chiaramente va aggiunta la problematica degli NPL, i livelli di copertura e le modalità di cessione, e gli effetti non secondari sul valore di mercato degli immobili. (questo punto da solo merita di essere ampiamente sviluppato)
      Il futuro del sistema bancario non appare roseo, e per questo motivo va riformato profondamente.
      Al momento dobbiamo sottostare alla normativa Europea, che ha la pretesa di applicare regole uguali a sistemi molto diversi. Solo le imprese del sud Europa fanno ricorso, in maniera massiccia, al sistema bancario per sostenere le loro iniziative.
      Le banche che sono fallite, lo sono principalmente per la perdita della raccolta, a causa della fuga dei depositi al venir meno della fiducia dei clienti. Su questo punto hanno grandi responsabilità gli amministratori ed i controllori che non hanno saputo veicolare le corrette informazioni verso la clientela. Soprattutto è mancata la trasparenza nella gestione delle crisi bancarie.
      E’ necessario ritornare un po’ al passato. Creare un sistema bancario specializzato nei diversi ambiti (privati/aziende/finanza). Rendere il sistema dei controlli, meno burocratico e più efficace, sia per Bce, Consob, Collegio Sindacale e Società di Revisione
      Cambiare il sistema delle Leggi, appesantendo le pene per tutti i reati finanziari.
      Per dare applicazione all’art. 47 della Costituzione, deve essere vietato qualunque tipo d’investimento in strumenti di rischio emessi da Banche a tutti gli “investitori non professionali”. La clientela retail qualora volesse operare con forme di investimento in Banche lo potrà fare solo attraverso operatori specializzati come ad esempio i fondi di Investimento.
      Infine va completamente rivista, se non abolita, tutta la normativa sul Bail-in, normativa chiaramente in contrasto con i principi della Carta Costituzionale.
      Una piccola polemica. Il Decreto Legislativo 12 maggio 2015 n.72, art. 1 recita “l’art. 26 del decreto Legislativo 1° settembre 1993, n 385 è sostituito dal seguente: Esponenti Aziendali – I soggetti che svolgono funzione di amministrazione, direzione e controllo presso banche devono essere idonei allo volgimento dell’incarico, possedere requisiti di onorabilità etc…… Il ministro dell’Economia, con decreto adottato individua i requisiti di onorabilità, professionalità ect……Perché questo Decreto ad oggi non è stato ancora emesso nonostante quanto è successo? Siamo sicuri che esista la volontà di difendere i risparmiatori?

      Imprese e crescita.
      Per far ripartire l’economia del paese è necessario dare nuovo impulso alle imprese che, devono essere messe in condizione di crescere e competere in mercati sempre più complicati. Non possiamo perdere il traino della ripresa e non investire a questi livelli di tassi.
      Dieci anni di crisi hanno determinato la perdita del 30% delle nostre imprese e messo in difficolta centinaia di migliaia di persone che hanno perso il lavoro. Alcune regioni, in particolare al sud hanno perso oltre il 15% del PIL e la disoccupazione è vicina al 50%. Il lavoro si crea con il lavoro, non con gli sgravi fiscali sui nuovi assunti.
      E’ necessario rilanciare il manifatturiero, il turismo e le infrastrutture.
      Occorre immaginare un sistema a sostegno della piccola e media impresa. Se da una parte si dovrà proseguire per risolvere il problema dimensionale/generazionale delle nostre imprese, dall’altro tutti si rendono conto che proprio le PMI sono state e saranno il vero motore della ripresa del paese.
      Occorre ripensare a forme di garanzia rilasciate da Istituti come MCC recentemente acquisito da Invitalia, o alla revisione radicale dei Consorzi Fidi, ad oggi non funzionanti.
      Occorre spingere sui processi di aggregazione delle imprese, e dare concreto appoggio a chi vuole avviare nuove iniziative.
      Le principali iniziative:
      – Completare la revisione dei processi di “dematerializzazione” ed “informatizzazione” della Pubblica Amministrazione,
      – Creare corsie preferenziali per quegli imprenditori che intendono investire o creare nuove iniziative. No vincoli burocratici, ma autocertificazioni,
      – Esenzione fiscale per tutte le nuove iniziative e su tutti i nuovi investimenti fatti da imprese già attive,
      – Erogazione linee di credito con garanzie miste (stato, banche, privati)
      – Revisione delle politiche di sostegno al turismo e all’agricoltura. Unica via per far ripartire il sud del paese,
      – Finanziamento dell’operazione attraverso una proposta molto aggressiva: prelievo dal sistema bancario di una percentuale dell’uno per cento degli impeghi vivi, da dedurre da parte delle banche attraverso detrazioni fiscali in 5 anni. Importo stimato di circa 20 mld.

      Politica monetaria Europea
      Negli ultimi anni, pur con il parere contrario della Germania, la BCE di Draghi ha letteralmente invaso i paesi europei di moneta, attraverso lo strumento del TLTRO.
      Il problema semmai è quello di averla affidata al sistema bancario quale traid union con sistema produttivo del paese. L’impatto ed il risultato ottenuto sono modesti per almeno due motivi. Il primo è una contraddizione di fatto della stessa BCE che sta imponendo vincoli sempre più restrittivi alle erogazioni del Credito, vincoli che si trasformano in costi del Credito e che rendono, agli attuali livelli di tasso, poco remunerativi i crediti stessi.
      Dall’altro la BCE non ha pensato di sollevare il sistema bancario di parte dei rischi (pmi in particolare) facendosi carico di parte del costo del credito ovvero dei rischi finanziari.
      La politica monetaria si sta avviando verso il tramonto e già dal 2018 si vedranno i primi effetti.

  3. “Mentre il Pd e le sinistre si fanno in quattro per organizzare la grande marcia di Como del prossimo 9 dicembre, a Milano un gruppo di nordafricani ha aggredito e malmenato un addetto alla sicurezza di un McDonald, a pochi passi dal Duomo”, accusa poi l’onorevole Stefano Maullu (Forza Italia), “Queste persone ormai credono di poter fare ciò che vogliono, Milano è diventata la loro terra di conquista: dopo anni di amministrazioni di centrosinistra, la città di Milano è ultima in tutte le classifiche sulla sicurezza, e questo risultato è da attribuire in primo luogo all’indulgenza e al buonismo dimostrati dalle ultime giunte. Serve più decisione, più concretezza: contro questi criminali bisogna utilizzare il pugno duro, non c’è alternativa. Non possiamo permettere che questi delinquenti imperversino per il centro di Milano totalmente indisturbati, senza nessun controllo. Dal Comune e dalla Prefettura mi aspetto una risposta decisa: soltanto in questo modo si potrà ripristinare l’ordine”.

  4. ALLA FACCIA DELL’EUROPA, FORSE BISOGNERA’ DIRE BASTA EUROPA prima di finire spogliatio come la Grecia!
    GERMANIA e FRANCIA si sono spartiti l’Italia e Spagna; la Germania si mangia la Spagna mentre la Francia SI MANGIA L’ITALIA! e decine di acquisizioni e spartizioni fra i due “arroganti e nazisti” dittatori europei già si vedono chiaramente;
    PER CHI AVESSE ANCORA DUBBI SULLA DIARCHIA FRANCO-TEDESCA, leggete questo articolo su REPUBBLICA:

    “”””La spartizione franco-tedesca della guida economica europea
    Moscovici si candida per il ruolo di un possibile ministro economico comune, Weidmann ammorbidisce i toni e si auto-lancia per il dopo Draghi. Con lui alla Bce, Merkel potrebbe vendere più facilmente ai tedeschi i passi necessari per l’integrazione
    di MAURIZIO RICCI

    La spartizione franco-tedesca della guida economica europea
    Il governatore della Buba, Jens Weidmann. Con la elezione di Macron e la probabile conferma, nell’autunno, di Angela Merkel alla cancelleria tedesca, l’idea prevalente è che il motore franco-tedesco dell’integrazione europea stia per rimettersi in moto. In realtà, molto è ancora per aria. Quello che, tuttavia, è già chiaro è che la ripartenza del motore è legata ad una condizione imprescindibile: una presa diretta e ferma delle due capitali, Parigi e Berlino, sulla politica economica europea. Negli ultimi giorni si è cominciato a capire come si potrebbe realizzare questa diarchia e quali ne saranno gli attori principali…. leggi nel web (1 luglio 2017)

    • Ma chi governa l’Italia, senza esserne stato eletto, forse favorisce questo criminale disegno?!! altrimenti non si capisce perchè veniamo spogliati con leggi capestro e tasse, ed oltre il 55% delle nostre migliori industrie nazionali sono già in mano straniera (sopratutto francese) ….Ma ora stanno appropriandosi delle Comunicazioni (Telecom) dei Media (Mediaset) e delle Banche dove all’interno ci sono 6.000 miliardi di risparmi degli italiani (la seconda massa monetaria al mondo fatta di 4.000 miliardi in cash e 2.000 di ipoteche)
      MA NESSUNO SEMBRA NE SVEGLIARSI NE FERMARE QUESTA CRIMINALE SPOGLIAZIONE

  5. USCIRE DALL’EURO SI PUÒ, ECCO COME:

    Si sta diffondendo un’idea che forse è il caso di mettere in discussione: per uscire dall’euro è necessario ridiscutere i trattati europei. L’altro ieri, su questo giornale, abbiamo richiamato l’attenzione su un punto importante messo a fuoco dal programma politico di “Rinascimento” (il nuovo Movimento fondato da Sgarbi, che si avvale della competenza di Tremonti) che consente di aggirare questo ostacolo. Oggi vogliamo insistere su un altro punto che si potrebbe ritenere complementare.

    Occorre anzitutto fare un po’ di chiarezza sull’euro e su come è stato introdotto. Noi crediamo che per il bene del nostro Paese sia fondamentale ripristinare la sovranità monetaria, ma per far questo non occorre in realtà riscrivere o modificare alcun Trattato. Cerchiamo di chiarire perché. La moneta unica europea, benché la previsione relativa alla sua introduzione sia in effetti contenuta nel Trattato di Maastricht, fu adottata attraverso un semplice regolamento comunitario ( il n.1466/1997), il quale, in frode ai Trattato istitutivo dell’Unione, ha accelerato l’introduzione della moneta unica non rispettando neppure quanto disposto proprio dal Trattato medesimo. Il regolamento in questione, infatti, introduceva l’accordo dei cambi fissi e il perseguimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio, in aperto contrasto con la possibilità di spendere a deficit nella misura del 3% sul Pil, possibilità prevista da Maastricht.

    Per queste ragioni, da tempo, Giuseppe Guarino afferma, in libri, articoli e interviste, che l’euro è stato introdotto in Europa con un “colpo di stato”: ci hanno dato un euro falso, un euro diverso da quello progettato dal Trattato di Maastricht, Trattato che all’art. 3 prevede inoltre la piena occupazione, il progresso sociale e la crescita economica, seppur nella del tutto discutibile cornice della stabilità dei prezzi e di un’economia sociale di mercato fortemente competitiva.

    Tutti i parametri e le finalità di Maastricht – il punto merita di essere sottolineato – sono stati in seguito confermati anche dal Trattato di Lisbona. Nessun regolamento può modificare o essere in contrasto con un Trattato, e dunque da un punto di vista giuridico l’euro introdotto dal regolamento comunitario del 1997 non è valido, in quanto non conforme ad una fonte del diritto – il Trattato – gerarchicamente superiore. Solo con un altro Trattato si può modificare un Trattato precedente.

    Per uscire dall’euro, quindi, non occorre né ridiscutere né riscrivere i Trattati. Sarebbe semmai preferibile che il nuovo governo italiano, richiamando l’interesse nazionale dopo anni di servilismo all’UE, avviasse quanto prima la procedura che dichiari la nullità di quel regolamento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). E per farlo, il nostro governo dovrebbe invocare il mancato rispetto – da parte del regolamento del ’97 – delle finalità e dei parametri prescritti dagli stessi Trattati europei. Ci hanno dato un euro falso, un euro-truffa, che non è conforme neppure ai Trattati europei, per quale motivo dovremmo continuare a tenercelo?

    Si dirà che una tale iniziativa servirà poco o nulla. Quando mai la Corte riconoscerà l’imbroglio da cui è nato l’euro? È probabile che sia così, ma l’iniziativa, coordinata con la richiesta di un protocollo ad hoc per l’uscita dall’euro, sotto il profilo formale simile a quello che l’Unione Europea aveva discusso con Cameron per evitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione, potrebbe avere esiti dirompenti. Dimostrare che l’euro è stato introdotto in modo ingannevole, e che anche per questo è del tutto legittima la richiesta di un paese di uscire dall’ eurozona, avrebbe un forte impatto mediatico non solo in Italia ma in tutta l’Europa

  6. USCIRE DALL’EURO SI PUÒ, ECCO COME:
    Si sta diffondendo un’idea che forse è il caso di mettere in discussione: per uscire dall’euro è necessario ridiscutere i trattati europei. L’altro ieri, su questo giornale, abbiamo richiamato l’attenzione su un punto importante messo a fuoco dal programma politico di “Rinascimento” (il nuovo Movimento fondato da Sgarbi, che si avvale della competenza di Tremonti) che consente di aggirare questo ostacolo. Oggi vogliamo insistere su un altro punto che si potrebbe ritenere complementare.

    Occorre anzitutto fare un po’ di chiarezza sull’euro e su come è stato introdotto. Noi crediamo che per il bene del nostro Paese sia fondamentale ripristinare la sovranità monetaria, ma per far questo non occorre in realtà riscrivere o modificare alcun Trattato. Cerchiamo di chiarire perché. La moneta unica europea, benché la previsione relativa alla sua introduzione sia in effetti contenuta nel Trattato di Maastricht, fu adottata attraverso un semplice regolamento comunitario ( il n.1466/1997), il quale, in frode ai Trattato istitutivo dell’Unione, ha accelerato l’introduzione della moneta unica non rispettando neppure quanto disposto proprio dal Trattato medesimo. Il regolamento in questione, infatti, introduceva l’accordo dei cambi fissi e il perseguimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio, in aperto contrasto con la possibilità di spendere a deficit nella misura del 3% sul Pil, possibilità prevista da Maastricht.
    Per queste ragioni, da tempo, Giuseppe Guarino afferma, in libri, articoli e interviste, che l’euro è stato introdotto in Europa con un “colpo di stato”: ci hanno dato un euro falso, un euro diverso da quello progettato dal Trattato di Maastricht, Trattato che all’art. 3 prevede inoltre la piena occupazione, il progresso sociale e la crescita economica, seppur nella del tutto discutibile cornice della stabilità dei prezzi e di un’economia sociale di mercato fortemente competitiva.

    Tutti i parametri e le finalità di Maastricht – il punto merita di essere sottolineato – sono stati in seguito confermati anche dal Trattato di Lisbona. Nessun regolamento può modificare o essere in contrasto con un Trattato, e dunque da un punto di vista giuridico l’euro introdotto dal regolamento comunitario del 1997 non è valido, in quanto non conforme ad una fonte del diritto – il Trattato – gerarchicamente superiore. Solo con un altro Trattato si può modificare un Trattato precedente.

    Per uscire dall’euro, quindi, non occorre né ridiscutere né riscrivere i Trattati. Sarebbe semmai preferibile che il nuovo governo italiano, richiamando l’interesse nazionale dopo anni di servilismo all’UE, avviasse quanto prima la procedura che dichiari la nullità di quel regolamento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). E per farlo, il nostro governo dovrebbe invocare il mancato rispetto – da parte del regolamento del ’97 – delle finalità e dei parametri prescritti dagli stessi Trattati europei. Ci hanno dato un euro falso, un euro-truffa, che non è conforme neppure ai Trattati europei, per quale motivo dovremmo continuare a tenercelo?

    Si dirà che una tale iniziativa servirà poco o nulla. Quando mai la Corte riconoscerà l’imbroglio da cui è nato l’euro? È probabile che sia così, ma l’iniziativa, coordinata con la richiesta di un protocollo ad hoc per l’uscita dall’euro, sotto il profilo formale simile a quello che l’Unione Europea aveva discusso con Cameron per evitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione, potrebbe avere esiti dirompenti. Dimostrare che l’euro è stato introdotto in modo ingannevole, e che anche per questo è del tutto legittima la richiesta di un paese di uscire dall’ eurozona, avrebbe un forte impatto mediatico non solo in Italia ma in tutta l’Europa.

    di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

  7. LA CORTE COSTITUZIONALE IMPONE DI PAGARE IL BONUS BEBE’ ANCHE AGLI IMMIGRATI, così non solo ci riempiamo di mussulmani, neri, immigrati senza arte ne parte, ma proprio perchè sono da noi mantenuti e non combinano nulla da mattina a sera, chiavano e fanno bebe’ e quindi ORA MANTENIAMO PROFUMATAMENTE ANCHE I LORO BEBE’

    E VIA CON LA NUOVA ITALIA METICCIA!!!!

    lEGGERE PER CREDERE: “L’Inps commette «condotta discriminatoria» se non applica parità di trattamento tra genitori italiani e genitori stranieri sugli 800 euro del cosiddetto «bonus mamma domani»: cioè sui soldi che un anno fa la legge 232 aveva introdotto a favore di tutte le mamme almeno al settimo mese di gravidanza tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017, ma dai quali poi l’Inps con una semplice circolare aveva ritenuto di poter escludere le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo….”

    • APPELLO AI GOVERNANTI:

      C’è UN DISEGNO PRECISO, non possono essere così deficienti…. riempire l’italia di immigrati, impoverire gli italiani come i greci, indebitarli, spogliarli con le tasse e poi comperare per poche lire le migliori strutture, aziende ecc.ra
      NON POSSONO ESSERE COSI’ DEFICIENTI DAL NON VEDERE E DAL NON CAPIRE

  8. SIAMO DI FRONTE AD UNA NUOVA BOLLA O BUFALA CHE LE AUTORITA’ NON SANNO O NON VOGLIONO CONTROLLARE E QUINDI I POLLI DEI RISPARMIATORI VERRANNO TRUFFATI ALLA GRANDE ???????
    leggiamo: La valuta virtuale è salita di oltre 900 punti percentuali nel corso dell’anno. La capitalizzazione di mercato proietta la valuta nel top 5% di Wall Street …. INCREDIBILE, PAZZESCO E PERICOLOSISSIMO

  9. GOVERNI CHE INFOLTISCONO IL GINEPRAIO FISCALE, e poi si lamentano se una parte evade da un fisco sempre più incomprensibile: 21 milioni di italiani hanno dispute e contestazioni da un FISCO sempre più nemico….

    La denuncia della Cgia di Mestre; Fisco: aumentano sempre più le norme che complicano la vita dei contribuenti di Camillo Cipriani – lunedì, 27 novembre 2017 Nel 2016 tra leggi e decreti legge in materia fiscale ne sono stati approvati 11, queste novità legislative hanno modificato 110 normative esistenti; inoltre, sono stati emanati 36 decreti ministeriali composti da ben 138 articoli; il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha firmato 72 provvedimenti, infine gli uffici del ministero delle Finanze e dell’Agenzia delle entrate hanno pubblicato 50 circolari e 122 risoluzioni costituite, complessivamente, da quasi 2.000 pagine.
    La denuncia, sollevata dalla Cgia, mette in luce in maniera inequivocabile un aspetto: nonostante le promesse politiche, l’oppressione fiscale sta debordando sempre più, disorientando non solo i contribuenti, ma anche gli addetti ai lavori; come i Caf, i commercialisti e gli esperti delle associazioni di categoria.

    «Con un sistema fiscale così complesso, spesso contradditorio e poco trasparente – rileva Paolo Zabeo della Cgia – non dobbiamo sorprenderci se l’anno scorso 21 milioni di contribuenti, pari al 54% circa del totale, avevano una pendenza economica con Equitalia inferiore a 1.000 euro. Sicuramente tra questi debitori ci sono anche coloro che,
    probabilmente, non hanno pagato il bollo dell’auto o il canone Rai, ma la grande maggioranza è costituita da vittime di un fisco arcaico e spesso indecifrabile, che in questi ultimi anni ha fatto aumentare in misura esponenziale il rischio di commettere errori formali a seguito di un ingorgo normativo che non ha eguali nel resto del mondo».
    Per la Cgia, oltre ad avere un peso fiscale che in Italia rimane tra i più elevati tra i paesi più industrializzati, é
    inaccettabile che il grado di complessità del fisco scoraggi la voglia di fare impresa. «Non è un caso – spiega Renato Mason, segretario Cgia – che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l”eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. Secondo un”indagine realizzata da Promo Pa Fondazione, l’81% delle imprese con meno di 50 addetti, vale a dire le piccole, è costretto a ricorrere a consulenti esterni, di cui il 70% ad integrazione o a supporto del lavoro svolto dagli uffici amministrativi che operano all’interno dell’azienda, mentre l’altro 11% si affida a terzi per tutte le incombenze».

  10. MOSCHEE E IMAM: PUBBLICHIAMO I NOMI DI CHI HA BOCCIATO LA LEGGE ANTI TERRORISMO, di Cesare Alfieri
    Si rendano noti i nomi dei deputati che alla Commissione affari costituzionali della Camera hanno bocciato la proposta di legge che introduce e disciplina il Registro pubblico delle moschee e istituisce l’albo nazionale degli imam in Italia. Gli italiani devono conoscere e sapere chi impedisce la trasparenza ed il controllo nel nostro Paese degli adepti e sacerdoti della confessione islamica, seconda alla religione cristiana oggi in Italia. I soggetti che oggi impediscono di istituire e mantenere tale necessario ed utile controllo e disciplina sono da identificare e pubblicizzare e loro va imputato qualsivoglia atto di terrorismo e non di matrice islamica si verifichi sul territorio italiano. Quanto accade in Europa e nel mondo impone la emanazione della legge presentata. I cittadini italiani, così come europei e del mondo, lo chiedono da tempo e a gran voce, per la propria stessa incolumità e tutela fisica e per la sicurezza necessaria di tutti noi. È noto infatti che nelle moschee e nelle scuole coraniche viene diffusa l’ideologia islamista antioccidentale, e gli imam ed i precettori coranici sono coloro che alle volte “insegnano” ed impartiscono proclami di guerra e di morte contro l’Occidente. Spesso centri nevralgici di “raccolta” del terrorismo islamico in attività. L’assenza di controllo e di disciplina da parte dei Paesi ospitanti come è il nostro Paese, senza nessuna legge che regolamenti, è il terreno fertile su cui cresce ed agisce la indisturbata maggioranza di foreign fighters radicalizzati islamici. Dopo gli attentati in Europa è indispensabile regolamentare moschee ed imam con non solo pubblici registri ma controlli rigorosi di sicurezza, loro e nostra, all’interno degli edifici e sul territorio, di modo da procedere prontamente alla chiusura ove non in regola con le nostre leggi di prevenzione e di sicurezza. Come ogni culto presente su territorio italiano, anche quello islamico deve essere rilevato e regolamentato. In tal senso è oggi necessario identificare e fare i nomi, rendere responsabili coloro che, dalla commissione affari costituzionali, ostacolano la legittima pretesa ed il diritto dello Stato e dei cittadini italiani a vivere in tranquillità e sicurezza. Se deputati peraltro mai eletti dagli italiani si oppongono ad una legge che oltre che legittima ci difende e tutela tutti, è bene essi vengano oggi pubblicamente individuati, e pubblicamente resi responsabili per oggi e anche per il futuro.

    • PROPOSTA SENSATA E DEMOCRATICA; da diffondere e da far conoscere ai cittadini, al fine che si regolino quando dovranno scegliere a chi dare il voto;

      BRAVI, questo è vero giornalismo informativo!

  11. dal corriere della sera leggo:
    MA QUANDO E’ CHE SI FARA’ CHIAREZZA SUL CHI VERAMENTE HA APPROFITTATO DEI NOSTRI SOLDI IN BANCA????

    Ci sono i proprietari degli hotel di lusso e quelli delle catene di abbigliamento, gli imprenditori alimentari e quelli sportivi, gli industriali tessili e immobiliari: tutti nella lista dei top 100 debitori di Veneto Banca. Sono i titolari delle aziende che tra il 2012 e il 2017 hanno svuotato le casse dell’istituto di credito grazie alla compiacenza degli amministratori che hanno concesso prestiti e finanziamenti senza le necessarie garanzie. E così ammonta a 8 miliardi e 450 milioni di euro il “buco” nelle casse con 4 miliardi e 235 milioni dovuti alle “sofferenze” e oltre 4 miliardi dovuti alle “inadempienze”.

    Un fiume di denaro che ha portato al crac della banca e alla richiesta di rinvio a giudizio dell’amministratore delegato Vincenzo Consoli, dell’ex presidente Flavio Trinca e altri nove manager. L’elenco acquisito dalla Commissione parlamentare dimostra quanto estesa fosse la “rete” di clienti che hanno potuto godere di trattamenti particolari senza fornire alcuna vera “copertura”. Gli alberghi e il tessile In cima all’elenco c’è il Gruppo Statuto, che è stato proprietario di alberghi come il Four Seasons e il Mandarin di Milano oppure il Danieli di Venezia, e che nel dicembre 2016 ha ottenuto oltre 77 milioni di euro. E poi la catena Boscolo con più di 22 milioni di euro concessi nel dicembre 2016. E la Maritalia con i suoi resort e i 14 milioni ottenuti nel novembre di due anni fa.

    Tra i “clienti” il Gruppo Bialetti che due anni fa ha ottenuto oltre 13 milioni e mezzo. Finanziamenti da record per le aziende del Gruppo Ferrarini che ha interessi in numerosi settori, ma certamente è conosciuto per i prodotti alimentari. Sono cinque le pratiche relative alla holding comprese nella lista: nel dicembre 2015 arrivano i primi 15 milioni di euro alla Immobiliare Vendina; un anno dopo altre due erogazioni con 16 milioni e mezzo di euro alla Agricola Elle e 18 milioni e mezzo alla Agri Food; nel dicembre 2016 poco meno di 12 milioni alla Vismara spa; l’ultima elargizione nel maggio scorso con poco meno di 18 milioni alla Ferrarini spa.

    La società Lotto Sport Italia, specializzata nell’abbigliamento sportivo, ha potuto contare su 14 milioni e mezzo di euro nel dicembre 2013, ben più elevata è la cifra che il Gruppo Bettega, che fa capo al campione Roberto, ha incassato nel dicembre 2016: 17 milioni e 800 mila euro. Due volte il Gruppo Stefanel ha potuto accedere ai finanziamenti: nel dicembre 2013 quando ha ottenuto 11 milioni e 230 mila euro e due anni dopo quando la cifra è stata addirittura più alta, arrivando a 16 milioni e 300 mila euro. Nell’elenco dei beneficiari figura poi Terra Gallurese, società che fa capo ad Alfonso Dolce, fratello dello stilista Domenico Dolce.

    I vertici di Veneto Banca hanno accontentato le richieste della famiglia Matarrese e quelle dei Degennaro. Ma ciò che maggiormente desta sospetto sono quei finanziamenti che appaiono come una partita di giro. È il caso dei 36 milioni e 700 mila euro concessi al Fondo Litheia, controllato dalla stessa banca. Ma anche dei quasi 40 milioni di euro elargiti a Pietro D’Aguì, nel novembre del 2015: l’ex manager di Banca Intermobiliare è imputato per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza con i vertici dell’istituto di credito e negli ultimi tre mesi ha presentato due esposti contro Bankitalia alla Procura di Roma. Lo stesso Consoli — che ha già fornito alcune spiegazioni ritenute non credibili — dovrà chiarire ai giudici perché decise di finanziarlo.

  12. RETESI.ORG
    PERCHÉ LE BANCHE FALLISCONO? OMNIBUS OGGI su La7: BANCHE ANCORA LORO (e i dispetti di Katainen). E siamo oramai ad 8 banche fallite (ma altre seguiranno) o salvate in extremis con circa 1 milione di italiani spennati o a grave rischio di perdita dei loro, NOSTRI, risparmi. contrariamente a quanto l’art.47 della Costituzione prescrive a difesa del Risparmio degli Italiani

    Anche oggi abbiamo sentito tanti discorsi inconcludenti, che non affrontano in maniera chiara e trasparente il perché le banche falliscono; sembra che questi talk parlino sotto dettatura o tutti siano o provengano dalla stessa scuola, educati a non parlare delle reali cause o educati a nascondere le vere ragioni, che sono:

    1-le banche prestano, o investono in titoli a rischio, 8 volte la loro raccolta di risparmio; Per ogni 100 euro raccolti ne investono o prestano, cioè sono autorizzate a rischiarne 800, 8 volte tanto; moltiplicano per 8 volte i guadagni sui prestiti o investimenti a rischio (facevano un profitto rischiando i risparmi depositati) ma moltiplicando per 8 volte ineluttabilmente anche le perdite! Negli ultimi 10 anni hanno accumulato soprattutto perdite, su fondi o titoli rischiosi, o prestiti in imprese, o nell’edilizia come mutui che purtroppo al 30% circa hanno fallito;
    Questa scellerata prassi bancaria, quella di autorizzare al moltiplicare per 8 volte i rischi, espone le banche al default quando queste perdono il 20% sui prestiti, e questo purtroppo è avvenuto! Perdendo 8 volte il 20% del prestito o investimento, perdono il 160% dei soldi depositati dai risparmiatori e quindi li hanno bruciati o hanno fallito (Ma i ns. Governanti non hanno forse agito, concedendo alle banche, questo rischio di 8 volte, in contrasto con l’art,47 della Costituzione che impone invece la difesa del risparmio…?..)

    2-Per seguire una politica europea, filo tedesca e restrittiva, cieca e monetarista, che prevede solo tasse, prosciugando le liquidità nel mercato, negando così o impedendo un sano sviluppo;
    Questa politica filo tedesca (qualcuno la definisce nazista) ha imposto un incremento di imposte, tasse e balzelli ed ha fatto fallire il 30% delle imprese, uccidendo interi settori: il navale ha perso il 90% del fatturato, l’edilizia oltre il 50% ed i valori degli immobili, una delle prime garanzie delle banche, si sono svalutati dal 50 al 70%; non ci voleva molto a capire che questa stupida politica restrittiva, di tasse, svalutazioni e fallimenti, avrebbe incrementato le insolvenze sui prestiti delle banche e quindi, dei NPL (Non Performing Loans) i prestiti alle imprese ed all’edilizia si sarebbero deteriorati in maniera sostanziale ed assommano oggi ad oltre 350 miliardi (il 20% del PIL annuale)

    3-il fallimento del 30% delle imprese, questo stupido accanimento fiscale e burocratico contro il settore produttivo della Nazione, contro IMPRESE & LAVORO, fatto da governi, sindacato, media e stampa che continua a sparlare, a denigrare le IMPRESE&LAVORO, ha ridotto il paese alla miseria; ha prodotto 15 milioni di poveri fra i quali un milione e mezzo non hanno nemmeno i soldi per mangiare o per curarsi; una disoccupazione che fra i giovani raggiunge il 40%, oltre 100.000 giovani studiati ed acculturati se ne vanno ogni anno a produrre in altri stati perché dei governanti non hanno saputo creare le condizioni al lavorare e produrre in Italia, contravvenendo all’art.1 della Nostra Costituzione (un danno e mancato reddito per il nostro paese di almeno 50 miliardi di euro/anno, che corrisponde ad un 3% di mancata crescita annua!)

    4-50 MILIARDI BRUCIATI, IL 3% di crescita annua del PIL: ulteriori 50 miliardi di euro/anno, un ulteriore 3% di sviluppo annuo è bruciato dalla corruzione diffusa, soprattutto sul settore pubblico, che si può fermare solo con DASPO (esclusione) dall’operare nel settore pubblico a tutti quelli che si macchiano di corruzione o conflitti di interesse, da comminare al primo grado di giudizio, giudizio che dovrebbe arrivare non oltre i 18 mesi dalla denuncia coinvolgendo i cittadini ed una giuria popolare (essendo un delitto contro la nazione ed i cittadini è giusto che la giustizia, come prescrive la costituzione sia emessa come volontà del popolo, dei cittadini fraudati, è quindi i giudici dovrebbero essere affiancati da Giurie Popolari).

    5-LA CORRUZIONE: Una vergogna dell’Italia nel mondo, un vizio mafioso, omertoso, una attitudine di un’Italia, soprattutto dei media, che celebrano la morte di un capo mafia quasi come fosse un personaggio o mito, anziché non menzionarlo o meglio confinarlo a vergogna nazionale.
    La corruzione è prima di tutto omertà e quindi mafia, da combattere senza titubanze con leggi chiare, draconiane, che educhino e conducano i cittadini tutti al combatterle in aiuto ai giudici, alle forze dell’ordine al maturare quella coscienza civica che vede i cittadini per primi farsi tutori della democrazia e trasparenza, ad affiancare la lotta alle corruzioni e mafie; la recente legge del fischietto “Whistleblowing” è sicuramente un passo avanti su questa strada, su questa maturazione e coscienza civica, ma le leggi e le pene contro i corrotti e collusi sono assolutamente inadeguate, si prestano a furbizie e prolungamenti, decorrenza dei termini ed assoluzioni o prescrizioni lasciando la stragrande maggioranza dei reati impuniti ed i cittadini disgustati e scettici verso i politici ed i giudici!

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