Si Salviamo l'Italia

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1.500 thoughts on “Commenti

  1. Le copie non sono mai come l’originale

    In campagna elettorale è una continua corsa alla “copia” non solo di temi e programmi, ma anche di pose e foto. Dopo che il settimanale Chi aveva sorpreso Silvio Berlusconi il 5 settembre 2017, in un Autogrill, sorridente, dimagrito e abbronzato intento a fare acquisti per sé, per i nipotini e per i suoi cagnolini, anche altri leader politici lo hanno preso a modello.

    • hai ragione Lucia, ora tutti copiano Berlusconi e Salvini ma lo fanno solo per CARPIRE il voto degli italiani, non sono genuini, non la pensano così, sono opportunisti, DIFFIDARE DELLE COPIE E VOTA L’ORIGINALE

  2. POP VICENZA/ETRURIA/CARIGE/VENETO BANCA: LE AZIONI DEGLI SBANCATI
    CONTRO BANKITALIA E CONSOB

    Mario Azzarita di Padova sta difendendo i risparmiatori truffati da banca popolare Vicenza trascinando davanti al Tribunale di Venezia Bankitalia e Consob per omesso controllo ed omessa tutela dei risparmiatori. Innanzitutto sta facendo valere il mancato controllo sulle operazioni cosiddette baciate, ovvero i finanziamenti dati in cambio dell’acquisto di azioni Pop Vicenza. Sono 506 i milioni di euro che la banca pop di Vicenza ha finanziato ai fini della sottoscrizione del proprio aumento di capitale. E sono oggi 60 i milioni chiesti per il rimborso . Così facendo, tra l’altro, il valore del titolo della banca era rimasto per lungo tempo ai massimi -62,5 euro -, esattamente fino al 2015 quando i risultati delle ispezioni della Banca centrale europea hanno disvelato il reale valore, crollandone a quel punto la quotazione. Il valore di 62,5 euro è stato ed era cioè una truffa perché il titolo , secondo le indagini, sarebbe valso in realtà 26 euro e 23 euro, rispettivamente nel 2013 e nel 2014. In pratica 40 euro in meno rispetto a quanto pagato dagli investitori , a fronte di indici patrimoniali falsi e scorretti. Banca d’Italia e Consob non hanno tutelato cioè, come espressamente stabilito dall’art. 5 del Testo unico della finanza , gli investitori, nè hanno garantito la veridicità dei prospetti patrimoniali della banca di Vicenza . I prospetti devono infatti consentire agli investitori di pervenire ad un fondato giudizio circa la reale situazione patrimoniale e relativamente alle emissioni finanziarie. Conseguentemente i risparmiatori truffati stanno ora chiedendo e facendo valere l’indennizzo contro Bankitalia e Consob. Oltre al risarcimento relativamente all’intero investimento fallito. Sono numerosi i precedenti giurisprudenziali che hanno condannato la Consob colpevole di non avere garantito la veridicità dei prospetti finanziari e causato il danno in capo agli investitori. In altre parole avverso Consob e Bankitalia è stata riconosciuta l’omissione di qualsivoglia attività istruttoria , di indagine, così come di controllo e , al bisogno, repressiva. Insomma, perché gli italiani pagano gli stipendi di Consob e Bankitalia se non controllano e fanno il minimo di quello che è il loro dovere stabilito per legge? Bankitalia e Consob non hanno vigilato per niente su banca pop Vicenza , così come su tutte le altre banche fallite, e sono apparentemente andate assolte dalla farsa della Commissione di inchiesta, o meglio di insabbiamento parlamentare. I danni concreti degli sbancati però parlano da soli ed esistono e “resistono” in tutta la loro realità. Ecco dunque le azioni contro che stanno venendo sù come funghi a migliaia contro Bankitalia che, nel 2016, ha chiuso il bilancio con 2,7 miliardi di utile. Alla faccia dei risparmiatori italiani traditi e truffati.

  3. Io non sono esperto in economia ma il PIL non è che varia proprio per merito dei politici … specie in era globalizzata (o almeno europea) ..

    1) ci sono periodi in cui tu puoi essere anche Mandrake ma se tutto il mondo intorno non gira ci sei dentro anche tu

    2) ci sono invece periodi in cui le cose girano e allora si dovrebbe fare “fuoco e fiamme”, altro che i nostri “zero virgola”.

    3) per avere una idea corretta bisogna confrontarci con gli altri paesi a noi simili … io non so come risultiamo posizionati …. ??

    Francamente con quello che siamo capaci di fare (almeno qui al Nord) dovremmo essere i leader, o almeno in Europa ….e non mi pare sia così;

    Lavoriamo tanto per costruire una Ferrari e dopo, quando siamo in pista arriviamo ultimi, poichè il pilota (i nostri governanti) sono ubriachi

    Questo fa girare notevolmente le palle o no ?

  4. Eppure già nell’antica Grecia, che poi è la Patria di tutta la civiltà mediterranea, avevano capito quanto sia schifosa la politica e quanto può soggiogare ad essa interi popoli.
    Però nel comtempo, per fortuna, il popolo stesso può sovvertire il suo destino. Spero di essermi spiegato bene.
    Infine voglio dire che solo il popolo è padrone del suo avvenire.
    E come disse Nelson Mandela: sono il capitano della mia anima; sono il padrone del mio destino.
    Scusate se mi sono dilungato ma ultimamente sono veramente disgustato di quello che succede in Italia. Nel servizio militare ho giurato fedeltà al mio Paese ed alle leggi della sua Repubblica, ma non ai suoi politici di me…..
    Ciao amici.

    • Bravissimo. In soldoni: bisogna ripartire dalla sovranità popolare e monetaria. E’ il solo modo per uscirne. Però ragazzi votando sempre i soliti personaggi non si va da nessuna parte!!! Vogliamo capirlo!!! Loro ci hanno portato a questo punto non ci tireranno mai fuori dai guai!!!!

  5. Per far partire l’economia:
    – Ridurre le tasse, come ha fatto Trump, l’ho sempre sostenuto.

    – Unificare le mille tassazioni con scadenze di qualsiasi data e non una specifica (tipo fine mese), spalmate sull’arco di un anno, quale ci vorrebbe un segretario ognuno di noi per starci dietro.

    – Meno burocrazia

    – Motivare L’imprenditore a fare impresa e non farlo scappare all’estero o chiudere, perché in Italia non ce la fa..

    – Il dipendente, se produce e si impegna bene, altrimenti va licenziato. Di sicuro l’imprenditore non lo caccia a casa se è bravo.. (e qui purtroppo c’entrano i sindacati e chi li difende)

    – Eliminare le tasse sopra ad altre tasse. Esempio banale: mega sopratasse bollo per auto di grossa cilindrata, barche, aerei e quant’altro.. tali mezzi sono già tassati con l’IVA l momento d’acquisto… Perché tassare ancora.?? Poi lo stato che mette l tassa sulla pensione, che è lo stesso stato che eroga i soldi…. Questa non l’ho capita proprio…

    Poi ci sarebbe da parlare una giornata su tutto quello che non funziona

  6. Risposta di Massimo Colomban a tutti i simpatizzanti dei 5S che sono scettici o che mi hanno risposto increduli in merito alla mia intervista del 15 febbraio al Corriere (qualcuno offendendo senza argomentazioni, in FB o Twitter).

    Mi spiace che diate una interpretazione così di parte alla verità che ho vissuto e che forse fa male sentir raccontare.
    Ho speso 5 anni del mio tempo e soldi ad illustrare ed a condividere con i vertici del Movimento le misure per una Rinascita Economica dell’Italia che langue purtroppo da due decenni;
    Dal 2000 ad oggi siamo cresciuti dello 0,15%, fra gli ultimi in EU e nel mondo e, negli ultimi 10 anni, la capacità di spesa degli italiani e scesa, siamo cioè diventati più poveri del 20% ca ….GRAVE, PAZZESCO ed insostenibile per tutti i cittadini.

    L’unica via di uscita da questa miseria, è far RIPARTIRE l’ECONOMIA: questa è la prima azione necessaria per ridare speranze ai giovani, occupazione vera, produttiva e quindi maggior reddito a tutti i cittadini. l’Economia cresce e riparte se cresce il PIL! che è il risultato di Più Imprese, più Lavoratori, Più prodotti soprattutto da esportare;
    Lo SVILUPPO (naturalmente SOSTENIBILI, ECO-COMPATIBILE…ho fondato il Kyoto Club e questi valori sono profondi in me) è l’UNICA VIA per tutti voi, cittadini, lavoratori: Lo Sviluppo è il Vostro vero reddito di cittadinanza, non le sovvenzioni o elargizioni caritatevoli per migliorare il Vostro Reddito e qualità della vita, il Vostro benessere vero non utopico o demagogico!

    Con Gianroberto Casaleggio, con David Borrelli e molti del Vostro vertice negli anni passati avevamo condiviso tutto questo; Purtroppo alla stesura del programma Economico, questi VALORI e FONDAMENTALI PRINCIPI, ai quali io avevo lavorato con moltissime associazioni e moltissimi colleghi (sono la loro voce e rappresentanza VEDI: http://www.ReteSI.org) sono stati abbandonati e messi in ultima fila;

    Avevo chiesto che questi principi economici fossero almeno messi in discussione sulla Vostra Rete, che foste Voi a votarli ed a valutarli, ma così purtroppo non è stato (alla faccia della democrazia). Non mi è quindi rimasta altra via che andarmene informando, attraverso l’intervista al Corriere, le Associazioni, Imprenditori e Lavoratori della ReteSI.org del perché me ne andavo, del perché, dopo anni spesi con enorme nostro lavoro, tempo e risorse, io almeno abbandonavo TUTTE LE SPERANZE NEL MOVIMENTO, così come oggi è impostato e guidato.

    Spiace ad alcuni di Voi ed anche a me: la realtà che ho vissuto e toccato con mano in questi 5 lunghi anni è molto diversa da come viene fatta apparire; Spero di sbagliarmi e che, chi guida, agisce e crede nei 5S riesca veramente a far RINASCERE L’ECONOMIA, le Imprese, il Lavoro, le Opportunità ed un miglior reddito per tutti i cittadini italiani: ve lo auguro, ce lo auguriamo, di tutto cuore.

  7. PRODUTTIVITÀ: CAMBIARE PER PROSPERARE IN ITALIA

    Fanno molto bene Salvini , Meloni e gli altri a non andare a colloquio in televisione con Renzi. Non è certo “paura” nei confronti dell’im………. piuttosto è la negazione di una legittimazione. Se lo incontrassero , riconoscerebbero a Renzi quello che non è, cioè un soggetto politico. Renzi , lo si tenga sempre bene a mente, è un nulla, un imbroglio pronto a qualsivoglia nefandezza per esistere. Ha rubato tutto: contributi agli italiani, governo e segreteria (i voti degli extracomunitari erano, sembra, alle primarie da lui stati pagati due euro a capoccia???). pensano di potere infinocchiare ancora una volta gli italiani mantenendo, dopo il voto del 4 marzo prossimo, Gentiloni mai eletto, e gli italiani prenderanno i forconi e diventeranno violenti di fronte a cotanta ingiustizia? Non solo cioè i governi mai eletti sinistri hanno riempito di delinquenti balordi, mostri criminali immigrati le città d’Italia regalando loro i soldi degli italiani per vitto e alloggio oltre ad una pioggia di sussidi assistenziali totalmente fuori controllo, ma hanno economicamente rovinato – e tuttora danneggiano – il Paese. È ormai svelato il colpo di Stato di …….. che , con Merkel e Sarkozy tramite Deutsche Bank , è riuscito a cacciare Berlusconi dal governo eletto nel 2011 e imposto agli italiani tutti ben quattro governi mai eletti Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni. Con questi governi mai eletti………………………. con De Benedetti e Prodi hanno letteralmente disastrato il nostro Paese. Hanno, tra l’altro, neganto l’evidenza. Basta guardare la “bidella”………… che , esattamente come altri ministri /fantocci non eletti, oggi su un video che circola su internet, l’ennesimo, racconta di andarsene in caso di sconfitta sinistra al referendum (platealmente perso) e oggi lo nega con la faccia di bronzo che si ritrova, mentre nel frattempo, con il governo dimissionato , ancora assegna posti pubblici ,retribuiti cioè da tutti noi, al nipote di Pr……, che guarda caso ha detto di stare con Renzi. Allora, riassumiamo, guardando ai soldi, che rappresentano e sono sempre la pista per eccellenza. Berlusconi mantiene i suoi; Governanti con Consip e tramite le cooperative e le Onlus facendoci invadere di delinquenti per arraffare i nostri soldi pubblici. L’Italia così , oggi, muore di assistenzialismo improduttivo per riempire le tasche di Politicanti e compagni sinistri. I 5 stelle, trattandosi di ex disoccupati poveracci, si attaccano allo stipendio parlamentare che è per loro come una vincita alla lotteria, e che col cavolo che restituiscono come promesso . C’è in realtà bisogno in Italia di una corposa riforma dello Stato e del suo funzionamento, finito nelle mani lerce di lestofanti e di imbroglioni, di beceri al potere rubato agli italiani (hanno messo nelle liste elettorali i più improduttivi eliminando i candidati che hanno fatto qualcosa). Il perno intorno cui deve attuarsi la riforma dell’Italia sono i soldi pubblici. Oggi, non solo non esiste rendicontazione o controllo alcuno, nè alcuna trasparenza – e non bastano nè basterebbero – ma neanche esiste la possibilità tecnica di “reazione”, atta a reagire contro la mala gestione, lo spreco, il trafugamento ed il depredamento in atto. Bisogna trasformare lo Stato italiano da pubblico a privato. Così come gli stipendi pubblici. Il pubblico deve essere trasformato e convertito in privato produttivo . Bisogna ammettere e mettere al centro solo ció che è produttivo, l’attività produttiva, quella che produce qualcosa, da commerciare nel mercato vero , non in questo interno italiano pubblico viziato. Vanno convertiti gli impieghi pubblici, cioè tutto ciò che è stipendiato da noi tutti, in impieghi produttivi. I ministeri ad esempio devono diventare imprese produttive di qualcosa. I posti pubblici si devono auto stipendiare, deve essere reso impossibile il ricorso ai soldi pubblici, che vanno destinati, differentemente, agli investimenti in infrastrutture atte a dare lavoro oggi e a mettere le condizioni della produttività di domani. I soldi pubblici italiani devono essere impiegati alla conversione /trasferimento, necessario ed impellente, della cosa pubblica in attività produttiva.
    >>> Ci si arriverà, ci arriveremo. È solo questione di tempo. Si tratta oggi solo di decidere, in questo momento , se vorremo arrivare lì dove necessariamente dobbiamo arrivare pacificamente e con un programma e progetto politici credibili e di lunga visione , o ex abructo ovvero in un perenne violento scontro interno e, soprattutto, senza più soldi.

  8. Benedetto Croce scrisse che “non possiamo non dirci cristiani”. Sicuramente non si riferiva solo agli italiani, ma a tutte le genti di cultura occidentale, cioè quella cultura discendente della Grecia classica e dell’impero romano.
    Recentemente ho letto il libro “I DOVERI DELL’UOMO” scritto da Giuseppe Mazzini nel 1853: Dio, Patria, famiglia, doveri, diritti e proprietà privata. Parafrasando Croce, mi chiedo se possiamo, noi italiani, non dirci marxisti.
    Dico questo perché guardando la società che mi circonda non vedo una grande presenza dei principi e concetti mazziniani. Vedo una società poco liberale, poco rispettosa della persona, poco responsabile, poco rispettosa delle regole, poco coerente, poco soggetta all’autorità e al senso dello Stato, poco colta, molto libertaria e anarchica, molto assolutista, molto faziosa e asservita all’ideologia, molto opportunista ed egoista, molto prepotente e mafiosa, molto ipocrita, molto conservatrice.
    Penso alla desolante diffusione della mentalità mafiosa, purtroppo anche al Nord: prepotenza, furbizia, paura, esasperato individualismo e familismo, legge della giungla.
    Penso alla rappresentanza politica degli anni ’50-’80 estranea ai concetti di Stato e di Repubblica liberale: 40% DC (dentro c’era di tutto, ma soprattutto Vaticano, cattolicesimo, affari e sindacalismo marxista), 30% PCI (Russia, Cina, marxismo, leninismo, stalinismo, maoismo, sindacalismo), 10% MSI (neofascismo, assolutismo), 10% PSI (massimalismo, sindacalismo, affari), extraparlamentari (marxisti, leninisti, maoisti, sindacalisti, anarchici, violenti e assassini di vario genere). Forse possiamo calcolare un 10% di italiani con il senso dello Stato, del vivere civile, della libertà individuale, della proprietà privata (intesa come strumento di ordine sociale).
    Adesso la rappresentanza politica è anche peggiorata, perché alle vecchie tare si è aggiunta la confusione: non c’è più traccia di riferimenti a idee e principi. Forse gli unici che danno una parvenza di idealità sono quelli di Liberi e Uguali: libertà (in senso libertario e anarchico), uguaglianza (in senso marxista, leninista e illiberale).
    L’intervista a Massimo Colomban mi è giunta assai utile ed illuminante sulla natura del Movimento 5 Stelle: avevo il sospetto di una forte presenza e spinta marxista e statalista, adesso ne ho la conferma.
    Purtroppo sono ancora qui che mi domando chi votare il 4 Marzo: escludo tutti i marxisti, escludo chi ha baciato pubblicamente la mano a Gheddafi (Capo di Stato straniero, dittatore, marxista), escludo chi vuole ripristinare l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, escludo chi non si occupa e preoccupa del debito pubblico nazionale (€ 2.256.100.000.000, 31.12.2017, Banca d’Italia).
    Per inciso, personalmente l’art. 18 lo abolirei completamente e per quanto riguarda lo Statuto dei lavoratori, e l’uso che ne viene fatto, lo chiamerei con il suo vero nome: Statuto dei lazzaroni e dei disonesti. Ma come diceva Lenin, “impadronisciti delle parole e ti impadronirai del potere”.
    Ma credo che, purtroppo, ci sia di peggio. Ho appena finito di rileggere la Storia d’Italia di Montanelli e devo dire che, in prospettiva, questi italiani sono chiaramente figli della loro storia. E per quanto concerne il futuro, dubito che potranno cambiare di molto.
    L’ultima annotazione la dedico al senso della coesione e della fratellanza nazionale: quel poco di unità che la Prima Guerra Mondiale (a caro prezzo) aveva fornito al popolo italiano, la Seconda Guerra Mondiale lo ha completamente eliminato.

  9. Massimo Colomban precisa che, ne lui direttamente ne tantomeno le Associazioni ConfAPRI e/o ReteSI.org, Associazioni senza scopo di lucro, non hanno MAI e poi MAI intrattenuto o favorito affari o business con NESSUNA AZIENDA ASSOCIATA, ne tantomeno con AZIENDE o con l’on. David Borelli ne con nessun altro soggetto!
    David Borrelli, così come molti esponenti del Mov5S ed altri parlamentari di altri partiti, hanno interloquito ed analizzato le proposte dell’Associazione ConfAPRI/ReteSI.org solo ed unicamente per supportare l’ECONOMIA ITALIANA e quindi le imprese e lavoratori che vi operano, al fine di favorire una rinascita dell’Economia e un incremento del reddito di tutti i cittadini italiani

    Massimo Colomban ha incaricato i propri legali ad agire, secondo termini di legge, nei confronti di persone o società che hanno diffuso o DIFFONDERANNO FALSE NOTIZIE, DIFFAMAZIONI e/o nefandezze che stanno uscendo sulla stampa, televisioni, web e media; è curioso sottolinea, che venga attaccato dalla stampa e media, proprio contemporaneamente alla pubblicazione di una intervista del Corriere relativa all’esperienza come assessore.

  10. BRAVO COLOMBAN, finalmente capiamo perchè era andato a Roma e perchè dopo un’anno se ne è scappato via

    L’ex assessore alle Partecipate di Roma: «Vi racconto i 5 Stelle>>
    di Stefano Lorenzetto 14 febbraio 2018 da Il Corriere.it
    Non è certo il tipo da buttarsi giù, per così poco, da una delle 400 finestre di Castelbrando, l’antico maniero che ha trasformato in hotel di lusso a Cison di Valmarino (Treviso). Però Massimo Colomban, 68 anni, fino allo scorso ottobre assessore alle Partecipate del Comune di Roma, sprizza delusione da tutti i pori, seppure tamponata con velluti veneti: «Beppe Grillo mi presentava così: “Ecco il nostro superministro dell’Economia”. Mi pregò di aiutare il sindaco Virginia Raggi, con l’intesa che poi avrei scritto il programma di riforme per l’Italia. Diceva di volerlo mettere ai voti sulla piattaforma Rousseau. Invece… Non sono riuscito a cambiare né lui né il Movimento 5 Stelle».

    Da qualche giorno la delusione di Colomban ha raggiunto il diapason: «Parlamentari che non versavano i rimborsi sulle loro indennità; miserabili vicende di scontrini e di pasti; David Borrelli, un amico, numero 3 del M5S, che a Strasburgo si dimette dal gruppo adducendo motivi di salute… Sembra di leggere le cronache di un partito qualunque. Che tristezza». Di imprese difficili il fondatore e presidente onorario della Permasteelisa, multinazionale delle costruzioni, ne ha compiute parecchie e tutti gli riconoscono una notevole abilità nel dare forma ai sogni dei visionari, come ha fatto con le archistar Frank Gehry, Norman Foster e Richard Rogers: sono made in Treviso la Freedom Tower e altre due delle cinque torri sorte attorno al cratere di Ground Zero, le vele della Sydney opera house in Australia, le sedi del Parlamento europeo a Strasburgo e Bruxelles e quella della Apple a Cupertino, a forma di astronave, una commessa da circa 400 milioni di dollari. Ma in politica il sarto dei grattacieli ha dovuto deporre ago e filo: «Più facile vestire gli edifici con vetro e metallo – facciate continue, si chiamano – che togliere la camicia rossa ai grillini». Colomban pensava di applicare la sua teoria: «Fino ai 30 anni s’impara, fino ai 60 si fa, fino ai 90 s’insegna». Voleva lasciare in eredità al M5S un patrimonio di esperienza, come quando regalò il 40 per cento di Permasteelisa agli 83 manager più meritevoli (il resto delle azioni, in parte proprie, era quotato alle Borse di Milano e Singapore). «Mia moglie Ivana, a distanza di 20 anni, ancora mi rimbrotta: “Sei stato troppo generoso”. Ma non si è mai troppo generosi».

    Come ha conosciuto Beppe Grillo?
    «Attraverso Gianroberto Casaleggio. Poco prima delle elezioni politiche del 2013 mi telefonò, raccontandomi della nonna nata a Oderzo. Era rimasto impressionato dal programma del mio movimento Rete SI, acronimo di Salviamo l’Italia. “Voglio adottarlo”, mi disse. Venne a trovarmi con Grillo al Bhr hotel di Treviso. Portò il figlio Davide, che ascoltava senza intervenire. In seguito anche Luigi Di Maio è salito a Castelbrando per chiedermi suggerimenti».

    Che impressione le fece Grillo?
    «Un istrione e un sognatore. Di economia capisce poco. Adatta il socialismo reale al terzo millennio. Tende a mandare in vacca gli argomenti. Se affronti una questione seria, svia il discorso, prende tempo».

    Ma se ne andrà dal M5S o resterà?
    «Il 95 per cento delle decisioni le prende lui. Nessuno ha il coraggio di contraddirlo. Chi lo fa, viene messo in disparte».

    Che tipo di Italia si prefigura Grillo?
    «Ha presente la Città del Sole immaginata da Tommaso Campanella? Utopia pura. Mi toccava riportarlo con i piedi per terra. Beppe, questo lo faranno i nostri nipoti, lo raffreddavo. Per lui le auto devono essere tutte elettriche e in grado, marciando, di produrre un surplus di energia che illumini le città».

    L’elettricità si ricava dagli idrocarburi.
    «“Tu ami suv e gru”, mi prendeva in giro. Io gli rispondevo che la Silicon Valley è avveniristica perché prima i vari Steve Jobs hanno fatto i soldi con cui costruirla. Il fatto è che Grillo disegna un modello di società che non deve creare ricchezza. E pretende che a guidarlo sia solo lo Stato, con la Cassa depositi e prestiti a finanziare le imprese».

    Un vecchio comunista.
    «L’ha detto lei».

    Suona come una conferma.
    «È un fatto che Casaleggio, alla fine di un raduno al Circo Massimo, invitò i presenti a intonare Bandiera rossa e fui costretto a dissociarmi. Beppe mi dà del nazileghista. Durante le nostre colazioni all’hotel Forum di Roma gli ho affibbiato vari soprannomi: Raúl, come il fratello di Fidel Castro, Chávez, Maduro. Vuoi ridurmi l’Italia come il Venezuela, lo rimproveravo. Una cosa è sicura: se arriva al governo, lo sviluppo si ferma. Grillo pensa che sia un pericolo».

    Per questo lei se n’è andato?
    «Ho esaurito la pazienza. Pretendeva di convertirmi alla sua filosofia. O a quella del sociologo Domenico De Masi, che per il 2025 prevede un saldo negativo di 9 milioni fra i posti di lavoro creati e quelli distrutti dai robot. Una tesi per giustificare il reddito di cittadinanza. E io a dirgli: Beppe, ma chi paga? Non lo spiega. Però si capisce benissimo dove andrà a parare».

    Dove?
    «Tassa sui patrimoni. Tassa sulle eredità. Tassa sulle rendite speculative».

    È come Robin Hood. Toglie ai ricchi per dare ai poveri.
    «Raffronto improprio. Togliere alle imprese per dare a chi non fa neppure la fatica di cercarsi un lavoro, è una follia».

    A quanto ammonta il deficit di Roma?
    «A circa 15 miliardi di euro. Ogni anno le partecipate lo aggravano di 500 milioni, una perdita generata per il 90 per cento dall’Atac. Mi sono ritrovato a gestire 13 sigle sindacali e autisti pagati per sei ore al giorno che prestavano servizio per quattro».

    Il suo rapporto con Virginia Raggi?
    «Di rispetto reciproco. Forse, per la mia età e per i miei trascorsi, mi vedeva come un controllore».

    Ha dato buoni consigli al sindaco?
    «Non me li ha mai chiesti. Non si lascia guidare da nessuno. È una stakanovista ambiziosissima».

    La voterebbe?
    «Vivo a Conegliano, dove c’è già un bravo sindaco, Flavio Chies, un umile ingegnere che ascolta tutti e poi fa sintesi delle idee migliori».

    Le ripeto la domanda: la voterebbe?
    «No».

    È dura per un veneto governare la Capitale?
    «Il primo giorno arrivai in Campidoglio alle 8. Gli uscieri erano ancora senza giacca e senza cravatta. Il mio dipartimento funzionava come un’azienda, orario continuato fino alle 20. Unico svago: i 40 minuti di corsa alle 6 del mattino, tra Fori imperiali e Colosseo, con il mio braccio destro Paolo Simioni, che oggi è amministratore delegato dell’Atac».

    Un marziano a Roma. L’episodio più surreale?
    «In via della Madonna dei Monti, dove abitavo, mi ero stufato di vedere cicche per strada e auto parcheggiate sulle strisce pedonali. Con il permesso del sindaco, convocai Diego Porta, il comandante dei vigili urbani. Gli dissi: lo sa che a Conegliano chi getta a terra una sigaretta paga 300 euro di multa? Strabuzzò gli occhi: “Dotto’, qui nun se po fa’!”. Allora mandi almeno gli agenti a controllare se bar e ristoranti pagano il plateatico per i tavolini all’aperto, insistetti. Con Grillo alla fine avevo individuato un generale a riposo che ristabilisse legge e ordine, come fece Rudolph Giuliani a New York. “Ma voi siete matti!”, insorse Virginia Raggi».

    Ha fatto molte nomine?
    «Non io: la sindaca. Ogni tanto si degnava di sottopormele, spesso dopo aver già individuato i candidati. Alcuni di dubbia professionalità».

    Ma è riuscito a combinare qualcosa di buono?
    «Grazie alla legge Madia, ho deliberato la chiusura di 20 delle 31 aziende partecipate, senza licenziare nessuno. In Permasteelisa avevo 42 società in quattro continenti e una sola regola: the best is the standard, la migliore è il modello. Ho ordinato una comparazione fra le città metropolitane. Milano ha gli stessi abitanti dell’area di Roma e vanta una produttività dal 15 al 30 per cento superiore alla Capitale. Se non si riparte da qui, è tempo sprecato».

    Chi comanda nella Città Eterna? Il sindaco? Il Papa? Francesco Gaetano Caltagirone?
    «La burocrazia. Più del sindaco, più dei ministri. Il Papa non fa sentire il suo peso, al contrario dell’editore Caltagirone, che tiene un profilo basso però mette sul piatto della bilancia Il Messaggero e il suo 5 per cento in Acea, la società multiservizi che eroga acqua, luce e gas».

    Luigi Di Maio sarebbe un buon premier?
    «È uno dei migliori. Ma è circondato da troppi pasdaran. Ha le idee giuste. Bisogna vedere se Grillo gli consentirà di applicarle all’economia».

    Pare che in Veneto le urne gli daranno poche soddisfazioni.
    «Siamo gente pragmatica. Qui ogni famiglia è un’azienda».

    Lei lo voterà?
    «Sono un liberal-sociale. Dobbiamo produrre più di quello che consumiamo. Non credo nei sogni social-comunisti».

    • certo che il Ministro Calenda, l’unico con le palle, ha definito la Sindaca “INCONPETENTE ed ARROGANTE” ben molto più eplicitamente del Colomban… c’è quindi qualcosa di presuntuoso, quasi sempre, nel comportamento dei cinque stelle

      “Tavolo per Roma, Calenda: “Chiuderlo sola strada contro sprechi, Raggi mix di incompetenza e arroganza”

    • FINALMENTE ABBIAMO COMINCIATO A CAPIRE IL M5S e le due-tre persone che lo gestiscono, altro che democrazia diretta, LA DITTATURA DI UN GIULLARE & di un giovane torines

  11. FURTI DI CRIPTOVALUTE DI CIRCA 200 MILIONI DI EURO
    ***Bitgrail è una piattaforma italiana di scambio di criptovalute con sede a Firenze. Il nove febbraio Bitgrail ha pubblicato sul suo sito un comunicato nel quale rendeva noto ai clienti che da controlli di verifica interna di congruità delle operazioni di prelievo sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di 17 milioni di Nano (XRB). Nano è una delle tante criptovalute (come Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Dogecoin etc) e alla quotazione attuale il l’ammanco equivale a oltre 159 milioni di dollari. Ma secondo la valutazione al momento del furto il controvalore del capitale sottratto a Bitgrail ammontava a 195-200 milioni di dollari (all’epoca dell’annuncio Nano era quotata a 11,90 dollari)****

  12. L’ITALIA NEGLI ULTIMI 18 ANNI, DAL 2000, E’ REGREDITA (in termini di capacità di reddito e spesa dei cittadini) DEL 31% MA NESSUNO VE LO DICE, ed anche i media, come qui sotto, Vi fanno disinformazione: trasformano le sconfitte in vittorie e… il popolo le beve?

    Mi spiego: dal 2000 al 2017 l’italia è cresciuta dello 0,15% all’anno (dati CGIA); per essere alla pari, e cioè per lasciare ai cittadini zero crescita, o gli stessi redditi, l’Economia deve crescere di almeno il 2% (dato FMI); ciò significa che in questi diciotto anni l’economia e quindi i redditi dei cittadini italiani sono diminuiti dell’ 1,85% all’anno e cioè in 17 anni del 31,45% in meno!
    Questa diminuzione di capacità di reddito i cittadini lo capiscono bene, magari non se lo spiegano poichè nessuno glielo spiega veramente, ma i 15 milioni di poveri (il 25% della popolazione) ne sono la prova più tangibile!

    Questo che oggi leggiamo dal web, raccontano una vittoria che invece è sconfitta; PER CRESCERE, E PER RECUPERARE IL REDDITO E TEMPO PERDUTO, L’ECONOMIA DEVE CRESCERE DI ALMENO IL 2% ALL’ANNO, MEGLIO SE DEL 3-5%
    QUESTO E’ BENE CHE TUTTI I CITTADINI ITALIANI LO SAPPIANO, promuovino i partiti che per prima cosa mettano la crescita dell’economia e la diminuzione delle tasse, e così pensino e promuovino un miglior reddito per tutti i cittadini
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    Il Pil del 2017 è salito dell’1,4%, top da sette anni

    La prima stima dell’Istat, bisognerà attendere marzo per il dato valido ai fini della politica economica. L’economia italiana resta comunque 5,7 punti percentuali sotto il picco del 2008. Nel 2018 ereditata una crescita acquisita dello 0,5% “”””

  13. LE BANCHE SOTTRAGGONO ALL’ECONOMIA REALE ITALIANA GLI UTILI CHE PRODUCONO A FAVORE DEI CAPITALI STRANIERI

    Il futuro del sistema bancario deve essere l’oggetto dell’interesse di tutti noi. Gli italiani cioè devono sapere con quali forme di credito avranno a che fare i loro figli, tema di cui le organizzazioni di categoria non si occupano, oltre alla totale inutilità e perniciosità della recente commissione di inchiesta, o meglio di insabbiamento sulle banche, che non ha speso una parola su questo come su tutto il resto.
    Il problema e l’interrogativo da porsi è: ma le banche, tutte le banche pagano le tasse in Italia? Chi controlla? Qualcuno controlla? Alcune , molte, ad esempio, fanno utili all’estero e rispettano o li fanno eludendo le norme tributarie italiane? Quando le banche vanno all’estero, vogliamo controllare o no se sottraggono all’economia reale italiana gli utili che producono a favore dei capitali stranieri? Nessuno ne parla, questo non viene mai detto. La politica non lo sa, non se ne occupa, fa danni nell’ignoranza e incompetenza in cui sguazza. E gli italiani sono così sommamente danneggiati. Gli utili vanno all’estero e sono sottratti all’Italia, a noi tutti, alle nostre casse. Prima di continuare a “spremere” con la tassazione folle che c’è in Italia e che deve essere al contrario abbattuta drasticamente, detassando il Paese tutto, si faccia funzionare quello che c’è e che non paga il dovuto, si guardi agli utili dei colossi delle banche italiane, che, come si vedrà sono molto poco italiane, si chieda e riscuota il dovuto

  14. GIUSTO1, è POCO! agiscono in GRUPPO, come le IENE, ma le iene lo fanno per sopravvivere, per fame, questi nigeriani lo fanno per divertirsi
    SQUARTANO LE NOSTRE DONNE E NOI LI ACCOGLIAMO E MANTENIAMO:PAZZESCO, PAZZESCO!!!

    “C’è un quarto nigeriano indagato per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Lo si è appreso stamani quando il legale del nuovo indagato, l’avvocato Paolo Cognini, ha presenziato ai nuovi accertamenti tecnici irripetibili nella casa del delitto, in via Spalato. Il nuovo sopralluogo dei carabinieri del Ris è iniziato poco prima di mezzogiorno.

    L’inchiesta resta dunque “apertissima”, come ha ribadito ieri il procuratore Giovanni Giorgio, che ieri in un comunicato ha “precisato meglio” il senso delle parole con cui aveva accolto i giornalisti dopo una notte di interrogatori nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Macerata.”

  15. GLI ANTIFASCISTI, ed i Radical Comunisti, SONO I VERI FASCISTI

    scontri al corteo antifascista
    Piacenza, carabiniere picchiato dai manifestanti: oggi la visita di Minniti
    Il militare, pestato a terra dagli “antagonisti” durante il corteo antirazzista, ha riportato la frattura della spalla: oggi la visita del ministro Minniti

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