Si Salviamo l'Italia

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  1. LA NUOVA EUROPA DELLA CONVERGENZA E CONVENIENZA

    Macron festeggia il governo Merkel, Merkel festeggia Macron. L’Europa che verrà è da un’altra parte. Il popolo italiano ha dato , alle ultime votazioni, manifesta fiducia e consenso a chi ritiene l’asse franco/tedesco dell’Europa tedesca giunto al capolinea. “Francia e Germania lavoreranno insieme nelle prossime settimane per portare avanti il progetto europeo”ha dichiarato Macron dopo avere aspettato a lungo per riuscire a festeggiare l’accordo di coalizione tedesca. Perché Macron e Merkel dovrebbero decidere, sole, dell’Unione europea? Macron e Merkel si basano, o meglio intenderebbero basarsi sul documento redatto dai quattordici accademici e studiosi francesi e tedeschi che hanno messo nero su bianco : pulizia dei bilanci delle banche dai crediti deteriorati, tetto alla quantità di titoli di Stato sovrani in pancia alle banche, meccanismi automatici di ristrutturazione del debito, introduzione degli Esbies, una sorta di pacchetti mix di obbligazioni dei singoli Stati, rottamazione del parametro del deficit in favore di misure restrittive sul debito pubblico. Contro la decisione in solitaria di Francia e Germania, è subito arrivato un documento firmato dai ministeri delle finanze di Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia con cui esprimono “ la nostra visione comune nell’ambito della discussione sulla struttura dell’Unione monetaria”. Intanto, già dall’inizio, questi Paesi danno un deciso altolà alle velleità solitarie di Francia e Germania. “Il futuro dell’Unione riguarda tutti e perciò dovrebbe essere deciso da tutti. Le nuove iniziative di riforma dovrebbero essere aperte, su base volontaria, anche ai Paesi non appartenenti all’Eurozona”. Danimarca e Svezia non hanno l’euro. I Paesi scrivono di non volere rivedere il Trattato di Maastricht nè il Fiscal Compact , vogliono riforme strutturali ed il rispetto del patto di stabilità e di crescita e solo in un secondo momento la creazione di riserve di bilancio che permettano azioni di politica fiscale a livello nazionale. Essi propongono la trasformazione del Meccanismo europeo di stabilità in un fondo monetario europeo nel quale gli aiuti finanziari siano accessibili in cambio di riforme strutturali , oltre la necessità di rafforzare il quadro per la ristrutturazione ordinata del debito sovrano nel caso raggiunga un livello insostenibile. In pratica vogliono rigore di bilancio a tutti i costi ma anche riforme e crescita. Il documento è decisamente ambiguo ma dà l’idea chiara di quale idea si siano fatti : i Paesi del nord dell’Europa ritengono l’Europa una pentola d’oro per loro da cui attingere travasando le ricchezze nostre , dai paesi democratici , a loro ex Paesi poveri , molti ex dell’Urrss. La volontà dei Paesi del nord è di portare acqua al proprio mulino. Non è un caso che l’Olanda abbia già comunicato di non intendere farsi carico di maggiori contributi opponendosi con forza ad ogni decisione europea in tal senso a fronte della richiesta di Bruxelles di sopperire tutti al venir meno dei contributi versati dal Regno Unito post Brexit, pari a 9 miliardi di euro. Mentre in Italia c’è ancora chi dice che bisogna tassare per non si s a come crescere, mentre Francia e Germania, accortisi dei disequilibri che si profilano, cercano di mettere le mani avanti ed ergersi a capo ed alla direzione d’Europa , i Paesi del Nord puntano la cassa. È dall’Italia che deve partire la proposta di ricontrattazione dell’Unione e di rimodulazione dell’euro a proprio vantaggio. La soluzione migliore è allo stato riprendere quella comunicata da Valery Giscard d’ Estaing che suggerisce di tornare ad un nucleo originario di sei/ sette Paesi originari con cui mettersi a tavolino e riscrivere regole di massima non ostruttive nè rigoriste ma convenienti per i sei/sette cui rivolgersi, lasciando gli altri Stati membri in un anello europeo concentrico ruotante intorno al “pianeta”. La contrattazione della nuova Europa deve avvenire sotto il duplice segno della convergenza dei sei/sette e della propria convenienza. Ciascuno Stato dei sei/sette con la propria politica economica autonoma. Convergenza e convenienza.

    • CREDO CHE NOI TUTTI CITTADINI ITALIANI, che paghiamo sulla ns. pelle i disastri di una classe politica incapace e… qualcuno la chiama assassina, visto che molti si suicidano proprio per causa della CRISI INFINITA che questi INCAPACI GOVERNANTI ci hanno propinato da almeno 10 anni; io SPERO CHE I NUOVI GOVERNANTI SI SVEGLINO ED AFFRONTINO QUESTA SPOGLIAZIONE FRANCO-TEDESCA DELL’ITALIA, LO SPERO VERAMENTE

  2. IMPARZIALITA’-INGIUSTIZIA: IL GIUDICE-POLITICO COME GIUDICHERA’ DOPO ESSERE STATO TROMBATO IN POLITICA?

    Ma i giudici che hanno fatto per anni politica , guarda caso, tutti o quasi tra le fila dei comunisti, cioè nel Pd ex Pci, e che adesso tornano obtorto collo, cioè perché non li ha eletti nessuno, a fare i giudici, come si pensa che “giudicheranno”? Vorrei segnalare che in Italia ci sono addirittura, nelle scuole pubbliche, insegnanti che bocciano e rendono la vita molto difficile ai figli di quelli che considerano di altri credo politico od altro, figuriamoci cosa può fare un giudice che è stato per trent’anni – ma sono sufficienti anche pochi mesi – un politico di una sponda, ritrovandosi tra le mani, sotto il proprio pesante potere coercitivo sanzionatorio giudiziario, un soggetto appartenente ad un’altra od altre sponde politiche od altro. Il fatto di essere stato politico di un tale schieramento o di altro preclude di per sé al giudice la qualità necessaria della imparzialità, e della giustizia. Ecco perché il giudice non deve entrare in politica né in nessun caso può ritornare a fare il giudice dopo avere fatto il politico. Le porte girevoli dei giudici- politici vanno serrate, chiuse, abolite, eliminate con legge in Italia. Si assiste adesso, ad urne chiuse, alla corsa delle ex onorevoli toghe rigettate dal Parlamento dagli italiani , a caccia di un nuovo, ennesimo posto – pubblico -, ca va sans dire. Il folto gruppo dei magistrati fiondatisi in politica oggi appiedati alle elezioni, è già pronto a rientrare in servizio. C’è chi, tra loro, si è messo in “aspettativa” persino da trenta anni. Il denominatore che li unisce è dato dal fatto che ognuno di essi non ha voglia di tornare a lavorare per la “giustizia”, che con l’immenso arretrato li disincentiva alquanto. Toccherebbe lavorare. Tra i giudici che per scelta personale o per decisione di partito non saranno più in Parlamento ci sono Anna Finocchiaro e Donatella Feranti del Pd, Doris Lo Moro e Felice Casson di Liberi e uguali, già peraltro in veloce dissoluzione dopo la sonora stroncatura elettorale. C’è Stefano Dambruoso di Sciolta civica di montiana memoria, fuori ruolo dalla magistratura da oltre ben tredici anni. Un niente tuttavia in confronto ai trenta anni fuori delle aule di giustizia di Anna Finocchiario la quale recentemente ha comunicato di non essersi mai dimessa perché “non ho mai pensato che la politica fosse il mio mestiere”. All’Ikea ne sanno qualcosa. C’è Vania Contrafatto sempre in quota Pd in Sicilia con Crocetta cui il Csm ha confermato il fuori ruolo ma er essere impiegata a Roma presso il Dipartimento organizzazione giudiziaria. E’ noto, tutti i siciliani ambiscono ad essere nella Capitale. C’è Donatella Ferranti, si diceva, già presidente della commissione giustizia alla Camera che rientra direttamente in Cassazione. Ciò dopo quasi diciannove anni fuori ruolo di cui ben dieci in Parlamento indovinate con chi? Con il Pd. Ferranti ha dato del cornuto all’asino quando ha sollevato la questione di Michele Emiliano, altro giudice comunista fuori ruolo, denunciando il fatto che il Csm avesse improvvisamente scoperto che fosse in aspettativa da ben tredici anni e fosse segretario regionale Pd con tessera dal 2007. “Emiliano scelga:o la toga o il partito” ha tuonato forse pensando un po’ anche a se stessa. Da quel momento Emiliano non ha rinunciato né alla magistratura né alla politica. Come Ferranti d’altra parte. Doris Lo Moro ci ha comunicato invece di volersi rituffare in magistratura. Dopo avere lasciato il Pd nelle cui liste era stata eletta senatrice, era passata a Liberi e uguali per essere, con il suo comunista segretario politico Piero Grasso, finire a calci e schede degli italiani fuori da tutto. Donatella Ferranti e Anna Finocchiaro sono le levatrici del referendum costituzionale cui gli italiani hanno avuto cura di dire espressamente no, sperando già allora di avere fatto piazza pulita. Cosa che ha dovuto poi essere replicata e reiterata alle ultime elezioni politiche. Lo Moro è uscita dal Pd per andare con Pierluigi Bersani , in aspettativa da mille anni pure lei, diciannove per la precisione, due volte sindaco della disastrata città calabra di Lamezia Terme, poi senatrice dopo un breve passaggio al Tribunale di Roma. Felice Casson del Pd poi nemmeno candidato con Liberi e uguali, come dagli ultimi ben tredici anni, è in aspettativa, dieci anni li ha trascorsi in Senato e, non pago, ci rimane, in aspettativa perché è consigliere comunale a casa, nella sua Venezia. Ovviamente l’aspettativa garantisce ai magistrati il cumulo degli stipendi. E’ sempre Pantalone, cioè gli italiani, noi tutti, a pagare. Chiaramente i giudici politici non vogliono tornare a fare i giudici. Ma se e quando, con calma e senza spingere, vi ritornino, con quale obiettività, imparzialità o giustizia giudicherebbero? Nessuna. Il nuovo governo Lega-5 stelle si ricordi di scrivere la legge sulla responsabilità dei giudici, e di interrompere questo orrido e dannoso vai e vieni sulla pelle ed in spregio a tutti gli italiani.

  3. VUOI VEDERE CHE ORA CHE HANNO TRIONFATO M5S E LEGA ANCHE I GIUDICI SI SVEGLIANO E METTONO IN GABBIA I DELINQUENTI FINANZIARI CHE HANNO SPOGLIATO GLI ITALIANI!!!!
    “”dal web: MILANO – Marco Morelli, attuale amministratore delegato del Monte dei Paschi e già cfo della banca ai tempi della reggenza di Mussari, ha testimoniato al processo di Milano a carico degli ex vertici per presunte irregolarità nelle operazioni finanziarie, in particolare i derivati Alexandria e Santorini.”””

  4. GOVERNA L’ITALIA CHI HA VINTO LE ELEZIONI (CARO PRESIDENTE)

    Siamo ainoi nelle peggiori mani possibili. Non solo gli italiani hanno chiaramente votato ma, guarda caso, la legge elettorale, come si era detto, fa rientrare e dà un seggio, in Parlamento, a tutti quelli sonoramente cacciati a calci nel sedere da noi tutti, ma adesso viene fuori anche che, con l’”aiutino” nemmeno tanto nascosto del presidente, ari-mandano per l’ennesima volta non eletti, specificamente cacciati, i comunisti al governo. Diciamo che siamo abituati da tempo alle porcherie dei politici e che bisognava impegnarsi, così come abbiamo ed hanno fatto magnificamente puntigliosamente gli italiani alle urne a non votare alcuni e scegliere ed eleggere altri, ma non solo la legge Rosatellum era contro la libera scelta degli italiani, cioè consentiva poi di fare riemergere gli escr….. non scelti, ma sono le istituzioni stesse, a cominciare dal presidente fino ai governi individuati, ad essere contro l’Italia e gli italiani. Gli italiani, lo si ripete qui alto e chiaro, hanno votato in maggioranza la coalizione di centrodestra ed il partito dei cinque stelle. Che adesso debba, anche solo per ipotesi, prendersi in considerazione la possibilità di un – altro – governo comunista Pd, è uno sfregio che si fa agli italiani, che reagiranno con rabbia e dispetto. Il presidente si dia pace. Già è stato miracolato alla presidenza, adesso stia buonino e guardi tacendo ed immobile allo svilupparsi della democrazia e delle regole democratiche. La nostra democrazia prevede ed impone, non ostacolata, che governi e rappresenti al governo gli italiani il vincitore delle elezioni, cioè, nel caso specifico italiano, oggi, il centrodestra con i cinque stelle. Li si lasci trovare l’accordo e la quadra. L’Italia ha bisogno di tornare a produrre, il centrodestra produce e vale ovviamente di più, “pesa” di più, di chi non produce alcunchè e “mira”, oltre che a sistemare se stesso, così come hanno fatto e stanno facendo i cinque stelle eletti, di chi non produce alcunchè. Si tenga presente che, anche per fare la cosiddetta redistribuzione tanto cara ai cinque stelle post comunisti, bisogna che le vacche siano grasse, se no non ci sarà niente da distribuire, tantomeno da redistribuire. Si lasci lavorare i vincitori delle elezioni. L’equilibrio, come è noto, c’è, esiste. E’, sempre latente, sotto la superficie. Non si scheggi lo specchio, non si rompa il vetro. Lo si lasci comporsi. Brillerà.

    • speriamo però che governino chi ha esperienza nel far ripartire l’economia, non mi sembra che nei 5 stelle ci sia qualcuno che ha lavorato o fatto l’imprenditore per avere l’esperienza di una complessa macchina come lo stato italiano; avevano colomban ma lo hanno fatto scappare perchè non era comunista come grillo

  5. ITALIA: I MERCATI SCOMMETTONO SU STABILITÀ E POLITICHE DEL GOVERNO DEI VINCITORI DELLE ELEZIONI

    L’interesse politico ed economico dell’Italia è quello di mantenere una prospettiva positiva sui valori azionari così come sulle nostre attività in generale. I mercati si sono leggermente flessi quale reazione al voto elettorale e sono oggi in attesa di vedere i fatti conseguenti. La forza numerica del centrodestra e la volontà non solo a rimanere compatta ma a detassare ed ad essere nei fatti il più realistica possibile è molto importante per il mercato. Se alle parole non seguono i fatti, il mercato oscillerà e defletterà. Oggi possiamo sostituire i tradizionali termini di centrodestra e di sinistra rispettivamente con la Lega (destra) ed il Movimento 5 stelle (sinistra) e una maggioranza politica potenziale puó divenire realtà, funziona e potendo funzionare insieme. Bisogna solo attuare quella convergenza necessaria a dare stabilità politica ed economica al Paese. Il mercato è pronto a scommettere positivamente su un tale scenario. Si tratta di tranquillizzare e stabilizzare le politiche promesse, a venire. In Italia come in Europa. Gli analisti finanziari sono infatti molto sensibili ed orientano i propri investimenti in base alla osservazione dell’Italia nei riguardi e verso l’Europa, essendo importante unicamente la protezione del debito pubblico italiano dalla eventuale percezione di insostenibilità o possibili speculazioni. Ciò stesso implica e coinvolge l’aumento dei valori delle banche italiane e dei valori azionari in generale. Per esempio delineare il salario di cittadinanza in luogo di investimenti atti a dare produttività destabilizza le casse dello Stato italiano non meno della stessa necessaria protezione del debito italiano da parte della Banca centrale europea , la quale sarebbe messa a dura prova e , non sufficiente, il mercato farebbe scontare all’Italia l’insolvenza o il commissariamento dagli effetti depressivi. Vale a dire che la Bce aiuta maggiormente il nuovo governo ed i nuovi governi ove essi facilitino il sostegno esterno. Dunque oggi si deve trovare la “quadra” governativa tra le maggiori forze politiche uscite vincenti dal responso elettorale per riformare, e lasciando scorrere in entrata gli aiuti e la protezione dalla Bce. In Italia chi ha qualcosa da parte – abitanti per lo più al nord ed al centro produttivo – ha votato centrodestra e Lega per mantenere e dare ordine alla pubblica amministrazione, perché si investa e si produca invece di depauperare i cittadini e lo Stato italiano; chi ha poco o niente – abitanti per lo più al sud – ha scelto il Movimento 5 Stelle che ha fatto della redistribuzione e distribuzione, a cominciare dai propri stessi eletti, le bandiere dei più arrabbiati. Per rimettere il sud Italia in carreggiata, con condizioni economiche decenti, ci vorranno tre e quattro anni di traino ed investimenti produttivi , di programmi stimolatrivi dello Stato da parte del nuovo governo del Paese. Esattamente ciò che non è stato fatto nell’ultimo quinquennio ad oggi. L’interesse nazionale oggi è la convergenza dei vincitori delle elezioni e la detassazione promessa quale primo provvedimento e riforma salvifica dell’intero Paese. Detassazione ed investimenti, per ripartire e produrre tutti insieme.

  6. FINALMENTE LA DEMOCRAZIA! I CITTADINI HANNO POTUTO ESPRIMERSI E MANDARE A CASA I GOVERNANTI CHE HANNO DISTRUTTO LE IMPRESE ed il LAVORO, CHE HANNO RESO TUTTI PIU’ POVERI

    • CONCORDO, seguo questo blog di retesi e tutto quello che dicevano il popolo delle partite iva lo hanno dimenticato e sfottuto; non si sono preoccupati ne dei lavoratori ne degli imprenditori e così, come doveva essere, sono stati mandati a casa BEN GLI STA

  7. BANCHE DA DOMANI RITORNA LA PAURA DEI FALLIMENTI?
    Banche, Mps che cosa si agita e ancora problemi tutte banche. E grave fatto mai accaduto prima
    Uno spettro agita il futuro dell’Italia. E all’indomani delle elezioni del 4 marzo, il Paese potrebbe di nuovo ritrovarsi a fare i conti con la crisi del sistema bancario. Uno scenario tenebroso

    • Se non riparte l’economia, le imprese e la circolazione di moneta; se quindi non diminuisce il prelievo delle tasse dal circuito economico, è pacifico che il problema delle crisi bancarie si ripresenterà: non servono mandrake per capirlo

  8. SOTTOSCRIVO TOTALMEWNTE CIO’ CHE HA SCRITTO COLOMBAN IN FACEBOOK

    CHI VOTARE? non ho dubbi: chi mi garantisce con più affidabilità una RINASCITA ECONOMICA, quindi +IMPRESE >> +LAVORO >> +PRODOTTI >> +PIL >> che produrranno +REDDITO e +BENESSERE per tutti i cittadini! Quindi le banche non sequestreranno le vs. abitazioni o non falliranno.

    Se il PIL cresce, aumentano le esportazioni e l’affidabilità del paese, diminuirà anche il rapporto fra DEBITO PUBBLICO & PIL, diminuirà quindi lo spread (la spesa per interessi sul debito).

    Ma per avere una crescita delle IMPRESE & LAVORO devono diminuire le TASSE e la burocrazia sulle imprese e sul lavoro, fermando o diminuendo la spesa pubblica (lo statalismo).

    Chi vi parla male, o semina odio verso le IMPRESE e gli IMPRENDITORI, che sono le categorie che CREANO & PROVVEDONO al LAVORO e quindi al ciclo virtuoso del Vostro Benessere, VI INGANNANO.

    Chi vi promette benefici, sussidi o redditi senza prima GENERARE UNA CRESCITA ECONOMICA SOLIDA E DURATURA, SENZA PRIMA DIMINUIRE IL PRELIEVO delle TASSE dalle VOSTRE TASCHE, porterà il Nostro Paese alla miseria.

    Sul LAVORO è fondata la Nostra Repubblica, la Nostra Costituzione; ma parlare di LAVORO senza CREARE NUOVE IMPRESE è ingannare i cittadini: “IMPRESE & LAVORO” è un binomio imprensindibile ed ineluttabile per la CRESCITA del PAESE, vedi anche http://www.ReteSI.org

    Siamo ultimi come imprenditorialità fra i Paesi Europei (vedasi tabella qui sotto) DIAMO IL VOTO A CHI AVRA’ PROPOSTO CON CHIAREZZA e PROFESSIONALITA’ la RINASCITA ECONOMICA partendo dalla RINASCITA delle “IMPRESE & LAVORO”

  9. L’ITALIA NON SEGUA L’EUROPA FRANCO-TEDESCA CONTRO GLI STATI UNITI

    NUOVA EUROPA: CONVENIENZA E CONVERGENZA

    Donald Trump sa di avere alle spalle una nazione in grado di tenere il
    passo e che ha già visto, in termini di ritorni, l’esattezza della sua politica sui salari. Intere aree degli Stati Uniti sono ritornate alla piena occupazione. Dunque la proposta di Trump di applicare dazi su acciaio e alluminio rientra nella politica dell’America first, lasciando a Merkel e Juncker dell’Europa franco-tedesca la parte dei rosiconi. L’Italia non li segua. “Siamo pronti a rispondere in modo risoluto, veloce e proporzionato , secondo le regole stabilite con i partners e le organizzazioni internazionali “ ha detto Alexander Winterstain portavoce dell’esecutivo comunitario. Angela Merkel e Jean Claude Juncker vorrebbero portarci in guerra contro gli Stati Uniti. La Germania manda avanti l’Ue e intanto stringe accordi con cui boicotta gli Stati Uniti: come i rapporti tra la principale banca tedesca con gli azionisti cinesi o aprire la Mercedes a Geely contro le auto di Google, realtà che rompono i rapporti economici tra Ue e Usa. Tanto che Trump reagisce con proposte sui dazi. L’Italia ha tutto da perdere in una guerra commerciale siffatta da cui è bene si tenga ben fuori a livello europeo. Perderemmo su tutti i fronti, verso gli Usa come verso la Cina. La Germania, si è visto, gioca a fare il gioco delle macerie, lascia macerie dietro sè, nè rimarrà a lungo primo partner commerciale con la Cina. L’ Europa è in transizione, sperabilmente verso la nuova Europa. Si tratta di abbandonare e superare , “silurare” l’Europa attuale dell’asse franco – tedesco e richiamare gli Stati dell’Eurozona ad un nuovo progetto comune di rimodulazione dell’euro e di ripasso di ciò che abbiamo deciso cui dare validità o meno, cioè solo ed unicamente ai Trattati. Si ricordi che solo questi hanno validità erga omnes e non contemplano regole nè stringenti o rigorose, nè coercitive verso alcuni Stato membro. La nuova Europa si sostanzia in un progetto di convenienza di ciascuno con ed in base alla autonoma politica economica di ogni Stato membro che intende farne parte. Politiche economiche autonome convergenti “tendenzialmente” verso l’unità degli Stati (Uniti) europei. Intanto Theresa May vuole chiudere le trattative sulla Brexit d’accordo su sicurezza, difesa e commercio comune, non sulla Corte di giustizia europea e libertà di movimento delle persone. Si tratta di una per ora ipotetica chiusura doganale.

  10. COPIO E SOTTOSCRIVO, Beppe 🙂

    CHI VOTARE? non ho dubbi: chi mi garantisce con più affidabilità una RINASCITA ECONOMICA, quindi +IMPRESE >> +LAVORO >> +PRODOTTI >> +PIL >> che produrranno +REDDITO e +BENESSERE per tutti i cittadini! Quindi le banche non sequestreranno le vs. abitazioni o non falliranno.

    Se il PIL cresce, aumentano le esportazioni e l’affidabilità del paese, diminuirà anche il rapporto fra DEBITO PUBBLICO & PIL, diminuirà quindi lo spread (la spesa per interessi sul debito).

    Ma per avere una crescita delle IMPRESE & LAVORO devono diminuire le TASSE e la burocrazia sulle imprese e sul lavoro, fermando o diminuendo la spesa pubblica (lo statalismo).

    Chi vi parla male, o semina odio verso le IMPRESE e gli IMPRENDITORI, che sono le categorie che CREANO & PROVVEDONO al LAVORO e quindi al ciclo virtuoso del Vostro Benessere, VI INGANNANO.

    Chi vi promette benefici, sussidi o redditi senza prima GENERARE UNA CRESCITA ECONOMICA SOLIDA E DURATURA, SENZA PRIMA DIMINUIRE IL PRELIEVO delle TASSE dalle VOSTRE TASCHE, porterà il Nostro Paese alla miseria.

    Sul LAVORO è fondata la Nostra Repubblica, la Nostra Costituzione; ma parlare di LAVORO senza CREARE NUOVE IMPRESE è ingannare i cittadini: “IMPRESE & LAVORO” è un binomio imprensindibile ed ineluttabile per la CRESCITA del PAESE, vedi anche http://www.ReteSI.org

    Siamo ultimi come imprenditorialità fra i Paesi Europei (vedasi tabella qui sotto) DIAMO IL VOTO A CHI AVRA’ PROPOSTO CON CHIAREZZA e PROFESSIONALITA’ la RINASCITA ECONOMICA partendo dalla RINASCITA delle “IMPRESE & LAVORO”

  11. CHI VOTARE? non ho dubbi: chi mi garantisce con più affidabilità una RINASCITA ECONOMICA, quindi +IMPRESE >> +LAVORO >> +PRODOTTI >> +PIL >> che produrranno +REDDITO e +BENESSERE per tutti i cittadini! Quindi le banche non sequestreranno le vs. abitazioni o non falliranno.

    Se il PIL cresce, aumentano le esportazioni e l’affidabilità del paese, diminuirà anche il rapporto fra DEBITO PUBBLICO & PIL, diminuirà quindi lo spread (la spesa per interessi sul debito).

    Ma per avere una crescita delle IMPRESE & LAVORO devono diminuire le TASSE e la burocrazia sulle imprese e sul lavoro, fermando o diminuendo la spesa pubblica (lo statalismo).

    Chi vi parla male, o semina odio verso le IMPRESE e gli IMPRENDITORI, che sono le categorie che CREANO & PROVVEDONO al LAVORO e quindi al ciclo virtuoso del Vostro Benessere, VI INGANNANO.

    Chi vi promette benefici, sussidi o redditi senza prima GENERARE UNA CRESCITA ECONOMICA SOLIDA E DURATURA, SENZA PRIMA DIMINUIRE IL PRELIEVO delle TASSE dalle VOSTRE TASCHE, porterà il Nostro Paese alla miseria.

    Sul LAVORO è fondata la Nostra Repubblica, la Nostra Costituzione; ma parlare di LAVORO senza CREARE NUOVE IMPRESE è ingannare i cittadini: “IMPRESE & LAVORO” è un binomio imprensindibile ed ineluttabile per la CRESCITA del PAESE, vedi anche http://www.ReteSI.org

    Siamo ultimi come imprenditorialità fra i Paesi Europei (vedasi tabella qui sotto) DIAMO IL VOTO A CHI AVRA’ PROPOSTO CON CHIAREZZA e PROFESSIONALITA’ la RINASCITA ECONOMICA partendo dalla RINASCITA delle “IMPRESE & LAVORO”

      • Grazie Massimo, eravamo i primi e 20 anni di non crescita, di governi spesso di sinistra, di professori teorici ed assolutamente incapaci, ci hanno ridotti in miseria e siamo diventati ultimi perfino nel tasso di imprenditorialità: che desolazione

    • certo che se guardiamo la lista dei cinque stelle degli ipotetici ministri sono tutti professori, adirittura uno insegna in africa ? mi chiedo come faranno ad incrementare le imprese e quindi il lavoro, boh mistero gaudioso

  12. AHOO SO TUTTI COMUNISTI !!!

    M5s, al Colle la lista dei ministri via mail. Tra i nomi Tridico, Pesce e Conte

    Le altre caselle certe nella squadra di governo pentastellata erano per il generale dell’Arma Costa all’Ambiente e l’economista Fioramonti allo Sviluppo economico. Non ancora ufficiale l’investitura di Bonafede al ministero della Giustizia. In tutto i membri dell’esecutivo 5 Stelle saranno 18. La presentazione ufficiale giovedì

  13. MAMMA LI TURCHI..

    Erdogan ha fatto piangere una bambina augurandole di morire da martire

    Un’uscita che non solo ha messo in difficoltà la piccola ma anche scosso una parte della comunità

  14. LA SINISTRA VUOLE IMMIGRATI E IUS SOLI PER I VOTI, LO AVEVAMO CAPITO

    Gli islamici pro ius soli: “Votate Pd, Allah vi vede”

    La moschea di Segrate si schiera con la sinistra: i musulmani non devono perdere questa occasione

  15. LE VISIONI E LE STRATEGIE ECONOMICHE dei 5 Stelle:
    nel Corriere di oggi, 27-2-2018, c’è una intervista a Luigi Di Maio… che, fra le altre cose, afferma: “….noi vogliamo riportare al centro il benessere degli italiani, un benessere tangibile, quello che ognuno di noi percepisce sulla propria pelle, nella vita di tutti i giorni e quello degli indicatori economici”(1). Nella stessa intervista ha annunciato chi sarà il nuovo ministro di Economia Politica, Lorenzo Fioramonti, un professore che insegna in Pretoria (Sudafrica) che disegna ed immagina il benessere, senza la crescita del PIL – cioè senza crescita economica tradizionale; cerchiamo di tradurre… il Benessere senza crescita o meglio “il benessere con la decrescita felice”).

    (1) Notiamo una contraddizione, mentre Di Maio sottolinea che per ottenere il benessere si dovrà tener conto anche degli indicatori economici, cioè soprattutto del PIL, Il nuovo ministro in pectore, Lorenzo Fioramonti, ci sembra che teorizzi che ci possa essere benessere anche senza crescita del PIL. Molti regimi social comunisti ci hanno provato per decenni e decenni con disastrosi risultati per i loro cittadini, vedasi Quba o il Venezuela; mentre altri grandi paesi Comunisti, come la Russia, Cina, India ecc.ra hanno visto la crescita del Benessere dei loro cittadini solo dopo aver abbracciato un salutare sviluppo Liberal-Sociale

    • INTERESSANTE ANALISI Lorenz, io temo che i 5 stelle non abbiano le idee chiare nell’Economia; teorizzano la decrescita felice, che tutti sanno, perfino i polli, che la decrescita felice non esiste! e continuano con sogni ed utopie professate da “professori” …l’ultimo professore monti ha distrutto una parte dell’economia per garantire la restituzione del debito ai finanzieri, massacrando aziende e cittadini, disseminando disoccupazione, povertà ed una perdita del 20% di potere di acquisto

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